fratellanza 14 maggio 2020

Fratellanza 14 maggio 2020

 

di Gianni  Silvestri

 

II 14 Maggio 2020 è stata indetta una giornata di preghiera e di digiuno dall’”Alto Comitato per la fratellanza umana” composto da capi religiosi che si ispirano al documento firmato ad Abu Dhabi (da Papa Francesco e dal grande imam di al-Azhar).
Questo “Documento sulla fratellanza umana”  del 4 Febbraio 2019 ha individuato vari  obiettivi condivisibili, tra cui  la protezione della Vita, il rifiuto della violenza, le religioni come impegno di pace, la ricerca del dialogo e della collaborazione ecc.

Ma quando si sono volute indicare le radici di questo impegno nella ricerca e nella fede in Dio, che tutti dovrebbe accomunare, la seguente frase ha creato grossi dubbi…
Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina…” Tanti sono stati i dubbi in quanto noi sappiamo che Dio ha voluto inviare proprio suo Figlio per far conoscere la Sua volontà, la sua vera identità, che le altre religioni non conoscevano. Se invece si afferma che tutte le religioni sono volute da Dio, perché allora Egli avrebbe mandato il Suo figlio a morire in croce?  Che senso avrebbero le parole di Cristo dinanzi a Pilato: ”Per questo Io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità” (Gv.18,37). Che senso avrebbe il suo indicibile sacrificio? Tanta sofferenza poteva essere evitata con un “accordo ecumenico” con Pilato ed i sommi sacerdoti…(certo al prezzo del compromesso, del rinnegamento della Verità, non della sua testimonianza..). Lo stesso Papa Francesco ha ritenuto di precisare la portata della frase e del documento nell’udienza generale di mercoledì 3 aprile 2019:  «Perché Dio consente che ci siano tante religioni? Dio ha voluto permettere questo: i teologi della Scolastica facevano riferimento alla voluntas permissiva di Dio. Egli ha voluto permettere questa realtà». Il Papa ha cosi ricordato la antica distinzione tra la volontà dispositiva di DIO e quella solo permissiva (che solo permette – e non vuole direttamente – le diverse religioni; ad esempio, Dio permette il male del Nemico, ma non lo vuole direttamente,  al fine di consentirci la libertà di scelta).

Ma questa giusta ed opportuna precisazione è rimasta solo verbale, limitata all’udienza papale e  non ha modificato o precisato – come sarebbe stato necessario – il documento che resta ambiguo sul punto e che tutti continueranno a leggere nella contestata formulazione.  Sia chiaro, il fine di ricercare una pace comune è condivisibile e va appoggiato in ogni modo e con qualsiasi sforzo comune, ma con l’unico limite – per i cristiani – di non venir meno ai principi fondamentali della propria religione (e si ritiene che ogni altra e diversa confessione religiosa, non voglia venir meno ai propri).

Quindi c’è da intendersi: come impostare un giusto ecumenismo che arricchisca e non impoverisca tutti? Come arrivare all’unica Verità che non può essere contraddittoria?
Il Concilio nella Dignitates Humanae  riconosce la libertà religiosa di ogni uomo, ma precisa che ciò non comporta di conseguenza che ogni religione diventi ugualmente giusta e vera, solo perché scelta liberamente dal singolo (è questo l’errore dell’indifferentismo religioso). Il documento ribadisce che :“L’unica vera religione si trova nella Chiesa Cattolica. Tutti gli esseri umani sono tenuti ad aderire alla verità a mano a mano che la conoscono. Questo dovere vincola la coscienza, e la verità si impone in virtù della sua intrinseca forza”.
Quindi ognuno ha il dovere morale di ricercare e vivere la Verità (che è oggettiva e non soggettiva), ed essa non può essere imposta con la forza in virtù del rispetto della libertà religiosa del singolo. La Verità non ha bisogno della forza, perché si impone da sé alla ragione, per la sua bellezza, profondità ed umanità.

Ogni attività ecumenica dunque è una espressione di questa libertà, ma deve  tendere alla scoperta ed al riconoscimento della unica Verità.

San Tommaso ci insegna che La Verità è intuibile con la ragione umana che può arrivare a riconoscere ragionevolmente i cosiddetti “preambula fidei”, (cioè i presupposti ragionevoli della esistenza di DIO e della nostra condizione di creature bisognose di Lui). E’ chiaro che poi è necessario completare il cammino con la Rivelazione Cristiana, perché: “ …nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11,27).  Il cammino ecumenico quindi è una ricerca comune della unica Verità, è un cammino di comprensione delle posizioni reciproche al fine di comprenderne eventuali errori ed eliminare le conseguenti “incrostazioni storiche” di interessi solo umani.

La stessa Chiesa Cattolica riconosce che nelle altre religioni ci possono essere “semi di quella Verità” che però è pienamente presente solo nella fede Cristiana in quanto rivelata dal Figlio. Ci ricorda San Giovanni Paolo che il Concilio Ecumenico Vaticano II, nella Dichiarazione Nostra aetate sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, insegna che “la Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni….e che… è necessario riconoscere “i semi del Verbo” presenti e operanti nelle diverse religioni (cfr. Ad gentes, 11; Lumen gentium, 17). … I “semi di verità” presenti e operanti nelle diverse tradizioni religiose sono un riflesso dell’unico Verbo di Dio, “che illumina ogni uomo” (cfr Gv 1,9) e che si è fatto carne in Cristo Gesù (cfr. Gv 1,14).

Essi sono insieme “effetto dello Spirito di verità operante oltre i confini visibili del Corpo Mistico” e che “soffia dove vuole” (Gv 3,8) (cfr. Redemptor hominis, 6 e 12). (Udienza Generale 9.9.98).  E’ necessario che questi semi possano crescere e, si spera, maturare, ma questo cammino comune, non può portare a segare alla radice lo stesso albero che produce questi semi di Verità. Ogni cammino ecumenico si rivela fallace se si allontana dalla Verità e se vien fatto a scapito dei suoi principi fondamentali che sono innanzitutto i Comandamenti e l’insegnamento di Cristo.

1)  «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei davanti a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra.
Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai» (Es. 20: 2-5). Gesù Cristo ha confermato la perenne validità di questo comandamento: «È scritto: Adorerai il Signore tuo Dio e solo a lui servirai» (Mt 4, 10).

2) “Sia fatta la Tua Volontà.. e liberaci dal male”
Una vita vera non può che svolgersi secondo quanto insegnatoci dallo stesso Figlio di DIO, nella Sua unica “preghiera doc”: Il Padre Nostro.
E’ la Sua volontà – non altre – che ha creato e regge il mondo,  vuole il suo Bene, non è fallace come la nostra volontà. Conoscere e Fare la Sua volontà significa “vivere al massimo” sia su questa terra, sia nella prossima vita.
Senza di Lui anche la lotta al Male – che proviene da un Essere Superiore a noi – è una battaglia persa (come vediamo oggi nel mondo, nonostante la nuova conoscenza e le nuove scoperte).

3) “Cercate il Regno di Dio,  Il resto vi sarà dato in Sovrappiù”….
Cristo ci dona anche un appunto di metodo: non facciamoci distogliere in questo cammino, anche il giusto l’impegno sociale, politico, ambientale, ecumenico, per la pace, ecc. sarà una conseguenza della vita di fede e non viceversa. In ogni cammino bisogna partire dall’origine, dalle radici, da Dio per poter vivere nella Verità e non nella finzione. Se invece partiamo dall’impegno sociale, politico ecc. è come vedere un film… iniziando dalla fine…non si arriverebbe mai a capo.

Ecco perché la pace (e lo stesso ecumenismo) non può essere solo il frutto di un compromesso umano in cui ognuno elimina “una parte scomoda della propria verità”, per addivenire ad un disegno accettabile da tutti. In questo modo sostituiremmo la Verità divina con una creata a nostra immagine e somiglianza, creeremmo un nuovo idolo, “una religione umana” modificabile a seconda delle convenienza del tempo.

Questo è il metodo del mondo, una superficiale pace-compromesso che da secoli si tenta di realizzare; ma i deludenti risultati di questi sforzi umani sono ben noti, infatti l’unica attività che non è mai cessata nel mondo da millenni è proprio la guerra, che anzi si sta evolvendo sempre in nuove forme: la  guerra Nucleare, batteriologica, informatica, economica. Di recente si sono già organizzate unità specifiche per la guerra spaziale e satellitare…altro che pace umana basata sempre sull’ambiguo  ed inefficace adagio romano: “Si vis pacem, para bellum” ( la pace come giustificazione della corsa agli armamenti… assurdo). I cristiani sanno che questa pace umana sarà sempre fragile ed imperfetta, perché queste sono le caratteristiche dello stesso essere umano (a causa del peccato originale, che rende provvisorio ogni suo sforzo che resti lontano da Dio).

Ecco perché lo sforzo umano per una pace tecnica può essere solo un punto di partenza per fermare i vari conflitti, ma una pace vera deve nascere da un cuore nuovo, da un uomo rinnovato dall’intervento di DIO (“vi do la mia pace, vi lascio la pace, non come la dà il mondo” Gv 14,27).

Quindi, ed  in conclusione, è senz’altro positivo che le varie religioni si accordino su un cammino di pace, ma essa non può essere raggiunta al prezzo di dimenticare DIO o metterlo tra parentesi, o “sfumare” quello che ci ha rivelato (al prezzo del suo Sangue).

Per questo anche la preghiera ed il rapporto con Dio, non possono essere il frutto di regole concordate a tavolino da tutte le religioni, ma le condizioni di questo rapporto sono state poste da Lui e sono imprescindibili, perché comunicateci direttamente da Cristo come sopra ricordato. E’ un cammino difficile da compiere, nella Chiesa, con prudenza e fedeltà, altrimenti rischiamo solo di limitarci a nuove pratiche e sforzi  umani, non certo a raggiungere e vivere la Verità, che è Cristo, unica a poterci guidare ad una vita e ad una preghiera “come Dio comanda”.
In Pace

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