di Mattia Spanò

 

Il presidente della Repubblica Mattarella si è esibito in una dichiarazione bislacca, che riassumo così: la guerra in Ucraina serve per evitare una guerra mondiale. Corbezzoli.

Il papa ha appena invitato i giovani a difendere e diffondere una cultura della pace, ma il 26 settembre scorso protestava con la Polonia che ha sospeso le forniture di armi a Kiev: “Ho visto che alcuni paesi si stanno ritirando e non stanno inviando armi. Questo avvierà certamente un processo in cui il martire è il popolo ucraino. E questo è male”.

Avete letto benissimo e no, non è una fake-news. Dunque, il papa o parla ai giovani, o parla ai polacchi, o dice bianco o dice nero a seconda di ciò che urge. A ciascuno il suo in barba all’universalismo del messaggio cristiano, che è diventato adattivo. Gesù è morto in croce? Dipende da cosa intendete con “croce”, sulla falsa riga della risposta data da Francesco ai cardinali dei Dubia.

Sua Santità non è nuovo a questi costrutti sghembi dal retrogusto veltroniano. Le armi date all’Ucraina sono armi buone perché ti difendono, ma fabbricare armi è un commercio assassino. O esistono armi selvatiche che crescono nei boschi come le castagne, o c’è qualquadra che non cosa.

È lo stesso paralogismo alla base della libera detenzione di droga per uso personale, mentre ai trafficanti e gli spacciatori che quella droga producono, importano e vendono, si comminano pene esemplari.

Il papa apre una breccia nella morale e intellettuale in cui annaspiamo. La morale dell’Occidente beone è infatti questa: se ti alcolizzi fino al coma etilico, la colpa non è tua ma di chi ha inventato la bottiglia.

Ti ammali e muori, ti vaccini, ti ammali e muori lo stesso ma devi continuare a vaccinarti perché vaccinarsi è un atto d’amore.

La controffensiva ucraina è stata un’inutile strage, con gli ucraini che riconquistano un bilocale alle 16.00 perdendolo alle 16.05? E tu manda più armi, per armare più uomini come te – ma anche bambini, come scrive il National Geographic: sempre bufale, secondo Open  – che vadano a crepare al posto tuo. La colpa, come sappiamo, è di Putin.

Ti ingozzi di hamburger doppio bacon e quadruplo formaggio, ingrassando come un suino in una fabbrica di prosciutti, ma la colpa è del cibo spazzatura e del norcino che ti abbatte.

È un punto di vista originale, della cui efficacia si può dubitare. Eccetto in un caso, che vale anche per i voli pindarici di Mattarella: se cioè ammettiamo che esista una morte buona, civile e doverosa – ad esempio l’aborto, l’eutanasia, la depopolazione per salvare il pianeta – e una morte immorale, quella che viene a prendersi anche i bevitori intersezionali di succo di sedano bio. In questo caso la doppia morale è giustificata, ma bisogna premettere che c’è morte e morte, e soprattutto morti e morti. Miliardi di cenciosi liberati dal peso di un’esistenza agra ringraziano.

Estinguersi per far sorridere l’imbronciata Greta Thumberg è cosa buona – “vai avanti”, le disse il papa –  ma morire per mano dei russi omofobi proprio no.

Diavolo, abbiamo valori da difendere. Valori improvvisati e volatili – nessuna delle prime cinque società più capitalizzate al mondo è capace di produrre un accendino o un forcina per capelli – e malori improvvisi che ti fanno volare in cielo. Cosa potrebbe mai andare storto.

Torniamo un secondo a questi appelli a fare la guerra per eliminare la guerra, tramite l’impiego di strumenti di morte prodotti da quelli che te li vendono per combattere i produttori di strumenti di morte, difendendo così “i nostri valori”. (Lo so: fa girare la testa, ma non sono ragionamenti miei, e a parte questo l’assurdità serve precisamente a tramortirvi, abituandovi a pensare l’impensabile).

Parliamo cioè di guerra omeopatica ma ci sarebbero anche la miseria omeopatica, pardon: la frugalità in armonia con la natura, per combattere la povertà; l’inquinamento omeopatico delle miniere di litio, cadmio, cobalto per produrre monopattini non inquinanti, lo smaltimento omeopatico di tutto ciò che non è Euro 4790 o classe AAAAAAA++++++++ in discariche disperse chissà dove purché lontano dai nostri balconi con le piante grasse e il basilico. Se non lo vedi, l’inquinamento non esiste.

Sarà una coincidenza – “i miei clienti non credono alle coincidenze: ne hanno sentito parlare, ma non ne hanno mai vista una” scrive Cormac McCarthy, lo sceneggiatore del poderoso The Counselor – ma tutti questi appelli alla guerra spritz, leggermente alcolica, da bere a litri in compagnia con la gente giusta seguono di pochi giorni la guerra, con annessa pulizia etnica, fra Azerbaijan e Armenia (con gli azeri armati da Israele); la crisi incandescente fra Serbia e Kosovo – anche qui, sullo sfondo ragioni etniche rinfocolate dall’Occidente – e precedono di poche ore il violentissimo conflitto esploso fra Palestina e Israele.

Per tacere degli attacchi turchi ad impianti petroliferi americani in Siria (a proposito: cosa ci fanno lì? Autorizzati da chi? Perché Assad must go è ancora al suo posto). Due paesi NATO l’un contro l’altro armati, è appena il caso di notare.

Mattarella ha un approccio omeopatico. Bergoglio, il quale di norma adotta un approccio camaleontico conforme all’occasione e al pubblico, gli tiene dietro.

Appena pubblicata l’esortazione Laudate Deum – un testo dai toni furiosamente aggressivi nei confronti degli infedeli nel credo green, casomai lo spirito del tempo non fosse chiaro – i cambiamenti climatici irreversibili tanto temuti dal papa rischiano di essere spazzati via da cambiamenti geopolitici non meno definitivi. Insomma, sono idee e moniti che nascono decrepiti.

E su quest’ultimo rischio per la salute – il falò delle vanità nucleari – il pontefice è stato meno netto di quanto sia stato contro il virus o a favore dell’inclusione degli omosessuali nella Chiesa – Chiesa che già trabocca di omosessuali, anzi tendono a fare brillanti carriere, come la cronaca dimostra: casomai sarebbe auspicabile mitigarne il numero e il potere. Il fatto è che la lobby gay in Vaticano presidia la selezione e la formazione del personale, e promuove i migliori.

A prescindere dall’efficacia delle cure imposte e dai guitti in commedia: sotto la montagna di chiacchiere su pandemia mortale e vaccino salvifico, nonché sulla necessità di debellare gli ucraini mandandoli alla guerra contro la Russia, nasconde le sue vergogne il nulla più laido.

Si direbbe che la soluzione sia il vaniloquio. Se tanto mi da tanto, non sono ottimista sull’esito delle crociate in corso contro le Panda diesel dei poveri fratelli tutti nella casa comune, impegnati a sognare i sogni d’amore di Dio per noi. E nemmeno sulla Chiesa Sinodale, l’ennesimo monstrum di un’istituzione che, abbandonato Cristo, sta organizzando una battuta di caccia spietata agli unicorni da salvare.

C’è una penosa leggerezza in tutto questo, una profonda incuria della ragione, il disprezzo sfacciato per la realtà.

Tanto erano funebri i toni e grevi i provvedimenti contro un virus influenzale – grave e pericoloso finché si vuole, ma questo è il Covid – quanto trionfalmente minimalisti i toni sulla guerra, in vista di un Armageddon che non può più essere escluso.

A questi signori ed anche signore eleganti – cito in breve Biden, Macron, Draghi, Von der Leyen, Johnson, Liz Truss, Meloni, Stoltenberg, Trudeau, le varie Sanna Marin e Jacinda Ardern – bisogna rivolgere una domanda semplice: ci volete tutti morti?

Nel caso, chi o cosa vi dà la certezza di sopravvivere? Davvero volete andarvene all’inferno fasciati in confettosi tailleur rosa e mises arcobaleno, o foulard gialloblù? Davvero pensate di prendere commiato dal mondo sparando stupidaggini non biodegradabili?

Davvero non si spiega per quale motivo trattare con feroce determinazione un banale virus (causando vittime della malattia, della cura, della miseria, i suicidi, gli effetti avversi) mentre si provoca la Russia con discorsi che sembrano gli sproloqui di un quindicenne.

Russia che è una potenza nucleare in grado di ridurre l’intero Occidente ad un portacenere. Se non è sicuro che possa farcela, ha la possibilità di provarci. Le nostre possibilità di non dico distruggere, ma anche solo impensierire il “nemico” sono sempre state zero. È un’osservazione cinica che prescinde da torti e ragioni. Ma anche il cinismo è un lusso, a quanto pare.

A giudicare dal tenore delle dichiarazioni sulle varie crisi belliche in corso, tutte prone allo schierarsi manicheo contro il “terrorismo” cattivone – negazionista, complottista e no-vax, presumo – parrebbe che un’intera classe egemone, la quale ha fallito su tutti i fronti (dalla salute, al green alla diplomazia) stia pensando di nascondere la propria incompetenza satanica sotto un bell’olocausto globale. I morti, in fondo, non presentano il conto a nessuno.

A riprova del progetto, l’Occidente entra in questa guerra contro tutti quasi completamente disarmato. È un fatto certo che l’industria bellica occidentale ha dato fondo ai magazzini – e alle banche – per aiutare il diversamente alto Zelensky, che mentre intrattiene un pubblico sparuto e annoiato all’ONU coi suoi numeri da circo di provincia, prega la moglie di attenderlo da Cartier, dove la signora spende un milioncino di dollarucci per comprarsi tre ninnoli.

Saranno anche fake-news e propaganda, come scrive Open accusando un giornale nigeriano di aver diffuso la bufala (in Nigeria ci sono i giornalisti negri, ma non ditelo in giro: qualcuno potrebbe parlare di suprematismo bianco, che va benissimo se sono loro a promuoverlo) ma la signora a Parigi aveva fatto qualcosa di simile (sbufalatori h24 in azione anche qui).

Perché stupirsi: alla coppia più bella del mondo con villa a Forte dei Marmi, coinvolta nel riciclaggio di miliardi sporchi a Panama e che come scrive il Pulitzer Seymour Hersch ha usato 400 milioni generosamente donati dai contribuenti americani per pagare 400 dollari un gallone di benzina russa, ritagliandosi un piccolo extra, cioè agli Zelensky’s intersezionali – ebrei ma anche nazisti che applaudono vecchie SS in Canada – quel rotocalco di spiritualità ascetica che è Vogue aveva dedicato un memorabile servizio fotografico. Davvero non si capisce perché Lady Zelensky debba vivere di bucce di patata: cosa volete che siano quattro vestitucci di Gucci e due pendenti. I soldi sono fatti per essere spesi.

Dunque, l’Occidente va alla guerra impoverito, malaticcio, moralmente spappolato e senza armi, in compenso ben vestito e governato da un’élite sessualmente liquida in piena sbronza da benessere terminale.

L’Occidente va alla guerra contro una parte del mondo – quella più giovane, numerosa e poco incline alle sottigliezze del pensiero debole occidentale – che fino a ieri ha disprezzato e sfruttato, senza nemmeno preoccuparsi di conoscerla, e pensando di spaventarla inviandogli contro soldati transessuali, che però appena possono se la danno a gambe. Altro che inclusione, ecumenismo e fratellanza universale.

Questa mattarella voglia di guerra spritz, magari griffata e social, rischia di trascinare l’umanità in un baratro di morte. E senza nemmeno il conforto dei sacramenti, tra i quali riconciliarsi con il Dio degli Eserciti. Che mai come oggi servirebbe per combattere la buona battaglia, terminare la corsa e conservare la fede.

 



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