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di Pierluigi Pavone

 

La teoria Gender è una precisa visione dell’uomo, radicata nell’Umanesimo italiano. Vale a dire nella dottrina gnostica dell’uomo divino, contestualizzata in un nuovo panteismo cosmico.

“Già il sommo Padre, Dio Creatore, aveva foggiato secondo le leggi di un’arcana sapienza, questa dimora del mondo, quale ci appare, tempio augustissimo della divinità”. Questo l’universo per Pico della Mirandola, fedele assertore del sincretismo religioso ed esplicito seguace della Cabala, dove Dio è misticamente inteso come “Infinito indeterminato” e il mondo come effetto di “auto-limitazione divina”. In questo nuovo tempio cosmico, l’uomo stesso è creato con una essenza non data: diventare come dio è il suo destino e il suo libero compito, auto-plasmando se stesso. Il Gender non farà altro che contestualizzare questa generica visione, nel preciso contesto della identità sessuale.

Nell’Umanesimo fiorentino c’è anche di più: la dottrina dell’uomo divino non è più profetizzata dal serpente e contro Dio e contro il mondo-prigione, ma è l’invito che Dio stesso farebbe all’uomo, intenzionalmente posto né mortale né immortale, né celeste né terreno, perché lui fosse l’artefice di se stesso. È la fondazione della gnosi moderna, sempre da distinguere da quella antica. E potrebbe essere la ragione ultima della apostasia perfetta.

 

 

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