Dopo il tragico caso della morte della diciottenne Camilla, per coloro che sono under 60 anni, si parla di completare il ciclo vaccinale anticovid iniziato con AstraZeneca mediante un vaccino di un’altra casa farmaceutica, nonostante il bugiardino di ciascuna casa raccomandi di utilizzare le dosi della stessa casa. 

A tal proposito rilanciamo l’intervista fatta al prof. Giulio Tarro, virologo, apparsa su L’Antidiplomatico

 

Prof. Giulio Tarro
Prof. Giulio Tarro

 

È consigliabile a coloro che hanno già fatto la prima dose Astrazeneca completare con Pfizer o Moderna?

“È una proposta semplicemente assurda anche perché le poche ricerche pubblicate, (come l’articolo su Nature e su Lancet) sugli effetti una vaccinazione eterologa si sono basate su un numero piccolissimo di cavie umane e sono durate solo alcune settimane; nulla si sa, quindi, sugli effetti a breve e a medio termine che potrebbe determinare questo cocktail di vaccini, tra l’altro basati su tecnologie peculiarmente diverse e finalizzati a sviluppare differenti aree del sistema immunitario (quelli a vettore virale stimolano le cellule T, quelli a mRna creano più anticorpi). A questo punto credo che l’unica proposta sensata sia sospendere questa folle campagna vaccinale, che pretende, vaccinando tutti, anche adolescenti e bambini, di raggiungere una impossibile ad ottenersi “immunità di gregge” e prendere in considerazione la proposta che già avanzavo nell’autunno di un anno fa: vaccinare solo coloro che davvero rischiano la vita per il Covid – e cioè gli anziani – e, invece di imporre il protocollo “Tachipirina e vigile attesa”, favorire l’uso di terapie che già si sono rivelate efficaci, ma che sono state ufficialmente negate perché solo così si poteva permettere l’utilizzo di vaccini sperimentali.”

 

Eppure il Commissario per l’emergenza Figliuolo ha dichiarato che con la vaccinazione eterologa «si tolgono elementi di rischio e si aggiungono elementi di flessibilità alla campagna vaccinale e che, da un punto di vista teorico dell’immunologia, tale approccio è positivo, perché se il sistema immunitario riceve stimoli diversi per una stessa malattia, dunque da vaccini diversi, ci si aspetta che risponda in maniera ancora più efficace»….

“Guardi, non so proprio cosa il generale Figliuolo sappia di Immunologia. So solo che oggi la gestione dell’emergenza Covid si è trasformata in un treno in corsa per rispettare, a tutti i costi, la tabella di marcia del generale e garantire così, prima dell’esodo estivo, l’approvazione di un Green Pass, presentato come la via di uscita dall’incubo Covid. È probabile, invece – anche se si rispettano gli obiettivi del generale – che in autunno si imporranno nuovi lockdown (basterà innalzare il numero dei clicli di amplificazione ai quali sottoporre i tamponi per presentare come “morti per Covid” tutti i deceduti trovati “positivi”) solo per obbligare alla vaccinazione tutti gli studenti e, poi agli inizi del prossimo anno, tutti i bambini sopra i sei mesi. Poi ci saranno le inevitabili “varianti” che imporranno nuove vaccinazioni e nuovi, imprevisti, morti per Covid, come già sta succedendo in Gran Bretagna. E il peggio potrebbe arrivare tra non molto con l’estendersi dei possibili effetti avversi dei vaccini, soprattutto quelli a mRna.

Mi rendo conto che queste considerazioni esulano, in parte, dal mio ruolo di ricercatore, ma in questa gestione dell’emergenza Covid di “scientifico” non c’è più nulla. C’è solo un gruppo di politicanti e di “esperti” al loro servizio che si industriano per mantenersi a galla.”

 

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