Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Phil Lawler e pubblicato su Catholic Culture. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella mia traduzione. 

 

Apertura incontro annuale dei vescovi tedeschi nella cattedrale di Colonia, il 06.03.2017 (CNS photo/Sascha Steinbach, EPA)
Apertura incontro annuale dei vescovi tedeschi nella cattedrale di Colonia, il 06.03.2017 (CNS photo/Sascha Steinbach, EPA)

 

Alcune settimane fa ho consigliato un articolo insolitamente perspicace di Birgit Kelle su Catholic World Report, che delineava i diversi possibili esiti del cammino sinodale tedesco. Essi erano, in breve, i seguenti

  • Riconciliazione: in cui i leader della Chiesa tedesca si allontanano dal loro attuale percorso e abbracciano gli insegnamenti perenni della Chiesa. Questo risultato, scrive Kelle, è ovviamente il più auspicabile ma purtroppo il meno probabile.
  • Uno “scisma sporco”, in cui la Chiesa tedesca si separa effettivamente dalla Chiesa universale, ma senza alcun rimprovero formale da parte del Vaticano. Il risultato sarebbe un caso di autorità in conflitto, con il governo laico che si schiera con i ribelli tedeschi contro i cattolici fedeli. Questo esito, secondo l’autore, è al tempo stesso il peggiore e il più probabile.
  • Un vero e proprio scisma, in cui la gerarchia tedesca rinuncia ai legami con Roma, sarebbe disastroso. Ma almeno in questo caso la situazione sarebbe chiara.

A questa analisi – che ritengo azzeccata – vorrei aggiungere una domanda: Che cosa cercano di ottenere i vescovi tedeschi accettando le proposte radicali affermate dalla loro iniziativa del Cammino sinodale?

I leader della Conferenza episcopale tedesca hanno affermato che il Cammino sinodale è una risposta allo scandalo degli abusi sessuali. Ma, come ha osservato il cardinale Müller, si tratta di una cortina di fumo, e in realtà di un’ovvia – come ha detto il cardinale – “grande strumentalizzazione di questi tristi eventi commessi da alcuni sacerdoti per introdurre un’agenda che esisteva già prima e che non ha nulla a che fare con questa tragedia”. Non c’è alcun collegamento logico tra gli abusi sui bambini e la proposta di benedire le unioni omosessuali, o l’ordinazione delle donne, o la condivisione della Comunione con i non cattolici.

Che cosa sperano di ottenere i vescovi tedeschi adottando queste misure per soddisfare lo Zeitgeist (spirito del tempo, ndr)? Renderanno la Chiesa cattolica più popolare? Questo sembra essere il loro obiettivo. Ma i risultati preliminari non sono promettenti: un esodo massiccio dai banchi delle loro chiese politicamente corrette. E anche se, contrariamente a questa evidenza, riuscissero a riportare i cattolici nelle chiese, cosa ne farebbero, una volta arrivati? Avendo sminuito l’importanza del sacerdozio e la santità dei sacramenti, quale incentivo offrirebbero ai cattolici di ritorno? Dopo tutto, se si vuole adorare lo Zeitgeist, lo si può fare a casa propria.

Se l’obiettivo è portare la gente nei banchi, cioè evangelizzare, abbiamo un’idea di ciò che funziona oggi. La Chiesa sta crescendo rapidamente in Africa, dove le idee approvate dal Cammino sinodale tedesco sono, giustamente, considerate assurde.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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