I precedenti articoli su questo incontro li trovate qui:

prof. Paolo Bellavite e prof. Arne Burkhardt.

Per vedere il video dell’incontro  dal punto delle domande ai relatori cliccate qui.

prof. Arne Burkhardt e prof. Paolo Bellavite
prof. Arne Burkhardt e prof. Paolo Bellavite

 

 

di Anima Misteriosa

 

Dopo il termine della presentazione del prof. Burkhardt, è stato dato ampio spazio alle domande del pubblico presente in sala e in cui erano presenti numerosi i medici (anche da oltreconfine; si veda dal minuto 1 h e 34). Nel seguito non presenterò una vera e propria trascrizione, bensì una sintesi – parafrasi delle domande e delle risposte, ciascuna accompagnata, per motivi di prudenza, dalle sole iniziali del richiedente (salvo qualche caso piuttosto noto). Come sempre, aggiungerò delle integrazioni mie, volte a commentare e ad arricchire il discorso; le citazioni saranno tra virgolette, le integrazioni in corsivo.

Bellavite: In Italia, quando l’AIFA deve stabilire il nesso di causalità di una morte sospetta subito dopo il vaccino, in caso di comorbidità (cioè, se il paziente aveva già malattie pregresse) esclude il vaccino; insomma, la colpa viene data alla patologia pregressa. Nelle autopsie del prof. Burkhardt si osservano invece lesioni multiorgano, per cui non è possibile dare la colpa a un solo fattore o organo collassato. È cioè evidente che la causa della morte di queste persone ha agito a più livelli ed è qualcosa di molto più complesso della singola patologia pregressa.

Burkhardt: Ci sono vari fattori che hanno portato alla morte e bisogna distinguere se sono effetti collaterali. Nel caso che ci fosse una patologia pregressa grave, non è però scientifico escludere a priori dalle cause il vaccino; si può presumere che esso possa essere escluso, ma non lo si può dare per scontato. In ogni caso, è necessario valutare approfonditamente i fattori in gioco e, nel dubbio, consultare un secondo esperto.

Qui vorrei ricordare che anche con i morti di Covid-19 si è fatta una gran confusione, fino al clamoroso annuncio di alcune settimane fa dato dall’ISS, secondo cui, dopo ricognizione delle cartelle cliniche, i morti solo di Covid-19 erano poco più di 3.000. La notizia l’ha data Il Tempo:

….”Secondo il campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall’istituto solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid 19. Quindi dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé [1].

Come sottolinea il direttore del giornale, Franco Bechis, queste cifre derivano anche e soprattutto da tendenze interpretative che ben poco hanno a che fare con le esigenze mediche e lui, da cronista, ha potuto monitorare la situazione benissimo:

“All’inizio il governo allora in carica, quello di Giuseppe Conte, mentre l’Italia mostrava di essere il paese del mondo più impreparato e pure incapace di affrontare la pandemia, chiedeva dati per tranquillizzare gli italiani. E ricordo bene le conferenze stampa settimanali Iss e protezione civile in cui questi decessi venivano sempre minimizzati, ponendo sempre l’accento sulle molte patologie riscontrate in chi non ce l’aveva fatta. Bisognava dire che questo virus non uccideva in sé, ma accompagnato ad altri malanni in persone fragili poteva affrettare una fine che comunque era vicina. Poi in periodo di campagna vaccinazioni l’esigenza governativa è diventata quella diametralmente opposta: drammatizzare e spingere chiunque verso la salvezza delle fiale messe a disposizione” [2]

Si noti – e il direttore del “Tempo” lo spiega bene – quel numero risibile di 3.783 decessi non è tanto segno che sono morti in pochi, quanto piuttosto che si è fatta molta confusione nell’interpretazione dei dati – fino ad arrivare ai frequenti “falsi”, per cui venivano considerati morti per Covid-19 anche pazienti deceduti per tutt’altre cause, ma risultati semplicemente positivi al tampone post-mortem – o altri tipi di “falsi”, come vedremo tra breve. Come al solito il problema è l’annosa distinzione dei morti “per” o “con” Covid: ancora non è stato risolto il busillis. Insomma, nel conteggio delle vittime dell’epidemia di una sola cosa possiamo essere sicuri: che regna ancora il caos, se non peggio. In un articolo successivo, Franco Bechis, che i rapporti dell’ISS se li è letti tutti, aggiunge:

“Questa confusione è stata funzionale a lungo alle politiche governative e anche ai pasticci compiuti dal sistema sanitario pubblico, che non sono stati affatto pochi. Mi ha scritto ad esempio una signora, Eleonora, raccontandomi di avere perduto il marito di 56 anni e il padre di 74 per il Covid. Sostiene che entrambi siano stati curati come migliaia di altri italiani in modo sciatto e inappropriato, vuoi perché non conoscevano le terapie migliori, vuoi perché non erano alla portata finanziaria del sistema sanitario i farmaci che sarebbero stati più efficaci. Eleonora aggiunge: “Poi però nelle cartelle cliniche hanno scritto per giustificarsi che avevano almeno due o tre patologie gravi che hanno determinato il decesso. Patologie inventate, inesistenti”. Consultatasi con altri familiari di poveretti che in quegli ospedali hanno perduto la vita, ecco l’amara scoperta: “In tutte le cartelle si trovano patologie che i pazienti non avevano”. E termina così la sua lettera: “La mia famiglia è distrutta a causa dell’incompetenza e dell’approssimazione di medici che non hanno fatto nulla. Solo ossigeno. Però loro sono a casa con le famiglie, l’Iss scrive le sue scemenze ed io, mia madre e le mie figlie (come decine di persone qui) piangiamo i nostri cari”.

Quella di Eleonora è una storia drammatica, disperata: come ho raccontato più volte anche io ho perduto mamma (che non aveva alcuna patologia) per il Covid e non posso che abbracciarla. Però questa storia solleva il dato vero, che era poi la riflessione che avevo fatto descrivendo quel nuovo rapporto sui decessi del 5 ottobre: “c’è da fidarsi dell’Iss e dei suoi rapporti? [3]

Lo stesso dicasi per gli effetti collaterali e le morti da vaccino. Nelle alte sfere danno – alla lettera – i numeri.

 

B.O: Ci sono somiglianze tra i morti per Covid-19 e i morti per vaccino? (ripete una domanda del prof. Bellavite).

Burkhardt: Ci sono sicuramente delle sovrapposizioni e delle somiglianze: danni a livello alveolare e trombosi, per esempio, a causa della proteina Spike, che è tossica.

Bellavite: “In un certo senso si può dire che è tossica. Non è una tossicità come un veleno, è una tossicità come una tossina biologica, come una tossina di un batterio, per esempio, che va sui recettori e modifica il funzionamento di una cellula; e quindi è una tossicità biologica, non una tossicità chimica. Però si può sempre intendere come tossicità, perché paralizza e blocca il sistema biologico”.

Ritorno brevemente sulla questione della tossicità della Spike, che è stata negata da certi media e fact-checkers: ma se la Spike non fosse una tossina, si può sapere perché mai sarebbe necessario creare degli anticorpi contro di essa?

Andrea Eberhardt, ginecologa (Austria) = Nel suo ambulatorio, le donne in età fertile che intendevano avere figli riuscivano a concepire con una media di successo dell’80 %; questa percentuale di successo del concepimento è calata drasticamente nelle donne vaccinate. Addirittura, due donne hanno concepito bambini con gravi malformazioni, come un numero abnorme di dita oppure problemi al cuore. Un bambino allattato dopo la vaccinazione della madre, nel giro di due settimane ha sviluppato gravi ostruzioni vascolari alle gambe e gli è stata amputata una gamba, poi è morto; ora la madre è sotto cure palliative (tutto questo nell’arco di 6 mesi).

Bellavite: Bisogna supporre che la Spike finisca nel latte materno; però è difficile trarre delle conclusioni da un caso unico. Bisognerebbe analizzare il latte delle mamme vaccinate. Chiaramente, “finché si dice che il vaccino fa solo bene”nessuno procederà a indagini del genere [4].

Burkhardt: per quanto riguarda le malformazioni, è un ambito molto complesso da studiare, come dimostra il caso del Contergan, per cui ci vollero anni per dimostrare che esso era responsabile delle malformazioni; perciò, non si può affermare ancora niente di preciso. Serve l’analisi del tessuto ovarico, per vedere se è stato contaminato dalla Spike. Attualmente, il professor Burkhardt ha in programma di analizzare una placenta in arrivo nel suo laboratorio nel quadro delle ricerche post-vaccinali.

I fatti riportati dalla dott.ssa Eberhardt corrispondono in modo stretto a quanto denunciato nella conferenza stampa diffusa il 12 settembre scorso in Turchia dall’ingegner Muhammad Ali Fatih Erbakan, 42enne leader del Turkish Welfare Party (Yeniden Refah Partisi) e figlio dell’ex-primo ministro Necmettin Erbakan. Durate la conferenza stampa tenutasi ad Ankara [5], il politico ha mostrato alcune foto terrificanti di bambini che sarebbero nati con gravissime malformazioni a seguito della vaccinazione dei genitori: uno con la coda, un altro coperto di pelo, un altro ancora che mostra ben visibili numerosi arti (secondo Erbakan, 3 braccia e 4 gambe). Sicuramente, l’autenticità delle fotografie andrebbe verificata: comunque, Erbakan ha definito il vaccino un “modificatore genetico”; accusa così la tecnologia a mRNA, mai usata prima perché pericolosa, di avere modificato il DNA dei pazienti inoculati coinvolti in questo orribili eventi avversi e di essere un pericolo per le donne incinte. Il politico ha chiesto una discussione aperta sul problema con le autorità, il Ministro della Salute e lo stesso presidente.

Quanto alla vaccinazione di donne che allattano, un caso tragico di verosimile effetto averso da vaccino anti-Covid 19 è saltato agli onori della cronaca negli USA nel marzo scorso:

VAERS ID: 1166062-1: 5 mesi

La paziente ha ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer il 17 marzo 2020 mentre era al lavoro. Il 18 marzo 2020 il suo bambino di 5 mesi, nutrito al seno ha sviluppato un rash e nel giro di 24 ore era inconsolabile, rifiutava di mangiare e ha sviluppato la febbre. La paziente ha portato il bambino al locale pronto soccorso dove sono stati fatti accertamenti: le analisi del sangue hanno rilevato un elevato livello di enzimi epatici. Il bambino è stato ospedalizzato, ma ha continuato a peggiorare ed è morto. Diagnosi di TTP. Nessuna allergia nota. Nessuna esposizione nuova eccetto la vaccinazione della madre il giorno precedente [6].

Il bambino è morto così il 20 marzo 2021. La diagnosi finale è stata di purpura trombotica e trombocitopenica, una rara forma di affezione diffusa della coagulazione relativa ai capillari e alla circolazione periferica.

Il Contergan non è altro che il nome originale tedesco del talidomide, il farmaco sedativo che divenne fin troppo popolare negli anni ’50, per poi rivelarsi fonte di gravi anomalie congenite. La sua storia necessiterebbe uno studio a parte, perché è la quintessenza di quel che capita quando una casa farmaceutica antepone il guadagno all’onestà terapeutica e fu uno scandalo senza precedenti. Il Contergan fu brevettato nel 1954 dalla Chemie Grünenthal come sedativo e antiemetico e distribuito con un marketing molto insistente, perché gli esperimenti su animali ne avevano mostrato una tossicità molto bassa. Si consideri che come anti-emetico, veniva quindi somministrato molto spesso alle gestanti e persino ai bambini. Le vendite del farmaco esplosero, a tutto vantaggio della Chemie Grünenthal, ed esso si diffuse in 46 paesi come farmaco da banco; ma nel 1959, la dottoressa Frances Kelsey, dell’FDA, ne bloccò la licenza negli USA basandosi su alcuni studi che dimostravano come il Contergan avesse effetti collaterali neuropatologici.

Si dirà: erano altri tempi all’FDA. In effetti…La dottoressa Kelsey, nel 1962, fu addirittura premiata dal presidente Kennedy perché aveva così salvato la vita a migliaia e forse milioni di bambini statunitensi. Ovviamente, la casa farmaceutica rispose con degli studi interni fatti male che negavano gli effetti collaterali. Nel frattempo, il Dr.Willis si era reso conto degli effetti nefasti sugli embrioni: a partire dal 1961 furono documentate e verificate le malformazioni congenite agli arti per cui il talidomide è diventato tristemente famoso. Fu proprio quello l’anno in cui il Contergan fu ritirato dal mercato tedesco e il numero delle anomalie congenite diminuì drasticamente; in Italia fu ritirato solo nel 1962, quindi in ritardo. Da lì cominciarono ad essere messi in atto i primi, timidi passi della farmacovigilanza (ora praticamente desaparecida, almeno nel caso di questi vaccini). Sulla storia del Contergan è stato girato addirittura un film TV omonimo, del 2007 [7].

A questo punto, si sente in sala la voce inconfondibile della dott.ssa Barbara Balanzoni, anestesista, dottore in legge, medico militare e perito in una lunga serie di casi di malasanità approdati in tribunale. Sta lavorando moltissimo per segnalare i reati che si presume siano compiuti durante questa campagna vaccinale e i suoi video sono un punto di riferimento imprescindibile per la difesa dei diritti del paziente (o di chi vuole restare sano…).

Barbara Balanzoni: ripete qui una serie di domande che pone già da dicembre 2021: data la biodistribuzione del vaccino nel corpo, ci sono cellule più predisposte di altre alla produzione della proteina Spike? In particolare, abbiamo notizie sul comportamento delle cellule tumorali? Le cellule tumorali possono incamerare la Spike e produrla? Possono produrla maggiormente? Cosa succede alla cellula che ha prodotto proteina Spike e che, per quanto sottoposta a un attacco autoimmune, non è morta? Riprende a produrre le proteine necessarie al corpo come prima, oppure la sua produzione proteica subisce alterazioni?

Bellavite: L’mRNA è labile, si dissolve nel giro di pochi giorni, quindi non dovrebbe modificare la cellula in modo permanente (se questa, beninteso, sopravvive). Pertanto, allo stato attuale delle conoscenze, non dovrebbe perpetuarsi il comportamento anomalo della cellula successivo alla produzione della Spike. Quanto alle cellule tumorali, in una infiammazione cronica o nella famosa tempesta di citochine, che si verifica nei malati gravi di Covid-19, sono implicati anche fattori di crescita. Lo stato infiammatorio indotto dalla Spike potrebbe destare questi fattori di crescita e far precipitare il tumore. Quindi, servono studi ben fatti a lungo termine, per capire se effettivamente questo si verifica e promuove la crescita tumorale. Il professore ricorda a questo punto che gli studi di sperimentazione clinica erano previsti in doppio cieco con 18.000 persone per parte (vaccino / placebo) per 2 anni proprio per verificare se si sviluppavano più o meno tumori nel gruppo di controllo. Ma sono stati interrotti.

Sul fatto che le sperimentazioni siano state interrotte alla data fatidica di cut off del 13 marzo 2021 (dopo soli 6  mesi) e bloccati lì, posso rinviare agli articoli del prof. Peter Doshi: riprendo qui quel che ho scritto in un altro articolo mio, subito dopo l’approvazione definitiva di Comirnaty da parte dell’FDA (ci fosse stata ancora in giro la dott.ssa Kelsey!):

Ora, già a maggio, uno dei redattori del prestigioso BMJ (British Medical Journal), Peter Doshi, professore associato della School of Pharmacy dell’Università del Maryland, si è chiesto a che servisse tutta questa fretta [8]. In particolare, ha attirato l’attenzione su di un fatto: è stata tolta molto rapidamente la copertura agli esperimenti ciechi con gruppo di controllo in placebo. Lo sappiamo con certezza per Moderna (che ha offerto la vaccinazione ai suoi volontari almeno dal 13 aprile) ed è largamente presumibile che ciò sia avvenuto anche per gli altri produttori. Cioè: il gruppo di controllo, il gruppo placebo che durante le sperimentazioni ha ricevuto soluzione fisiologica invece che il vaccino e che era considerato dalla stessa FDA così importante per valutare, tramite confronto, la validità e l’efficacia del siero stesso, è stato incoraggiato a vaccinarsi e il grosso dei partecipanti lo ha fatto. Così c’è stato il cosiddetto unblinding e l’esperimento è sostanzialmente finito.

Barbara Balanzoni: Dato che è stata fatta una vaccinazione a tappeto dei pazienti oncologici, è chiaro che se un paziente vaccinato poi muore di tumore, la correlazione non viene presa in considerazione e lui risulta morto di tumore. Un paziente che non sa di avere una leucemia perché ha un livello di 50.000 leucociti (il valore normale dei globuli bianchi deve permanere tra i 4.500 e gli 11.000 per microlitro) [9], come si situa? Quei bianchi patologici producono Spike? (la dott.ssa Balanzoni stessa ammette che sicuramente mancheranno gli studi).

Bellavite: “Nessuno lo sa. Nessuno sa dove vadano a finire questi vaccini” e se queste cellule producano Spike. Probabilmente “in persone diverse vanno in zone diverse”. Dipende anche da dove è stato iniettato il vaccino (per esempio, in una zona con molti vasi sanguigni o meno). Il prof. Bellavite rigira però la domanda al collega: di solito si dice che un paziente oncologico è morto per effetto del tumore; ma se usiamo il sistema di Heidelberg, che ha riconosciuto le disfunzioni multiorgano linfocitarie, “nel cuore, nel fegato, nel rene”, a questo proposito è possibile affermare che è stato il vaccino a livello anatomopatologico a provocare la morte?

Per capire il seguito, bisogna imparare un attimo che cosa significa un’iniezione senza aspirazione. “L’aspirazione, o manovra di Lesser, è l’applicazione di pressione negativa prima dell’iniezione ed è descritta come l’azione di retrarre lo stantuffo della siringa per 5-10 secondi con lo scopo di garantire che il farmaco non sia inavvertitamente somministrato per via endovenosa”. La pratica è molto diffusa tra gl’infermieri, ma è controversa: “Linee guida internazionali di autorevoli organismi , vedi il Department of Health (2013), i Centers for Disease Control and Prevention (CDC 2014), l’Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) e la Public Health Agency of Canada (2013) sono concordi nell’affermare che l’aspirazione non è necessaria quando si iniettano vaccini: non a caso l’OMS, nel 2008, ha raccomandato per la terapia immunologica l’uso di siringhe “autodisponsable”, che hanno la caratteristica di non permettere l’aspirazione” [10].

Burkhardt: parla di forme tumorali fulminanti dopo il vaccino; sono stati avviati studi, ad esempio, sui tumori al seno; si opera il raffronto tra com’era il tumore prima e dopo il vaccino; ma si tratta di studi appena iniziati, di cui mancano ancora i risultati. L’anatomopatologo sottolinea poi l’importanza di capire dove è stato iniettato il vaccino: l’OMS dal 2016 ammette che sia inoculato nel deltoide senza aspirazione, senza andarsi a sincerare che il vaccino sia stato inoculato nel sangue. Lui e un clinico hanno verificato che, siccome negli hubs si vaccina a catena di montaggio, una media di 250 persone in 8 ore, i pazienti hanno a disposizione 3 minuti l’uno, per cui si vaccina senza aspirazione: la vaccinazione avviene con una certa veemenza, il vaccino entra quindi nei vasi sanguigni. Rischiano di più i pazienti muscolosi, che hanno vasi più sviluppati, oppure gli anziani, che non hanno più muscolo, per cui il vaccino arriva direttamente all’osso e a vasi più importanti. Questo potrebbe spiegare i decorsi gravi.

Recentemente il nostro blog ha pubblicato un articolo in traduzione di Wanda Massa, sulla lunga lista di atleti deceduti in tutto il mondo, magari durante l’attività sportiva, da quando è cominciata la campagna vaccinale: a fronte di qualche caso che veniva registrato negli anni scorsi, ora i casi balzati agli onori della cronaca si contano a decine e decine e sono regolarmente dei famigerati “malori improvvisi”, senza spiegazione (cioè, la spiegazione non si cerca). Si ricordi che gli atleti vengono vaccinati quasi sempre. La spiegazione del prof. Burkhardt tiene conto del maggior sviluppo dei vasi sanguigni nei muscoli degli atleti [11].

G.B. (ingegnere che ha lavorato per anni in una multinazionale farmaceutica) = Si rischia di più se ci si sottopone a vaccinazione da guarito inconsapevole? Ad esempio, se uno ha avuto una forma di Covid-19 paucisintomatica?

Bellavite: La reazione avversa in tal caso è sicuramente più forte; esistono studi che confermano come la percentuale di reazioni severe passi dal 4% al 10% (col termine “reazione severa” si intendono quelle che impediscono la normale vita quotidiana). Se poi la persona ha ancora il virus attivo in corpo, il vaccino si sovrappone al virus; ciò è pericoloso soprattutto nel caso della prima dose, nei primi 15 giorni dopo la prima dose, perché non si sono ancora formati gli anticorpi. Succede quindi molto spesso che in questo lasso di tempo la persona si ammali di Covid-19. Ciò può essere dovuto sia a un effetto di immuno – depressione indotto dal vaccino, sia a questa sovrapposizione. Siccome alcuni vedono tale reazione come un “fallimento del vaccino”, in realtà il professore obietta: “Dovrebbe essere considerata una reazione avversa del vaccino, cioè che il vaccino ha fatto emergere l’infezione latente”.

Già nel maggio 2021, il professor Didier Raoult, direttore dell’Institut de Maladies Infectieuses di Marsiglia (IHU) e uno dei massimi microbiologi al mondo, segnalava che un numero considerevole di vaccinati risulta infetto da Covid-19 nella settimana successiva all’inoculazione; un fenomeno importante, che intendeva addirittura segnalare alle autorità [12]. Considerava quindi l’argomento che bisognerebbe vaccinarsi per proteggere gli altri “non realista” (quante volte invece ci è  stato propinato!).

Il problema della reinfezione dei vaccinati è davvero imponente, ma le nostre autorità fanno orecchio da mercante e da tempo. Nel maggio del 2020 il dott. Pasquale Bacco, poi attaccato da tutte le parti come “no-vax”, diffuse dei dati seri sull’incidenza del Covid-19 già prima dell’inizio “ufficiale” dell’epidemia in Italia. S trattava di uno studio che il dottore aveva condotto per la società statunitense Meleam SpA, specializzata in sicurezza e medicina del lavoro, con varie sedi in Italia; il dott.Bacco spiegava: “A partire dal 3 febbraio abbiamo visitato 7.038 persone sane e senza sintomi, tutti dipendenti di diverse aziende. Abbiamo diviso la ricerca in quattro diversi step: il primo gruppo comprendeva circa 1.730 persone e ci dava già numeri interessanti, perché il 38% era già positivo agli anticorpi. I numeri più alti erano quelli della provincia di Brescia: il 49% del campione che si era sottoposto al test sierologico risultava positivo (a Milano il 46%, a Bergamo il 48%)”. Nell’80% dei casi sono state rinvenute immunoglobuline G, cioè anticorpi ormai durevoli, segno che il contagio si era verificato almeno 3 mesi prima, a ottobre. E difatti, all’epoca si era verificata una serie di polmoniti atipiche, erroneamente attribuite alla legionella. Il dottore ha comunicato i suoi dati già in marzo all’ISS, come racconta: “A metà marzo abbiamo presentato il nostro progetto all’Istituto Superiore della Sanità e al Ministero della Salute, mettendo a disposizione i numeri: era un periodo di grande confusione e stavano nascendo le unità di crisi. Ci hanno fatto parlare con il professor Roberto Burioni, a cui abbiamo presentato i nostri risultati e le anamnesi, concentrandoci soprattutto sulla situazione del Bresciano. Dei 400 pazienti di Brescia ben 199 erano risultati positivi. Un campione molto rilevante, quindi. Lui ci ha risposto che l’incidenza del virus nel Bresciano era del 2% e che quindi ci sbagliavamo. Quando poi abbiamo chiesto da dove venisse quella percentuale, ci ha detto ‘perché è così e noi lo sappiamo’ [13].

Questo episodio lascia di stucco. Ma la cosa peggiore è che la successiva campagna vaccinale ha perfettamente ignorato la necessità di compiere uno screening a tappeto serio per evitare coloro che possedevano già degli anticorpi: i guariti non devono essere vaccinati, come ha affermato anche recentemente il  prof. Paolo Gasparini; si tratta di pazienti che sono quindi stati vaccinati in modo inutile, se non nocivo (col rischio del potenziamento della malattia – e si pensi anche allo spreco di risorse che avrebbero potuto essere proficuamente allocate per le terapie in modo molto più sensato). Si noti anche che tutto quanto ha sostenuto allora il dott. Bacco (ingiustamente attaccato più volte) si è realizzato in seguito: dal fatto che il virus si sarebbe ripresentato in autunno, perché è stagionale e sensibile al caldo, al fatto che il vaccino sarebbe stato inutile, dato che il virus varia troppo.

G.B.: Prima il prof. Burkhardt ha parlato di miocarditi con infiltrazioni linfocitiche, patologia che potrebbe aggravarsi nel corso di un decennio. Questo potrebbe essere uno di quegli effetti avversi  a lungo termine di cui nessuno parla mai? Potremmo includere negli effetti avversi anche la sterilità maschile o femminile?

Burkhardt: Sarebbe un danno a lungo termine, ma la valutazione deve essere fatta dopo un certo lasso di tempo. Purtroppo, mancano del tutto studi sul lungo periodo: “Chi ha sviluppato il vaccino ha cercato, in un certo qual modo, di svicolare: perché?” Se noi dobbiamo osservare gli effetti di un farmaco sulla gravidanza, bisogna seguire le donne per tutto il corso della gravidanza e poi il bambino una volta nato; quindi, servono almeno 9 mesi. L’industria invece di seguire una donna per 9 mesi, ne ha osservate 9 per 1 mese! Questa non è una soluzione scientifica.

Ora interviene l’avvocato Renate Holzeisen [14], laureata in Diritto e in Economia, avvocato, commercialista e revisore contabile di Bolzano, con patrocinio in Cassazione, attivissima in questi ultimi mesi per la difesa dei diritti dei singoli calpestati dai provvedimenti governativi degli ultimi due anni.

Avvocato Renate Holzheisen: ritorna sulla questione del risk management, che non è stata assolutamente affrontata da Big Pharma: i nascituri, i bambini allattati al seno, le donne incinte, i pazienti immunodepressi sono tutte categorie che dovrebbero essere trattate con estrema cautela, ma che vengono vaccinate, anche se i produttori non hanno la benché minima idea degli effetti a lungo termine di queste sostanze. Come si fa a valutarne il rischio? In Italia, nel sistema sanitario, le donne incinte sono state obbligate alla vaccinazione. Il bugiardino non fornisce lumi in merito.

Sulla vaccinazione delle donne incinte, mi basta rinviare a un recente articolo del nostro blog, che riprende la revisione del noto studio di Shimabukuro sul rischio costituito dai vaccini in gravidanza: gli studiosi Aleisha R.Brock e Simon Thornley lo maggiorano di ben 7-8 volte, dopo avere individuato degli errori di calcolo [15].

Burkhardt: Da medico, ritiene che l’analisi rischi / benefici vada contro queste pratiche; lui non vaccinerebbe i bambini sotto ai 16 anni e le donne incinte. Ora, esiste il consenso informato: in caso di problemi gravi e di indagini, la procura va a controllare se è stato firmato, ma non controlla il contenuto del foglio, che però non parla di effetti collaterali, soprattutto di effetti collaterali in casi come questi.

Bellavite: dato che si verificano patologie multiorgano, non si può escludere un effetto collaterale sul feto; però il problema rischio / beneficio è un problema epidemiologico, relativo ai grandi numeri, laddove invece la discussione della serata verte su casi specifici. Bisognerebbe calcolare il rischio del vaccino e della malattia grave per il singolo caso: ora, questa valutazione è adesso difficilissima perché “la farmacovigilanza funziona malissimo: non male, malissimo”. I numeri forniti dai rapporti AIFA (4 casi avversi su 100.000, come spiegato negli articoli citati sotto sul “caso Bellavite”) sono “semplicemente incredibili”. La popolazione che è la diretta interessata, si trova “sballottata” tra le dichiarazioni roboanti che questi vaccini sono sicurissimi e, dall’altro lato, le cronache sul singolo caso terrificante approdato sul giornale. “Il mondo scientifico non è riuscito ancora a prendere in mano la situazione”.

F.A. (medico): Dato che nella produzione di questi vaccini sono state usate cellule fetali, che si sviluppano con grande rapidità, è possibile, soprattutto nei vaccini a adenovirus (Astrazeneca e Janssen, che si basano cioè su di un virus diverso a DNA, su cui è stata impiantata una proteina Spike), che si verifichi uno scambio di DNA con l’organismo ospitante?

Bellavite: la questione riguarda solo i vaccini a adenovirus, i quali sono prodotti a partire da cellule fetali e poi dovrebbero essere purificati, ma il rischio che elementi contaminanti permangano all’interno esiste: “L’inquinamento c’è di sicuro”. Tuttavia, mancano dati, perché il professore non ha ancora visto degli studi sul grado di contaminazione di questi vaccini. Che la contaminazione si verifichi, è dimostrato anche da alcuni precedenti, quali il vaccino contro il morbillo o contro la rosolia, già fabbricati così. La questione “potrebbe far parte dei problemi dell’autoimmunità”: ad esempio, la malattia di Guillain-Barré, che è una forma di paralisi del sistema nervoso, di tipo autoimmune, è molto più frequente in persone vaccinate con vaccini di questo tipo. Potrebbe verificarsi una reazione autoimmune verso queste cellule fetali (proteine e DNA). Le famose cellule HEK 293 (sono il ceppo di cellule fetali impiegato per la produzione dei vaccini a adenovirus e che deriva da una bambina abortita nel 1973 [16]) vengono spacciate come cellule renali, invece sono cellule contaminate con un lignaggio neuronale, cosa che sanno in pochi.

A.L. (farmacista): in sostanza, mancando la farmacovigilanza attiva, tutti i vaccinati partecipano alla fase 3 di questa sperimentazione. Dovrebbero essere tutti controllati dal medico. Perché non si fa questo?

Burkhardt (si mette a ridere): non è colpa dei patologi. Ma non è stato fatto nulla in tal senso: non è stato predisposto un archivio per controllare i pazienti.

Bellavite: “Ovviamente c’è poca volontà a fare questo”. E qui il prof. Bellavite rievoca la sua vicenda personale: a maggio di quest’anno, si è visto togliere il titolo di cultore della materia dall’Università di Verona e anche il laboratorio perché aveva partecipato il 4 maggio a una trasmissione televisiva in cui parlava degli effetti avversi seri al 4% e del fatto che la farmacovigilanza in Italia è fatta male [17]. Così, si è visto sconfessare pubblicamente da personaggi come Matteo Bassetti, Myrta Merlino, Pierpaolo Sileri; poi, il 7 maggio, è stato parimenti sconfessato dal rettore della sua università e in seguito estromesso, tanto che dal 18 maggio non risulta all’interno dell’Ateneo. Ha provato allora a scrivere al rettore (in precedenza suo amico), senza riceverne risposta, mentre veniva vilipeso pubblicamente. La stessa testata di Affari italiani ha provato a contattare il rettore, praticamente senza risultato [18].

Nessun collega lo ha difeso pubblicamente, però uno, bonariamente, gli ha detto:

“Paolo, hai ragione, ma se fai quei discorsi, la gente si prende paura e non si va più a vaccinare”…”Diciamocelo chiaramente” continua il professore, “il vaccino è considerato la salvezza dell’umanità e tutti sperano nel vaccino, che ci liberi dall’epidemia; è diventato quasi un nuovo dio, viene adorato un po’ da tutti. Questa mentalità ha toccato anche i piani alti, la politica”, quindi l’informazione “e persino un pochettino…le gerarchie ecclesiastiche. C’è proprio un’adorazione del vaccino e gli altri sono gli eretici”. Ovviamente, questo non ha alcun valore scientifico.

Bisognerebbe a questo punto “fare un passo indietro”, lasciar perdere questa frenesia di vaccinare tutti, a tappeto, fino all’ultimo uomo. Tanto l’epidemia non si ferma. È un problema politico. Per esempio, quando è cominciata la campagna per i sanitari, la farmacovigilanza registrava, diciamo, 100 denunce; dopo febbraio, sono passate, in rapporto, a 5, cioè sono diminuite del 200%.  Ora in alcuni paesi (come la Germania) vengono lanciati studi specifici sulle miocarditi per controllare la loro effettiva incidenza, specie perché è un problema che interessa i giovani.

Burkhardt: conferma l’esistenza di questi studi in corso e del problema della miocardite, soprattutto per i giovani. Una piccola parte muore; alcuni meccanismi fisiologici riescono a contrastare l’infiammazione, ma non sappiamo fino a che punto.

Non è un caso se la giornalista Tiziana Alterio ha intitolato il suo bel libro sulle magagne celate dietro le grandi aziende farmaceutiche e i poteri economici che se ne servono: “Il dio vaccino”. Quello a cui stiamo assistendo è un gigantesco atto di idolatria che troppi governi occidentali e le masse che li seguono stanno compiendo nei confronti di un nuovo idolo, il vaccino. Esso dovrebbe abbattere la paura, eliminare l’epidemia, far tornare alla normalità, ridurre i contagi e via dicendo. Il discorso che si può ascoltare dai media mainstream è proprio così, idolatrico, irrazionale e perciò profondamente incoerente e menzognero: il vaccino non poteva tenere le promesse fatte, perché esse erano volutamente esorbitanti; solo un Dio vero potrebbe mantenerle. Come se non bastasse, è evidente che molta parte della responsabilità dei guai in cui ci troviamo ricade sui vari governi, che hanno gestito la situazione malissimo e in modo autoritario, per cui manca alla radice la buona volontà di prospettare delle soluzioni reali. Comunque, tutta la campagna vaccinale è stata prospettata in maniera pseudo-religiosa, fideistica e, oserei dire, anticristiana: basti ricordare che i primi lotti sono partiti dalle aziende e arrivati in Italia proprio alla vigilia dello scorso Natale e che il primo Vaccination Day risale al 27 dicembre 2020. Ai più questa data dirà poco: in realtà, si tratta del giorno della prima grande apparizione del Sacro Cuore, forse la più importante apparizione di Gesù dei tempi moderni, a S. Margherita Maria Alacoque, nel 1673; come se non bastasse, il 27 dicembre di alcuni secoli prima, nel 1290, era avvenuta un’apparizione analoga a S. Geltrude di Helfta. Il 27 dicembre è anche il giorno di S. Giovanni Evangelista, l’amico prediletto del Cristo, quindi, antesignano delle due mistiche e di chiunque intenda legarsi di amicizia profonda con Gesù. Il 27 dicembre è quindi un giorno di epifania cristica: non credo che sia un caso se è stato scelto, per di più a ridosso del Santo Natale, per l’inizio di questa incredibile campagna vaccinale, per di più basata su vaccini contenenti cellule fetali provenienti da feti abortiti e profondamente anti-etici e anti-cristiani.

U.W, psicologo: Come valutare un sistema sanitario che dice che non abbiamo nessun morto per vaccini e che, quando le persone chiedono di indagare le morti sospette (magari il giorno dopo il vaccino) le rifiuta?

Burkhardt = “Non è responsabile” (a questo punto, esplode un applauso in sala, un vero applauso liberatorio). “Perché il sistema sanitario deve proteggere la salute…ma non con misure coercitive”.

Prima di concludere, vorrei ricordare la frase che l’organizzatore della serata, M. Frings, ha impiegato all’inizio: ha parlato di “crimini contro l’umanità”. Dobbiamo essere grati a professionisti come il prof. Arne Burkhardt e il prof. Paolo Bellavite, che si impegnano quotidianamente per riportare alla luce un discorso scientifico veritiero e per difendere le nostre vite.

 

[1] Cfr.Franco Bechis, Gran pasticcio nel rapporto sui decessi. Per l’Iss gran parte dei morti non li ha causati il Covid, Il Tempo 21 ottobre 2021, https://www.iltempo.it/attualita/2021/10/21/news/rapporto-iss-morti-covid-malattie-patologie-come-influenza-pandemia-disastro-mortalita-bechis-29134543/

[2] Cfr.Franco Bechis, Gran pasticcio nel rapporto sui decessi. Per l’Iss gran parte dei morti non li ha causati il Covid, Il Tempo 21 ottobre 2021, https://www.iltempo.it/attualita/2021/10/21/news/rapporto-iss-morti-covid-malattie-patologie-come-influenza-pandemia-disastro-mortalita-bechis-29134543/

[3] Cfr. Franco Bechis, Covid, sui dati dei morti l’Iss casca nella trappola che si era teso da solo, Il Tempo 26 ottobre 2021, https://www.iltempo.it/attualita/2021/10/26/news/rapporto-covid-morti-altre-patologie-dati-dei-decessi-iss-casca-nella-trappola-che-si-era-teso-da-solo-bechis-29194582/

[4] La testimonianza della dott.ssa Eberhardt è stata ripresa in La denuncia della dottoressa Eberhardt: “Bambini con malformazioni al cuore e agli arti nati da donne incinte vaccinate. Ad un neonato allattato da donna vaccinata per il covid è stata amputata una gamba e poi è morto, Eventi avversi 21 novembre 2021, https://www.eventiavversinews.it/la-denuncia-della-dottoressa-eberhardt-bambini-con-malformazioni-al-cuore-e-agli-arti-nati-da-donne-incinte-vaccinate-ad-un-neonato-allattato-da-donna-vaccinata-per-il-covid-e-stata-amputata-una-g/

[5] Video originale: https://t24.com.tr/video/fatih-erbakan-duzenledigi-basin-toplantisinda-kuyruklu-bebek-fotograflari-gosterdi,42007 Ho controllato con il traduttore automatico stringhe tratte dalle sue affermazioni e riportate dal telegiornale in sovraimpressione ed effettivamente il contenuto corrisponde (per esempio, compare più volte la parola kuyruklu, “coda”, oppure ha notevole risalto la frase bir gen degiştiricidir: “È un cambiamento genético”).

[6] Il rapporto si trova in https://www.medalerts.org/vaersdb/index.php codice VAERS ID – 1166062; segnalazione del 4 aprile da parte del medico che ha tentato di salvare il bambino.

[7] Si veda la sintesi molto chiara sul sito dell’associazione Vittime Italiane del Talidomide (V.I.TA), https://www.vittimetalidomideitalia.it/la-nostra-storia/ ; il film è riassunto in tedesco sul sito https://de.wikipedia.org/wiki/Contergan_(Film) ; può essere visto al link https://www.youtube.com/watch?v=2p0PDRuQrkA

[8] Cfr. Peter Doshi, Covid-19 vaccines: In the rush for regulatory approval, do we need more data? BMJ 2021; 373, 18 maggio 2021, doi: https://doi.org/10.1136/bmj.n1244, https://www.bmj.com/content/373/bmj.n1244; Peter Doshi ha spiegato le sue perplessità anche in un articolo pubblicato nell’immediatezza dell’approvazione: Does the FDA think these data justify the first full approval of a covid-19 vaccine?, BMJ 23 agosto 2021, https://blogs.bmj.com/bmj/2021/08/23/does-the-fda-think-these-data-justify-the-first-full-approval-of-a-covid-19-vaccine/ , tradotto su The Italian Tribune https://www.theitaliantribune.it/il-commento-di-peter-doshi-allapprovazione-del-vaccino-pfizer-da-parte-della-fda/ L’articolo da me citato è https://www.sabinopaciolla.com/come-e-stato-approvato-il-vaccino-comirnaty-della-pfizer/

[9] Cfr. Monica Caddeo, Globuli bianchi: quali sono i valori standard, Pagine mediche, https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/esami/globuli-bianchi-valori-standard

[10] Cfr. Serena Frassini – Antonella Silvestrini – Stefania Nicoletti – Franca Riminucci, Aspirare o non aspirare durante l’esecuzione dell’iniezione intramuscolare: rituale o evidence-based?, in Evidence based nursing.it, http://www.evidencebasednursing.it/nuovo/Pubblicazioni/revisioni/Rev_Pesaro/ASPIRARE%20O%20NON%20ASPIRARE%20DURANTE%20LESECUZIONE%20DELLINIEZIONE%20INTRAMUSCOLARE.pdf

[11] Cfr. https://www.sabinopaciolla.com/dalleta-di-13-anni-lunga-lista-di-atleti-improvvisamente-deceduti-o-gravemente-malati/

[12] Cfr. Effets des vaccins et corruption, IHU Méditerranée – Infection 11 maggio 2021, https://www.youtube.com/watch?v=0-7R3r5_-EA&t=603s

[13] Cfr. Laura Almici, “Il Coronavirus era a Brescia già a ottobre, il prossimo autunno ritornerà”, Brescia Today 13 maggio 2020, https://www.bresciatoday.it/attualita/coronavirus/brescia-test-sierologici-pasquale-mario-bacco.html

[14] Si veda il suo profilo Linkedin: https://www.linkedin.com/in/renate-holzeisen-54403a120/?originalSubdomain=it ; sito per la sua attività politica: https://piueuropa.eu/candidati-piu-europa/renate-holzeisen/#!

[15] Cfr. https://www.sabinopaciolla.com/vaccino-covid-e-rischio-in-gravidanza-un-nuovo-studio-rivede-e-alza-la-rischiosita/

[16] La questione è discussa nella versione inglese della Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/HEK_293_cells

[17] Il video in cui si è espresso così su La7: https://www.youtube.com/watch?v=cziHaYrwjS8

[18] Cfr. Antonio Amorosi, Vaccini, Bellavite esprime dubbi da Floris: lo cacciano dall’Ateneo, Affari Italiani 10 giugno 2021, https://www.affaritaliani.it/coronavirus/vaccini-scienziato-esprime-dubbi-da-floris-lo-cacciano-dall-ateneo-744648.html; il professore si esprime, spiegando il caso nell’articolo di suo pugno, Dubbi sui vaccini, partono le purghe degli scienziati, La Nuova Bussola Quotidiana 26 maggio 2021, https://lanuovabq.it/it/dubbi-sui-vaccini-partono-le-purghe-degli-scienziati ; qui infine la pagina dell’Università di Verona in cui è segnata la data dell’estromissione del professore.

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