A cinque anni dalla pubblicazione della Amoris Laetitia, 19 marzo 2016, pubblichiamo un passo del libro pubblicato il mese scorso del Card. George Pell intitolato “Prison Journal”, un diario scritto durante i giorni della ingiusta prigionia. Lo riprendiamo dal blog Settimo cielo, di Sandro Magister.

 

Card. George Pell
Card. George Pell

 

(3 marzo, mercoledì delle ceneri, e sabato 23 marzo 2019, pp. 25 e 75)

Sto ancora proseguendo nella lettura della Lettera agli Ebrei, un grande testo, che sviluppa l’obiettivo centrale di Paolo di spiegare il ruolo di Gesù nell’Antico Testamento o nelle categorie ebraiche; che completa l’opera e il messaggio della prima Alleanza. La fedeltà a Cristo e al suo insegnamento rimane indispensabile per qualsiasi cattolicesimo fruttuoso, per qualsiasi risveglio religioso. Questo è il motivo per cui le “approvate” interpretazioni argentina e maltese di “Amoris laetitia” sono così pericolose. Vanno contro l’insegnamento del Signore sull’adulterio e l’insegnamento di san Paolo sulle disposizioni necessarie per ricevere adeguatamente la Santa Comunione. […]

La prima lettura del breviario è sempre tratta dall’Esodo, capitolo 20, e riporta la promulgazione da parte di Dio di quanto abbiamo riordinato nei Dieci Comandamenti. Da adulto, e anche da bambino, li ho sempre considerati essenziali. Cinquant’anni fa ricordo di aver letto che Bertrand Russell, un famoso filosofo ateo, affermava che i Dieci Comandamenti erano come un esame finale di dieci domande, delle quali bastava rispondere solo a sei. Intelligente, ma troppo comodo. […]

Ai due Sinodi sulla Famiglia, alcune voci hanno proclamato ad alta voce che la Chiesa era un ospedale da campo o un porto di rifugio. Ma questa è solo un’immagine della Chiesa ed è ben lontana dall’essere la più adatta o rilevante, perché la Chiesa deve piuttosto mostrare come non ammalarsi e come scampare ai naufragi, e qui i comandamenti sono essenziali. Gesù stesso ha insegnato: “Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore” (Gv 15, 10).

(In una nota redazionale a piè di pagina, riguardo alle interpretazioni di “Amoris laetitia”, si spiega che “linee guida pastorali” che “permettevano ai cattolici divorziati e risposati di ricevere la comunione in certe circostanze” furono pubblicate in Argentina e a Malta e “papa Francesco approvò le linee guida di Buenos Aires in una lettera ai vescovi della regione nel settembre 2016”, mentre “la pubblicazione delle linee guida maltesi su ‘L’Osservatore Romano’, il quotidiano della Santa Sede, nel gennaio 2017 fu vista anch’essa da alcuni come un’approvazione ufficiale di quelle linee guida”).

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