Secondo il prof. Roberto De Mattei, sembra che la bozza della esortazione post sinodale dell’Amazzonia trapelata nei giorni scorsi sia diversa da quella esaminata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. 

Sono forse state avviate due iniziative parallele? E se sì, perché? 

Di questo si parla nell’articolo di Diane Montagna pubblicato su LifeSiteNews. Eccolo nella mia traduzione.

 

Interno della cupola della basilica di San Pietro a Roma

Interno della cupola della basilica di San Pietro a Roma

 

Sono emersi nuovi dettagli riguardo alla bozza di testo dell’attesissimo documento di sintesi di Papa Francesco sul Sinodo in Amazzonia che si dice “apra la porta” all’abolizione del celibato sacerdotale nella Chiesa latina.  

Secondo lo storico italiano Roberto de Mattei, molteplici fonti hanno confermato che né il segretario di Stato vaticano né la Congregazione per la Dottrina della fede hanno ricevuto la bozza parziale dell’esortazione apostolica che il cardinale brasiliano Cláudio Hummes ha inviato ad almeno alcune conferenze episcopali a metà gennaio.

Venerdì 31 gennaio Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto e direttore di Corrispondenza Romana, ha riferito, sulla base di documenti ricevuti da diversi vescovi, che una bozza parziale del testo era stata inviata ai membri dell’episcopato dal cardinale Hummes che avrebbe portato a un diffuso indebolimento del celibato sacerdotale nella Chiesa latina.   

Il cardinale Hummes, che ha avuto la funzione di Relatore generale al Sinodo dell’Amazzonia dell’ottobre 2019, ha a lungo sostenuto un cambiamento nella disciplina del celibato sacerdotale. Il cardinale brasiliano ha fatto notizia nel 2006 quando ha sostenuto che “anche se il celibato fa parte della storia e della cultura cattolica, la Chiesa potrebbe rivedere la questione, perché il celibato non è un dogma ma una questione disciplinare”.

Secondo i documenti ricevuti da Corrispondenza Romana, la bozza parziale di testo che i vescovi hanno ricevuto dal cardinale Hummes ha riprodotto testualmente il paragrafo 111 del documento finale del Sinodo amazzonico. Nel paragrafo 111, i padri sinodali hanno proposto di ordinare uomini sposati nelle “zone più remote della regione amazzonica”. 

De Mattei sosteneva che l’inserimento positivo di questo passo nell’esortazione apostolica (sia nel corpo principale che in una nota a piè di pagina) avrebbe effettivamente “aperto la porta” ai vescovi tedeschi, e ad altri, per creare un clero sposato. “Non c’è motivo di proibire in altre regioni del mondo ciò che sarà permesso in alcune parti dell’Amazzonia”, scriveva.

Nei commenti a LifeSite del 5 febbraio, de Mattei ha ampliato il suo resoconto iniziale, dicendo: “È noto che, il 13 gennaio, il Cardinale Hummes ha inviato una lettera a tutti i vescovi per informarli dell’imminente rilascio dell’Esortazione post-sinodale di Papa Francesco”. 

De Mattei ha continuato: “Sulla base di fonti assolutamente certe, Corrispondenza Romana ha rivelato l’esistenza di una successiva lettera, inviata sub secreto dallo stesso cardinale Hummes, in cui il paragrafo 111 del documento finale del Sinodo amazzonico viene presentato come parte dell’Esortazione post-sinodale di Papa Francesco. Ma sembra che il documento approvato dalla Congregazione per la Fede non contenga questo passaggio”. 

Ha aggiunto: “Sembra impossibile immaginare che Papa Francesco non fosse a conoscenza dell’iniziativa del Cardinale Hummes. Ma allora qual è la strategia di Papa Francesco? Quale colpo di scena ci riserverà all’ultimo momento?”

Sono state avviate due iniziative parallele? E se sì, perché?

È ancora prematuro dire quale sarà il risultato finale. L’esortazione apostolica è attualmente in traduzione e dovrebbe essere pubblicata il 12 febbraio 2020.

 

 

 

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