Il primo novembre scorso si è tenuto in Campidoglio a Washington una tavola rotonda con persone che sono state danneggiate dai vaccini COVID ed esperti medici sui mandati federali per i vaccini e l’importanza della libertà sanitaria. Tra gli accademici ha partecipato anche il prof. Peter Doshi, personalità nota su questo blog (leggi qui e qui), redattore associato della prestigiosa rivista The Britidh Medical Journal e assistente professore di servizi sanitari farmaceutici all’Università del Maryland. La sua ricerca si concentra sulle politiche relative alla valutazione della sicurezza e dell’efficacia dei farmaci nel contesto della regolamentazione e della sintesi delle prove. Rilancio, nella mia traduzione, un brevissimo passaggio del suo intervento perché lo ritengo molto significativo.

 

 

Un’altra definizione che merita un controllo è vaccino. Io sono uno degli accademici che sostiene che questi prodotti a mRNA che tutti chiamano vaccini sono qualitativamente differenti dai vaccini standard, ed ho trovato affascinante apprendere che il dizionario Merriam-Webster ha cambiato la sua definizione di vaccino all’inizio di questo anno. I prodotti a mRNA non si accordano con la definizione di vaccino che è stata presente per 15 anni nel dizionario Merriam-Webster. Ma la definizione è stata estesa in modo tale che ora i prodotti a mRNA sono vaccini.

Evidenzio questo per porre una domanda. Come vi sentireste a proposito di un obbligo che riguardasse i vaccini se noi non li chiamassimo vaccini? Cosa [pensereste] se queste iniezioni fossero chiamate al contrario farmaci? Così, qui c’è lo scenario in cui abbiamo questo farmaco. Ed abbiamo evidenza che questo farmaco non impedisce l’infezione, né blocca la trasmissione del virus. Ma il farmaco è inteso ridurre il rischio che vi ammaliate molto e moriate per la COVID. Prendereste una dose di questo farmaco ogni sei mesi circa, probabilmente per il resto della vostra vita? Se è quello che ci vuole perché il farmaco rimanga efficace, non prendereste questo farmaco solo per voi ma sosterreste i regolamenti che obbligano tutti gli altri intorno a voi a prendere questo farmaco. O direste…aspettate un secondo, se questo è tutto quello che il farmaco fa, perché invece non usare una normale medicina di quelle che usiamo quando siamo malati per star bene? E perché la rendereste obbligatoria? Il punto è: non è che solo perché lo chiamiamo vaccino significa che dovremmo assumere che questi nuovi prodotti siano proprio come tutti gli altri vaccini dell’infanzia che sono obbligatori. Ogni prodotto è un prodotto differente, e se la gente è d’accordo con l’obbligo per qualcosa semplicemente perché è un vaccino e noi rendiamo obbligatori gli altri vaccini, allora perché non dovremmo rendere obbligatorio questo? Io penso che sia il tempo di iniettare un pensiero critico in questa conversazione e questo è ciò che io spero noi stiamo facendo oggi. 

Grazie.  

 

 

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