di Mattia Spanò
Perché? Questa è la domanda contro la quale si va a sbattere al cospetto dell’ultima – infelice – trovata vaticana: la mascotte del Giubileo. Una bambina androgina in stile manga giapponese, coi capelli e gli occhioni blu, stivali sporchi di fango ed impermeabile giallo alla Greta Thunberg e una specie di bastone da rabdomante.
Il pregevole manufatto lo dobbiamo a Simone Legno, padre della creatività di molti gadget del Gay Pride e anche, pare, di una linea di sex toys. Farà impazzire il mercato asiatico, titola un quotidiano locale: “Il Vaticano si immerge nel mondo e strizza l’occhio al mercato asiatico”. Cosa e per soddisfare quale bisogno indifferibile il “mercato” asiatico acquisterà dal Vaticano non viene specificato. Ormai siamo tutti “mercato”, spesso e volentieri “impazzito”.
“Un simbolo di speranza e fraternità” secondo Rino Fisichella che l’ha presentata. Ormai basta affastellare un paio di parolette melense buttate là – speranza e fraternità, pace e amore, ascolto e misericordia – per illudersi di aver detto qualcosa di edificante nel marasma generale. Una desolazione che parte da lontano, ma che onestamente sta diventando la caricatura di sé stessa. La Chiesa non ha più nulla da insegnare, nulla da sperare, nessuno da invocare, e soprattutto non ha più le parole per fare queste cose. Ha perduto il gusto della verità. Per questa ragione ricorre ai pupazzetti come se dovesse rifilare dolciumi ai bambini, come un Omino di Burro che accalappia pinocchi e lucignoli sperduti nell’oscurità.
La società orientale moderna peraltro – quella giapponese in particolare, esplicitamente richiamata dall’autore – esibisce un culto per nulla velato dell’infantilismo, e in particolare la sessualizzazione dell’infanzia, con riferimenti affatto espliciti. In particolare i mangaka, gli autori dei fumetti giapponesi, sono i primi promotori di questa sottocultura diffusissima in Giappone in cui si tratta esplicitamente di abusi sui minori (pedofilia ed efebofilia), ma lo si fa in termini esplicitamente assolutori, per non dire propositivi. Il fenomeno è esploso negli ultimi vent’anni e secondo la polizia giapponese ha provocato un’impennata dei casi di abuso minorile. È questo “l’impazzimento del mercato asiatico” al quale ci si riferisce?
Bambine e bambini ammiccanti, erotizzazione precoce, alcuni archetipi (ad esempio la scolaretta) sono il contenuto più che abituale di cartoni animati e fumetti, zeppi di riferimenti tutt’altro che velati al sesso con minori, presentati come inizialmente timidi e ritrosi ma che si trasformano in ninfomani lascivi. Sono topoi narrativi diffusissimi nei manga, che a loro volta sono tutto fuorché prodotti culturali destinati a bambini e ragazzi anche se in Occidente sono stati percepiti come tali, confondendo come al solito il medium col messaggio: dal momento che da noi fumetti e cartoni animati sono roba da ragazzi, allora qualsiasi fumetto o cartone animato è adatto a bambini e ragazzi. In Giappone i manga sono quasi esclusivamente per adulti.
Ad ogni buon conto, si tratta di uno strumento formidabile per la diffusione anche fra i giovani di un’approccio al sesso torbido e perverso, tanto è vero che negli ultimi decenni i manga hanno avuto un incredibile successo anche alle nostre latitudini. Mentre l’industria del fumetto euro-americana langue (la Marvel e la Dc Comics ad esempio sopravvivono grazie ai film) per non parlare di quella editoriale, i manga giapponesi hanno conquistato un pubblico vastissimo: a livello globale di parla di fatturati per decine di miliardi, e incrementi di vendite in libreria nell’ordine del 445%. Anche questo è un “fenomeno” sospetto, specie guardando con malizia e disincanto ai contenuti.
Tornando a Luce, la pupazzetta che sostituirà la croce per promuovere il Giubileo, casomai qualche erotomane orientale (e non solo) si offendesse alla vista di Cristo morto e risorto, preferendogli una bambina sperduta nella pioggia da consolare.
Delle due l’una: o si è trattato di un colpo bassissimo – per quanto dobbiamo riconoscere assai raffinato – della lobby Lgbtq (che in origine doveva includere anche i pedofili, esclusi in quanto la società non era pronta e ciò avrebbe minato il successo politico del movimento: è Michel Foucault stesso a notarlo) alla Chiesa Cattolica, oppure quella in atto è una mossa consapevole della Chiesa stessa, spesso e volentieri sotto schiaffo per losche vicende di abusi sui minori. Della serie: che male c’è in fondo? Ci sono culture dove il sesso coi bambini è sdoganato, come ad esempio quella giapponese.
Ed ecco che un’accusa infamante – una costosissima accusa, viste le conseguenze dell’inchiesta del Boston Globe sui casi di pedofilia nella Chiesa americana – si trasforma in una meravigliosa opportunità di redenzione: basta per l’appunto mitigare o addirittura cancellare il peccato, in uno stillicidio di “che male c’è in fondo”, “basta amarsi” e via sdolcinando, com’è nello stile della premiata ditta. In fondo, nell’inchiesta denominata Spotlight, la Chiesa statunitense ha risarcito a suon di miliardi le vittime degli abusi, ma forse non ha espiato nella carne la propria colpa se in capo a vent’anni ci ritroviamo al punto di partenza, con un surplus di condiscendenza civettuola. D’altra parte, pena, colpa e redenzione sono state anch’esse soppiantate dall’indennizzo pecuniario.
È particolarmente odioso che il palcoscenico utilizzato per promuovere questa clamorosa allusione al sesso coi minori – talvolta troppo minori – sia il Giubileo, anche se sono disposto a riconoscere che in certa misura la pupazzetta ambigua incarna perfettamente la fola che pare aver travolto i nostri benemeriti pastori. Messo da parte lo sconcerto – diciamo così – resta il dubbio che davvero non tanto la Chiesa quanto alcuni suoi pastori di rango molto, molto elevato, puntino davvero e senza tanti riguardi a sdoganare il marciume più fetido in circolazione. Speriamo non sia così, ma il dubbio rimane.
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La chiesa è muta perché il popolo cristiano è stato portato ad essere liquido proprio nella chiesa riguardo la parola di Dio e la fede, perché quando in Vaticano governa una lobby gay 3 la lobby “Thunberg” Per far credere che è l’uomo a distruggere il creato, abbiamo questi risultati. Poi mettiamoci anche il rispetto verso il peccato gay e il silenzio contro la pedofilia e la famiglia Voluta da Dio. Dio non punisce i peccati di chi non lo conosce, Ossia chi non conosce il salvatore, Perché ad un Dio generico credono tutti, Il signore punisce i peccati di quei popoli che un tempo erano cristiani come la Spagna l’Italia e tante altre nazioni dove vediamo scorrere acqua a fiumi, ma i segni dei tempi l’uomo non li riconosce più perché si è coperto gli occhi e le orecchie con una bella coltre pesante, Ma i pensieri che escono dal cuore di chi governa la chiesa sono i peggiori di tutto, perché portano il popolo di Dio a peccare senza neppure sapere perché. È inutile, Quando si predica l’immigrazione Ismo a tutti i costi sapendo che ogni popolo ha diritto a rimanere anche nella propria nazione creando lavoro, aspettiamoci di tutto. In Vaticano a Natale degli scorsi anni c’erano le barche e statuine talmente schifose da obbligarci a girarci dall’altra parte, Oggi c’è il clima i gay e molto molto altro purtroppo. Che Dio ci salvi dai comunisti entrati nella chiesa che un tempo avevano la bandiera rossa e oggi hanno cambiato colore tingendola di verde, ma sempre quelli sono. E poi scomunicano quelli che credono veramente in Dio e nella sua parola di salvezza predicando la verità invece che le falsità
Santa giornata a tutti! Io non mi scoraggio e rimango attaccata e i miei santi sacerdoti e alla parola di Gesù adorandolo con tutto il cuore e con tutta la mia anima e le mie forze
Caro Spanò, non so se il tirar fuori la pupazzetta sia un sintomo di pedofilia, anche perché a dispetto di una narrativa ampiamente diffusa la pedofilia propriamente detta (ossia rapporti sessuali con impuberi) è – grazie a Dio -, piuttosto limitata nel clero.
La maggior parte dei casi hanno riguardato adolescenti e giovani. E, probabilmente, in molti casi, si è trattato di accuse strumentali o del tutto false mirate ad ottenere appunto cospicui risarcimenti. Diciamo che se un tempo (ingiustamente) tanti colpevoli di reati a sfondo sessuale la facevano franca, è altrettanto vero che oggi basta che qualcuno apra bocca perché le sue accuse siano ritenute attendibili, soprattutto – chissà perché – quando c’è di mezzo un sacerdote cattolico. Negli Usa stuoli di avvocati si sono specializzati a partire dalla fine degli anni 90, a portare avanti questi “casi”, quasi sempre vecchi di decenni e basati sulla testimonianza della “vittima”. Al card. Pell, in Australia, è capitata la stessa cosa.
Lei giustamente dice che negli lgbtq dovevano rientrare, in origine, anche i pedofili. Io mi sono fatto la convinzione, sulla scorta anche di un libro di George Weigel uscito molti anni fa, che la cosiddetta battaglia contro la pedofilia nella Chiesa sostenuta da ambienti omosessualisti che fino agli anni 80/90 consideravano normale avere rapporti anche con adolescenti, sia stata solo un modo per sdoganare definitivamente l’omosessualità. Il rapporto adulto/minore viene demonizzato, ma se il pisquano di turno il giorno dopo compie 18 anni, allora diventa cosa di tutto rispetto, perché nell’arco di 24 ore il soggetto è divenuto adulto, ha diritto a sposare un altro uomo e magari ad adottare dei bambini.
Questa ipocrisia fa pendant con quella di chi si scandalizza se una madre uccide il bambino appena nato, ma non batte ciglio se lo abortisce il giorno prima che nasca.
La condanna del sesso con i minori da parte del mondo omosessuale è stato il mezzo per santificare l’omosessualità tra adulti.
Quanto alla statuetta, tornando a bomba, penso che sia solo il frutto dell’assoluta banalità in cui annega la Chiesa e la sua presentazione da parte di mons. Fisichella denota il livello infimo a cui giunge certo clero pur di restare a galla.
Caro don Ettore, verissimo: si è trattato di un fenomeno minoritario utilizzato per fini strumentali (eufemismo) che hanno depauperato la Chiesa americana e gettato un ombra di discredito generalizzata.
Tuttavia, non deve sfuggire la china – a mio giudizio pericolosissima – che si è imboccata: in primis, vergognandoci di Cristo, arrivando a pensare di sostituirlo con ridicoli pupazzetti dal nome evocativo (Luce, e ormai il Natale imminente è la “festa delle luci” o “della luce”). In secondo luogo, l’oggettiva banalizzazione del sesso, sia come genere che come pratica, inclusa l’oggettiva tendenza del “mondo” a giustificare enormità come la pedofilia. Se Dio perdona tutto a tutti, perché no? Nel clero e soprattutto fuori dal clero.
[…] (fonte: ilblogdisabinopaciolla.com) […]
Vorrei ringraziare anche per le informazioni sulla cultura giapponese, cosi seguita ed amata che ha aspetti , per essere diplomatici, inquietanti.
Personalmente, quando ho visto la mascotte,, l’ho giudicata espressione dello spirito dei tempi, segno dell’infantilizzazione degli adulti, , di quella visione zuccherosa della vita, delle sue sfide, e della fede, caratteristica di larga parte del mondo cattolico contemporaneo., con una strizzatina d’occhio alla nostalgia per i personaggi dei cartoni animati, di tanti adulti, che non vorrebbero essere tali perché nel nostro mondo , la condizione di adulto non è desiderabile.
Luce , inoltre, mi ha ricordato le opere di un pittore tedesco contemporaneo ( spesso dalla Germania vengono i problemi), tale Andre’ Butzer, viste, in una mostra al museo del novecento di Firenze: commistione , secondo i curatori ,tra le suggestioni dell’espressionismo europeo e quelle dei cartoni animati di Walt Disney.