Jim Caviezel in La passione di Cristo di Mel Gibson
Jim Caviezel in La passione di Cristo di Mel Gibson

 

 

Venerdì Santo (in Passione Domini)

(Es 12,1-8.11-14; Sal 115; 1Cor 11,23-26; Gv 13,1-15)

 

di Alberto Strumia

 

Nella giornata del Venerdì Santo viene oggi spontaneo riprendere in mano la meditazione che l’allora Card. Joseph Ratzinger, rivolse al mondo intero il 14 aprile 2005, per nona stazione della Via Crucis di quella notte.

«Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della Croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella Sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del Santo Sacramento della Sua Presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di Lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il Sacramento della Riconciliazione, nel quale Egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella Sua Passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del Suo Corpo e del Suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che Gli trafigge il Cuore. Non ci rimane altro che rivolgerGli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25)».

E oggi, dopo tutti gli anni che sono passati da quel giorno dobbiamo tristemente vedere con i nostri occhi che quella sporcizia

– non è stata solo quella “morale”, già fino troppo grave in sé stessa; molto più grave di quanto potessimo immaginare;

– ma è stata ed è tuttora anche “teologica”, riguardando il modo di pensare e trattare la Dottrina di Cristo e della Chiesa;

– Anzi, peggio, addirittura “dottrinale” da quando è la “Dottrina” stessa ad essere deformata e capovolta, all’origine, nella sua stessa formulazione, prima ancora che nelle sue distorte interpretazioni teologiche e nelle sue applicazioni pastorali.

 

«PREGHIERA

Signore, spesso la Tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa: anche all’interno di essa, Adamo cade sempre di nuovo. Con la nostra caduta Ti trasciniamo a terra, e Satana se la ride, perché spera che non riuscirai più a rialzarti da quella caduta; spera che Tu, essendo stato trascinato nella caduta della Tua Chiesa, rimarrai per terra sconfitto. Tu, però, ti rialzerai. Ti sei rialzato, sei Risorto e puoi rialzare anche noi. Salva e santifica la tua Chiesa. Salva e santifica tutti noi».

Ed è questa risurrezione della Chiesa, dopo la passione e morte del suo corpo visibile, che è il Corpo di Cristo visibile lungo i secoli della storia, che noi oggi attendiamo nella fede, e che solo Lui, Dio Onnipotente, può far accadere! Questa è la Pasqua che ci apprestiamo a festeggiare!

Maria, che come allora, anche oggi sei vigilante sotto la Croce del tuo Figlio, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere!

 

Bologna, 29 marzo 2024

 

 

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