Un lettore mi scrive.

 

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Indovinate di chi sto parlando? È ovvio, del Generale Vannacci. Basta sfogliare le pagine dei più importanti giornali italiani: Corriere della sera, Stampa, Repubblica, il Messaggero e fanalino di coda, con qualche piccolo distinguo semantico, ma quasi identico contenuto, come sempre, Avvenire, per trovare questi tre aggettivi dispregiativi, altamente trancianti, diciamoli pure “boia” (forse è la definizione più appropriata) o i loro concetti, sparati quotidianamente a raffica sul generale e il suo libro, “Il mondo al contrario”. Persino il linguista è stato scomodato per denigrare il linguaggio del libro. Insomma, l’ordine di scuderia è chiaro e inequivocabile: “distruggere autore e libro!”. Ci sarebbe davvero da sbellicarsi delle risate…e, se avessimo ancora i comici di un tempo, forse ci sarebbe stato un po’ più di ritegno nell’offensiva mediatica contro il generale reo di aver detto senza peli sulla lingua quello che la maggioranza silenziosa pensa sui “cavalli di battaglia” del “politicamente corretto”. Infatti, il libro sale nella classifica delle vendite, anche se pateticamente (o forse esemplarmente, sic!) qualche libreria “politicamente corretta” si è ufficialmente rifiutata di venderlo, immolandosi per la causa. Io lo sto leggendo, dando la precedenza alle parti più contestate. Non è un capolavoro, non condivido tutto quello che dice e sulle questioni più spinose avrebbe anche potuto essere un po’ più diplomatico e riflessivo. Ma questo credo sia proprio il pregio del libro. La gente, anche io lo confesso, aveva bisogno di una ventata di libertà. Il tanfo del politicamente corretto ammorba troppo l’aria e comincio a dubitare della lungimiranza delle “Vestali del politicamente corretto”. Mi rifaccio volutamente al titolo e al significato rivoluzionario di un libro che ebbe molto successo tra i giovani, soprattutto docenti, degli anni Settanta: “Le Vestali della classe media”; vestali che erano, allora, gli insegnanti e i media del tempo allineati, secondo quel libro, sulle posizioni che si definivano “borghesi”. Sì, perché il successo decretato al libro di Vannacci è dovuto proprio al cocciuto, miope e, direi, arrogante insistere con gli stessi termini, tutti i giorni, in tutte le salse, da parte delle “vestali di oggi” nel palese e altrettanto fallito tentativo di cercare di distruggere autore e libro. Sì, care vestali, gli italiani sono, per fortuna, meno stupidi di come sperate siano già diventati. Forse è solo una questione di tempo, forse bisogna insistere ancora e ancora. Capisco, il lavaggio del cervello certamente lo dovete fare, ma mai esagerare con lo shampoo. Si può ottenere l’effetto contrario.

Giuseppe Bruno (Dirigente Scolastico in pensione)

 



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