Vi consiglio di guardare prima di tutto il video qui sotto, poi di leggere il resto per fissare.

 

 

Federico Rampini ormai lo conoscete, spesso ospite a Quarta Repubblica e a Stasera Italia. Giornalista che viene dalla sinistra, come da lui stesso ammesso, ha il pregio di aver analizzato con chiarezza quello che a tutti gli effetti appare come il “suicidio dell’Occidente”. Ovvero questa ossessione di una larga fetta del mondo progressista di addossare tutte le colpe al “nostro” mondo, cercando così di purificarsi con quella che Rampini chiama la “catarsi del politicamente corretto”. Tutte le follie woke, dal gender alla cancel culture, fino ad arrivare all’avversione contro Israele, sono in fondo espressione di una stessa deriva sociale della sinistra.

Durante un recente incontro in Umbria, in occasione del Festival delle Corrispondenze di Monte del Lago (Magione – Pg), Rampini ha tenuto una interessante riflessione dal titolo “Perché è sbagliato processare la nostra storia e cancellare i nostri valori”. Qui vi proponiamo una parte di testo e il link per vedere l’intero video. (dal blog di  Nicola Porro)

 


“Se un attacco nel cuore dell’Europa, cioè la guerra in Ucraina, ci ha colto così impreparati è perché noi, noi, eravamo impegnati nella nostra autodistruzione. L’ideologia dominante, quella che le élite diffondono nelle università, nei media, nella cultura di massa e nello spettacolo, ci impone di demolire ogni autostima, di colpevolizzarci, flagellarci. Secondo questa dittatura ideologica, noi occidentali non abbiamo più valori da proporre al mondo e alle nuove generazioni. Abbiamo solo dei crimini da espiare.

Questo è il suicidio occidentale. Gli autocrati delle nuove potenze imperiali sanno che ci sabotiamo da soli. Sta già accadendo in America, il paese in cui vivo. America che è la culla di un esperimento estremo. E voi europei, io credo, stentate ancora a capire tutti gli eccessi degli Stati Uniti. Eppure il contagio dell’Europa è già cominciato.

Nelle nostre università, nelle università americane, domina una censura feroce contro chi non aderisce al pensiero politicamente corretto. Si allunga la lista di personalità silenziate, cacciate e licenziate. Solo le minoranze etniche e sessuali hanno diritti da far valere e nessun dovere. L’ambientalismo estremo, questa religione neopagana del nostro tempo, demonizza il progresso economico e tecnologico e predica un futuro di sacrifici dolorosi oppure l’apocalisse imminente, la fine del mondo dietro l’angolo.

I giovani, schiavizzati dai social, sono manipolati dai miliardari del capitalismo terrorista. L’establishment radical chic si purifica con la catarsi del politicamente corretto. È il modo per cancellare le proprie responsabilità. Quell’alleanza fra il capitalismo finanziario di Wall Street e Big Tech della Silicon Valley pianificò una globalizzazione che ha sventrato la classe operaia e impoverito il ceto medio. Ha creato eserciti di decaduti.

Ora quel mondo impunito si allea con le élite intellettuali, abbracciando la crociata per le minoranze e per l’ambiente. La questione sociale viene cancellata. Non ci sono più ingiustizie di massa nell’accesso alla ricchezza. C’è solo un pianeta da salvare e un mosaico di identità etniche o sessuali da eccitare perché rivendichino risarcimento”.

 

 

 


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