Ricevo e volentieri pubblico.

 

Oppressione libertà di espressione

 

 

Milano, 30 maggio 2021

 

PROVE TECNICHE DI CENSURA

Associazioni contro il ddl Zan demonizzate e diffamate dalla stampa gay friendly

 

 

Il 27 maggio scorso sul sito online pagella politica è stato pubblicato un articolo a firma di Serena Riformato dal titolo: No-vax, ultracattolici e chi dice «i gay come le bestie»: gli estremisti nelle 170 audizioni sul ddl Zan.

I cosiddetti “estremisti” a cui allude l’autrice dell’articolo sono gli aderenti a tre realtà pro-life: Ora et Labora in difesa della Vita, Provita & Famiglia, Famiglia Domani e all’associazione Iustitia in Veritate.

La fonte autorevole e imparziale cui attinge l’articolo è il sito Gayburg.it, famoso per detenere il primato di denunce per diffamazione e per pubblicare le sue invettive, intrise di odio e volgarità senza mai riportare la firma dell’autore.

Secondo la prassi giacobina di diffamare l’avversario del “Calomniez, calomniez, il en restera toujours quelque chose!”, l’articolista si prende la libertà di utilizzare ad usum pollame etichette aprioristicamente definite infamanti all’indirizzo degli aderenti delle quattro organizzazioni definendoli: no-vax e ultracattolici per annientarle, screditandole agli occhi del lettore.

Vale la pena di analizzare meglio il significato di questi epiteti.

Chi afferma e difende la libertà di cura, che nella fattispecie è la libertà vaccinale contro l’imposizione di una terapia genica sperimentale, in violazione della Costituzione, della Dichiarazione di Helsinki, della Convenzione di Oviedo, del Codice di Norimberga e della Risoluzione 2361 del 27 gennaio 2021 del Consiglio d’Europa, non ci sono dubbi: dagli istigatori all’odio merita il marchio infamante di no-vax.

Per chi afferma e difende la dottrina bimillenaria della Chiesa Cattolica, che in tema di omosessualità è chiarissima (Art. 2357-2359 del Catechismo della Chiesa Cattolica [1]) è stato invece coniato il neologismo simil-calcistico ultracattolico con lo stesso intento diffamatorio.

L’articolo, attingendo alle preziose informazioni tratte da Gayburg.it, accusa Ora et Labora in difesa della Vita attribuendogli un volantino del 2017 (di cui viene astutamente mostrato solo un ritaglio) che tuttavia non appartiene all’associazione.

Infatti i comunicati di Ora et Labora in difesa della Vita riportano sempre l’intestazione e il logo dell’associazione.

Le altre accuse mosse all’associazione riguardano un paio di post sulla pagina facebook del suo presidente Giorgio Celsi. Una si riferisce alla condivisione di un articolo del quotidiano online La Nuova Bussola Quotidiana, la cui lettura ci permettiamo di raccomandare a Serena Riformato per disintossicarsi dalle calunnie vergognose pubblicate da Gayburg.it.

Iustitia in Veritate, che secondo la propria missione, tutela i diritti fondamentali delle persone, costituzionalmente garantiti, inclusa la libertà di disporre della propria salute, scegliendo liberamente se sottoporsi o meno ad una terapia genica sperimentale, i cui effetti avversi sono in gran parte ignoti, viene sprezzantemente etichettata come no-vax.

Pagella politica nel suo tentativo di screditare gli esponenti di associazioni critiche contro il ddl Zan si esibisce quindi in un magistrale saggio di discriminazione e istigazione all’odio contro gli aderenti ad associazioni o movimenti che osano ancora esprimere la verità sull’uomo e sulla famiglia.

Tentativo mal riuscito ma che, tuttavia, ringraziamo per l’opportunità fornita di individuare il vero obiettivo liberticida e di censura dell’introduzione di un obbrobrio giuridico inutile e dannoso, sussistendo gli estremi per segnalare quanto falsamente esposto, come verrà valutata dai legali delle sigle citate

 

Iustitia in Veritate – Corso Venezia 40 – 20121 Milano (MI)

Email: [email protected] – Sito: http://www.iustitiainveritate.org

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/asdilesi/

 

[1]   2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

 

 

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