Oltre cinquant’anni fa, lo scrittore inglese Clive Staple Lewis pubblicava “Il Brindisi di Berlicche”, un racconto straordinariamente attuale, che merita di essere conosciuto e meditato.

Mi azzardo a fornirne di seguito una sintetica presentazione, facendo ampio ricorso a citazioni tratte direttamente dal testo originale (in corsivo) per mantenere intatta l’efficacia espositiva dell’Autore.

 

Clive Staple Lewis, scrittore inglese

 

La scena si svolge all’Inferno, durante il pranzo annuale della Scuola di Tentazione per giovani diavoli.

Berlicche, come ospite d’onore, in risposta al brindisi augurale del Rettore, Dr. Torcibava, pronuncia un formidabile discorso, dove delinea lo stato di perdizione dell’umanità, dal punto di vista infernale.

Innanzitutto si scusa per la scarsa qualità delle anime contemporanee: residui fangosi insipidi e nauseanti in raffronto ai grandi peccatori del passato. Inconveniente abbondantemente compensato dalla loro straordinaria abbondanza. Mai così alta a memoria di diavolo.

Avevamo di fronte insetti così disorientati, così passivamente influenzati dall’ambiente, che è stato molto difficile elevarli a quel livello di chiarezza e intenzione da cui è possibile il peccato mortale.

Ciò premesso, Berlicche dispensa indispensabili consigli strategici, illustrando alle giovani leve il dipanarsi dei disegni satanici, nel fluire del pensiero e della storia umana.

Il problema era di sollevarli al punto giusto, ma non al millimetro fatale del “troppo”. Perché a quel punto, naturalmente, tutto avrebbe potuto andar perduto. Avrebbero potuto capire; avrebbero potuto pentirsi.

E’ raro che simili creature quando scelgono la strada della dannazione siano in uno stato di completa responsabilità spirituale. Non sono in grado di comprendere né le origini, né la vera natura delle leggi cui disobbediscono.

Noi [diavoli] siamo gli artefici del linguaggio che usano, tutto fumo e nebbia.

Primo nostro compito è cementare queste tendenze rendendole abituali grazie alla costante ripetizione.

Ma poi bisognava far sì che l’abitudine diventasse principio, un principio che la creatura stessa fosse disposta a difendere.

Quello che era conformismo puro, inizialmente solo istintivo e meccanico, ora diventa un credo inconsapevole, o un ideale di UNITA’ e di UGUAGLIANZA.

Così, gradualmente, si forma al centro della creatura un nocciolo duro, sodo, ben radicato, di risoluzione a continuare ad essere com’è, e perfino a resistere agli stati d’animo che potrebbero portare qualche mutamento.

Tre sono le ragioni di soddisfazione per i signori dell’inferno: l’abbondanza di prede, i successi dei tentatori demoniaci, mai così clamorosi, ma soprattutto la certezza che il bottino di anime è destinato ad aumentare.

I grandi e saporiti peccatori sono fatti della stessa pasta di quell’orribile fenomeno che sono i grandi Santi.

Mentre i grandi peccatori vanno scomparendo e perdono la propria individualità, gli ultimi grandi peccatori agiscono molto più efficacemente a nostro vantaggio.

Ogni dittatore o demagogo e tutti i divi del cinema e i cantanti, riesce a trascinare dietro a sé un gregge di migliaia di uomini.

Ma vi rendete conto di che successo abbiamo avuto nel ridurre a nullità tanti membri della razza umana?

Nel cuore di tutto quell’anelito alla Libertà si celava un odio profondo per l’individualità. Fu quell’uomo inestimabile di Rousseau a rivelarlo per primo. Nella sua perfetta democrazia è ammessa solo la religione di stato, la schiavitù è restaurata e all’individuo si dice che in realtà egli desidera intensamente tutto quello che il suo governo gli impone di fare. Partendo da qui e passando per Hegel ci è stato facile giungere alla creazione dello stato Nazista e Comunista.

DEMOCRAZIA è la parola con la quale dovete menarli per il naso. L’ottimo lavoro che i nostri esperti filologi hanno già fatto nel corrompere il linguaggio umano, rende superfluo avvertirvi che non bisogna mai lasciare che si spieghi in modo chiaro e definito questo termine.

E naturalmente non si deve mai lasciare che sollevino la questione di Aristotele: se “comportamento democratico” sia quel comportamento che le democrazie favoriscono o quello che favorisce la democrazia. Che, se se la ponessero, non potrebbero fare a meno di accorgersi che le due cose non coincidono.

Dovete usare questa parola come mezzo d’incantamento.

E’ un nome che venerano. E che, naturalmente ha a che fare con l’ideale politico dell’UGUAGLIANZA degli uomini. A questo punto voi fate una piccola sostituzione nelle loro menti tra questo ideale politico e la convinzione che tutti gli uomini siano uguali.

Berlicche

Di conseguenza potrete usare la parola Democrazia per giustificare ai suoi occhi i più degradanti sentimenti umani.

Lo stato d’animo a cui mi riferisco è quello naturalmente, che spinge l’uomo a pensare IO VALGO QUANTO TE.

Il primo e più evidente vantaggio è che in tal modo lo avrete spinto a piantare nel centro della sua vita una grossa, solida, risonante menzogna.

La pretesa uguaglianza al di fuori del campo strettamente politico, è avanzata solo da quelli che in qualche modo si sentono inferiori.

Ora, questo utilissimo fenomeno in sè stesso non è affatto una novità. Sotto il nome di INVIDIA è stato noto all’umanità per migliaia di anni. Ma fino ad ora era sempre stato considerato come il più odioso, se non il più comico dei vizi. La stupenda novità della nuova situazione è che ora si può legalizzare l’Invidia – renderla rispettabile e perfino lodevole – grazie all’uso mistificatore della parola Democratico.

Sotto l’influsso di tale incantamento, chiunque sia in qualche modo, o in tutti i modi, inferiore può, ora più che mai, sforzarsi con giustificazione e successo di abbassare tutti gli altri al proprio livello. Ma non è tutto. Sotto il medesimo influsso, chi aveva raggiunto, o era in grado di raggiungere, un livello più alto di umanità, si trattiene dal farlo per paura di essere antidemocratico.

E intanto come squisito sottoprodotto accade che quei pochi che non si lasceranno ridurre alla NORMALITA’, REGOLARITA’, UNIFORMITA’ e INTEGRAZIONE, tenderanno sempre più a diventare degli originali presuntuosi, proprio come la plebe li avrebbe comunque definiti.

E non è gustoso osservare come la Democrazia ci stia rendendo lo stesso servizio che ci rendevano un tempo le antichissime Dittature e ne usi gli stessi metodi?

Certamente ricordate come uno dei Dittatori greci avesse inviato un messaggero ad un altro Dittatore chiedendogli alcuni consigli riguardo ai principi su cui governare. Il secondo Dittatore condusse il messaggero in un campo di grano e qui tagliò, colpendole con un bastone, tutte le cime degli steli che si alzavano di qualche centimetro oltre il livello medio. La lezione era evidente. Non permettere che vi sia mai alcuna preminenza tra i tuoi sudditi. Livellali tutti: tutti schiavi, tutti zeri, nullità. Tutti pari. Ma ormai la Democrazia può fare la stessa cosa senza altra tirannia che la propria. Non c’è bisogno che qualcuno setacci il campo col bastone. Penseranno gli steli bassi a livellare coi loro morsi gli steli alti. E gli alti stanno già cominciando a livellarsi da soli, per desiderio di essere steli “normali”.

Il principio basilare della nuova educazione è che non si deve assolutamente lasciare che gli stupidi e gli indolenti si sentano inferiori a chi è intelligente ed industrioso. Sarebbe “antidemocratico”.

Nel giorno in cui “l’Io valgo quanto te” sarà definitivamente affermato, avremo ragione di sperare in una effettiva abolizione dell’educazione. Spariranno tutti gli incentivi ad imparare e le punizioni per il non imparare. Quei pochi che potrebbero aver voglia di imparare saranno ammoniti: chi credono di essere per pretendere di superare i loro simili?  E comunque le insegnanti – dovrei forse dire le infermiere – saranno troppo occupate a rassicurare gli idioti per sprecare il tempo a insegnare. Non dovremmo più pianificare e faticare per spargere imperturbabile superbia e incurabile ignoranza fra gli uomini. Saranno gli stessi uomini-insetti a farlo per noi.

Naturalmente tutto questo non potrà accadere, a meno che l’educazione non diventi educazione di stato.

A tal proposito Berlicche osserva che questo fondamentale obiettivo verrà conseguito a breve termine con la liquidazione della classe media, quel gruppo sociale che era disposto a risparmiare, a spendere e a fare sacrifici, pur di dare un’educazione privata ai propri figli, ovvero ai futuri steli da decapitare. E ciò non creerebbe difficoltà perché la democrazia non richiede grandi uomini.

Infatti “la democrazia” o “lo spirito democratico” (in senso diabolico) portano a una nazione priva di grandi uomini, composta principalmente di semianalfabeti moralmente inflacciditi da una mancanza di disciplina fin dalla gioventù, pieni della presunzione che l’adulazione genera nell’ignoranza e rammolliti dalle coccole di una vita.

Ed è proprio in questo senso che l’Inferno vuole che i popoli siano democratici.

Infine il diabolico oratore sottolinea il vero obiettivo di ogni perfetto Tentatore, che non è la sopraffazione dei popoli liberi e il moltiplicarsi di stati-schiavi. Quello è solo un mezzo. Il vero scopo è la distruzione degli individui. Infatti solo gli individui possono essere salvati o dannati.

L’Io valgo quanto te è un mezzo utile per la distruzione delle società democratiche.

Ma possiede un valore intrinseco molto più profondo come condizione mentale che, escludendo necessariamente l’umiltà, la carità, la moderazione e qualsiasi gusto della gratitudine e dell’ammirazione, devia l’essere umano da quasi tutti i sentieri che potrebbero alla fine condurli al Paradiso.

Clive Staple Lewis scrisse questo racconto 55 anni fa. Ma solo oggi, grazie all’azione catalizzatrice del Covid nell’accelerare il processo della rivoluzione, le sue riflessioni possono essere pienamente apprezzate nella loro drammatica attualità.

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