Padre Livio Fanzaga
Padre Livio Fanzaga

 

di Sabino Paciolla

 

In Italia si avrà pure il diritto di avere opinioni diverse su un fatto notevole come la genesi e la diffusione del coronavirus, un virus che sta mettendo in ginocchio il mondo, e i cui contorni relativi alla sua origine non sono stati a tutt’oggi del tutto chiariti. Le ipotesi vanno dalle teorie naturali a quelle complottiste, a quelle di errori commessi in laboratorio. Vi sono scienziati come il premio Nobel Luc Montagnier, scopritore del virus dell’HIV, e altri (ne abbiamo parlato qui), che affermano che il virus non sarebbe del tutto naturale e ci sarebbe la mano dell’uomo, e vi sono studi come quello pubblicato su Nature Medicine, i cui autori hanno vagliato soprattutto due possibili scenari riguardanti le origini del SARS-CoV-2, poste temporalmente prima e dopo il salto di specie dall’animale all’uomo. Gli stessi autori di questo studio, però, non escludono comunque una terza ipotesi, quella della selezione del SARS-CoV-2 durante i passaggi in laboratorio, a motivo anche della maggiore patogenicità del SARS-CoV-2 che potrebbe essere stata acquisita in seguito ad un tempo prolungato in colture cellulari. In poche parole, si parla dell’ipotesi di un virus “sfuggito di mano”, volontariamente o involontariamente, questa è una ulteriore complicazione che apre a scenari inquietanti. 

E qui si inseriscono le parole di Padre Livio Fanzaga dette durante la trasmissione “Lettura cristiana della cronaca e della storia”. Secondo il sacerdote, dietro il COVID ci sarebbe «un progetto volto a fiaccare l’umanità, a metterla in ginocchio, per instaurare una dittatura sanitaria e cibernetica, attraverso l’eliminazione di tutti quelli che non dicono sì a questo progetto criminale portato avanti dalle élite mondiali, con complicità magari di qualche Stato». 

Qui il sacerdote faceva riferimento anche a quello che la rivista TIME ha chiamato il “Grande Reset”. Nel servizio citato, la rivista americana sostiene che “la pandemia COVID-19 ha fornito un’opportunità unica per pensare al tipo di futuro che vogliamo. TIME ha collaborato con il World Economic Forum [di Davos] per chiedere ai principali pensatori di condividere idee su come trasformare il nostro modo di vivere e di lavorare”. Alcuni ritengono che tale trasformazione sia voluta e pensata dalle élite mondiali in funzione degli interessi di tale stessa élite. Trasformazione che i popoli dovrebbero supinamente accettare. Un esempio eclatante è rappresentato dalla forte limitazione delle libertà fondamentali imposta e accettata dai cittadini sulla base della paura del contagio da coronavirus (guardate questo spezzone di film che esemplifica il problema). 

Le affermazioni di padre Livio hanno aperto un dibattito sui social con posizioni a favore e contro. Naturalmente i grandi giornali hanno preso la palla al balzo per criticare Padre Livio così poco allineato alla narrazione dominante. Padre Livio ha poi rilasciato una precisazione all’Adnkronos in cui, tra l’altro, afferma: “probabilmente non sapremo mai quale sia l’origine della pandemia ma, fino a prova contraria, a mio parere resta sul tavolo l’ipotesi che possa essere stata provocata volutamente. Mi auguro di no e vorrei essere smentito. Può anche essere che l’uscita del virus da qualche laboratorio di armi biologiche sia stata un infortunio. Se fosse vero (e spero di no) che la pandemia sia un progetto provocato da chi vuole costruire un ‘uomo nuovo’ e ‘un mondo nuovo’ sulle nostre spalle e a nostra insaputa, è ovvio che per un cristiano la mente ispiratrice non può essere che il maligno”.

Ora, se il virus sia stato creato dall’uomo, sia frutto di una mutazione naturale o sia uscito da un laboratorio, per errore o volutamente, questo, forse, non lo sapremo mai. Quello che di sicuro sappiamo è che la genesi si è avuta in Cina e che questa nazione è l’unica che sta traendo il massimo vantaggio su tutte le altre nazioni più sviluppate. Per averne conferma basta guardare la tabella che segue. L’unica nazione, tra le prime 20 nazioni sviluppate al mondo, ad avere un PIL positivo è proprio la Cina.

 

PIL G20 anno 2000
PIL G20 anno 2000

Se è comprensibile la presa di posizione critica dei grandi giornali nei confronti di Radio Maria, meno comprensibile è quella che è venuta da certi settori del progressismo cattolico. 

E faccio riferimento a frate Alberto Maggi, che dirige il Centro studi biblici Giovanni Vannucci a Montefano (MC), il quale sul suo profilo Facebook ha pubblicato il seguente pesante post:

”No. Quella radio fa male a chi l’ascolta e propaga tesi azzardate e infondate, legate alla teologia preconciliare, fa grimaldello con le vecchiette, spaventandole. Maria è madre di misericordia e loro la usano come titolo, offendendola. Inoltre Padre Livio è spesso violento ed inopportuno nei toni, ma anche pavido perché non sa e non vuole difendere i suoi collaboratori. Da questo punto di vista  rispetto Cavalcoli che ha avuto la schiena dritta, mentre Padre Livio  ha ceduto. Mi meraviglia come quella Radio non sia stata ancora chiusa. Del resto, ha prosperato sul nulla e sulla confusione di Medjugorje e allora i frutti avvelenati si vedono dall’albero”.

Quindi, secondo fratel Maggi, padre Livio sarebbe: un arretrato preconciliare; una persona che abusa della semplicità delle vecchiette, spaventandole; uno che offende la Madonna; una persona violenta e pavida; una persona che ha creato un’opera diffusa in tutti i continenti facendo leva sul nulla e sulla confusione, producendo, per di più, frutti avvelenati.  

Non bastasse questa violenta filippica, nei commenti a tale post, a chi faceva notare a fratel Maggi i suoi toni rudi nei confronti di padre Livio, che rimane un suo confratello, fratel Maggi risponeva: “confratello?! Manco parenti alla lontana…!”. A chi appoggiava la sua tesi di chiudere la radio, il Maggi, riferendosi a padre Livio, indicato come “ignorante”, rincarava con “rinchiudetelo”. A chi, lodando i benefici di Radio Maria, rifiutava la tesi di Maggi, questi rispondeva: “ecco un esempio dei danni che può fare questa radio!”. Infine, a chi faceva notare che nella radio si fa appello alle piccole donazioni per sostenere la radio (che non vive di pubblicità), Maggi rispondeva: “più che Radio Maria è… Radio Mammona!”.

A questa violenza, si è unito poi un altro sacerdote, don Vito Piccinonna, parroco del Santuario Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto (BA), nonché direttore della Caritas diocesana della Diocesi Bari-Bitonto, che, come potete vedere dallo screenshot, scrive: 

“Alberto Maggi perché non scriviamo una lettera al suo Vescovo e alla CEI e la sottoscriviamo tutti??”. 

Avete letto bene, un parroco come Piccinonna, così accogliente verso i migranti di qualsiasi fede che arrivano sui barconi, diventa poi così “respingente” verso i confratelli nella medesima fede. Un parroco così accogliente e caritatevole verso gli ultimi, si fa paladino del più bieco clericalismo per mettere la “museruola” ad un suo confratello. 

Questi sì sono i frutti avvelenati ed intolleranti di certo progressismo che abbracciando la narrativa oggi in voga degli immigrati e dei barconi (una narrativa che porta fortuna), dell’amore fluido tra persone dello stesso sesso (anche questa narrativa porta molta fortuna) si scaglia contro una radio che in realtà continua a diffondere la necessità della preghiera alla Madonna, l’insegnamento di sempre della Chiesa, la difesa della vita nascente, della famiglia naturale fondata sul matrimonio e della educazione cristiana.

A certi ambienti della Chiesa dà ancora più fastidio il fatto che questo insegnamento sia diffuso mediante un’opera cristiana veramente notevole, costituita da un network di 76 emittenti diffuse nei cinque continenti, «il più grande del mondo», 27 radio in Europa, 22 in America, 20 in Africa, 5 in Asia e una in Oceania, più un gemellaggio in Libano. Un’emittente ascoltata nel mondo da circa 30 milioni di fedeli, di cui 3 milioni solo in Italia

Fa ancor più specie che queste violenti critiche vengano da fratel Maggi, spalleggiato da don Vito Piccinonna, che ha detto: il “vescovo mi disse di lasciare la Chiesa Cattolica perché ‘non era’ la mia. Ho sempre detto ‘se mi cacciate ne prendo atto ma non ci penso minimamente a lasciare la chiesa’. E anche loro mi hanno tenuto. Poi dopo l’arrivo di Papa Francesco molto è cambiato”.

Inoltre, fratel Maggi è anche colui che ha affermato:

Gesù non è morto per i nostri peccati! Sensi di colpa che rischiano di infiltrarsi come un tossico nel profondo della psiche umana, diventare irreversibili al punto da condizionare per sempre l’esistenza dell’individuo, come ben sanno psicologi e psichiatri ai quali non manca il lavoro con persone religiose devastate da scrupoli e turbamenti.

Eppure basta leggere i vangeli per vedere che le cose stanno diversamente. Gesù è stato assassinato per gli interessi della casta sacerdotale al potere, terrorizzata dall’idea di perdere il dominio sul popolo”

E riguardo all’amore omosessuale, ha detto:

“La Chiesa Cattolica si è occupata per troppo tempo di fatti dei quali era incompetente. Gesù non sembra interessato all’orientamento sessuale delle persone, stando al Vangelo. Quindi perché dovrebbe esserlo la Chiesa? Il messaggio di Gesù è universale perché chiede amore per l’umanità. Ed è indipendente dal chi si ama. Si concentra su come si ama: gratuitamente e in modo liberante“.

Infine Maggi è colui che si è scagliato contro la CEI, la conferenza dei vescovi italiani, quando con una nota si è opposta alla Legge Zan sulla omofobia. Per lui, invece, la legge Zan è una legge giustissima, perché “ogni forma d’amore è benedetta da Dio”. 

Vorrei sommessamente dire a don Piccinonna che se lui suonerà le trombe della lettera firmata al vescovo o alla CEI, noi suoneremo le campane di una petizione, sempre al vescovo e alla CEI, fatta di centinaia di migliaia di lettere di sostegno a Padre Livio e Radio Maria.

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