Appena pochi giorni dalla sua elezione Biden ha rilasciato un messaggio per commemorare la sentenza che ha introdotto di fatto l’obbligo di legalizzare l’aborto negli USA promettendo di «codificarla in legge nominando giudici che rispettino» il diritto a sopprimere i non nati. I parlamentari pro-life non si danno per vinti e ripropongono alcuni disegni di legge per ridurre la possibilità di fare ricorso all’interruzione di gravidanza per motivi eugenetici e dopo le 20 settimane. Ce ne parla questo articolo della CNA tradotto da Annarosa Rossetto.

 

Capitol-Hill-Washington
Credit: Orhan Cam/Shutterstock

Alcuni membri del Congresso hanno annunciato giovedì che vorrebbero reintrodurre un divieto all’aborto “per discriminazione” ovvero all’aborto basato su diagnosi prenatale di sindrome di Down.

Il rappresentante Ron Estes (R-Kan.) E il senatore Jim Inhofe (R-Okla.) hanno annunciato la loro intenzione di reintrodurre venerdì, lo stesso giorno della Marcia per la vita (virtuale quest’anno), il Protecting Individuals with Down Syndrome Act (Legge per la Protezione delle Persone con Sindrome di Down, ndt). 

In una dichiarazione alla CNA, Estes ha detto: “È tragico che negli Stati Uniti ci siano bambini presi di mira semplicemente perché hanno un cromosoma in più”.

“Questa legislazione mira a garantire che i diritti delle persone con disabilità siano protetti”, ha aggiunto. 

Nel caso di un nascituro abortito sulla base di una diagnosi di sindrome di Down, la legislazione consentirebbe ai parenti del bambino deceduto di intentare un’azione civile contro gli autori dell’aborto. Viene anche specificato che la madre del bambino abortito non può essere perseguita. 

Non è probabile che il disegno di legge possa arrivare all’esame per un voto nelle due le camere, sotto la presidenza della Camera Nancy Pelosi (Dem della California) o del leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer (Dem di N.Y.).

Diversi Stati hanno promulgato leggi per proibire l’aborto sulla base di una diagnosi prenatale di sindrome di Down. Il governatore del South Dakota Kristi Noem (Rep.) ha recentemente introdotto una legge simile nel suo Stato.

I tribunali hanno bloccato tali divieti di aborto “discriminatorio” in diversi stati. Tuttavia, sebbene la Corte Suprema abbia recentemente rifiutato di prendere in considerazione la versione della legge dell’Indiana, il giudice Clarence Thomas ha scritto in quell’occasione che la corte non aveva deciso “se la Costituzione richiede agli Stati di consentire gli aborti eugenetici”.

Thomas ha sostenuto che “l’uso dell’aborto per raggiungere obiettivi eugenetici non è solo ipotetico”.

“In altre parole, questa legge e altre leggi simili promuovono l’interesse preminente di uno Stato di impedire che l’aborto diventi uno strumento dell’eugenetica moderna”, ha scritto. 

Mercoledì, alcuni senatori hanno anche presentato un disegno di legge che vieta la maggior parte degli aborti dopo 20 settimane.

“Ci sono solo sette paesi che consentono gli aborti di massa dopo le 20 settimane, tra cui Cina e Corea del Nord. Gli Stati Uniti non dovrebbero essere in quel club “, ha detto la senatrice Lindsey Graham (Rep. del S.C.), sostenitrice del Pain-Capable Unborn Child Protection Act (Legge sulla protezione dei nascituri che possono provare dolore, ndt) che vieterebbe gli aborti dopo le 20 settimane di gravidanza, tranne nei casi di stupro e incesto, o quando è in gioco la vita della madre.

“Non credo che l’aborto, a cinque mesi dall’inizio della gravidanza, ci renda una nazione migliore”, ha dichiarato Graham mercoledì. “L’America è davvero grande quando si batte per gli ultimi, e prima facciamo diventare legge questa proposta, meglio è”.

Il disegno di legge è stato sostenuto da 43 senatori. Le donne che ottenessero un aborto illegale, secondo questa legge, non sarebbero perseguite e potrebbero invece intentare una causa civile contro le cliniche che lo hanno loro procurato.

 

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1