Rilancio questo interessante servizio di RadioRadio sulla questione dell’utilizzo del plasma dei pazienti guariti dal COVID-19 per curare quelli che si ammalano. I risultati sembrano eccezionali.

(se il video non si carica, cliccare qui?

 

 

“Il plasma, in questo momento, è l’unico farmaco specifico contro il covid…è un qualcosa di molto più potente di un vaccino”. Ci eravamo lasciati così con il Professor Giuseppe De Donno, primario del reparto Pneumologia dell‘ospedale Carlo Poma di Mantova, intervenuto una settimana fa ai nostri microfoni indicando il plasma come possibile cura dal Coronavirus.

Le sue parole avevano fatto il giro del web riscontrando un forte impatto con l’opinione pubblica. Nonostante ciò, circola la sensazione che a qualcuno stiano scomodi i risultati portati avanti dal protocollo di ricerca di Mantova.

Per ritornare sulla vicenda e avere nuovi aggiornamenti sulla terapia con il plasma Stefano Molinari ha intervistato nuovamente il Professore, queste le sue parole a ‘Lavori in Corso’.

Risultati raggiunti

Abbiamo concluso fine settimana scorsa la prima fase del protocollo di ricerca che Mantova sta conducendo come co-investigator con la San Matteo di Pavia. Stiamo rielaborando i dati statistici per cui siamo pronti nei prossimi giorni a pubblicare il lavoro riassuntivo dei risultati.

Quello che posso anticipare è che la percezione sui dati di Mantova è che l’outcome primario che riguarda il tasso di mortalità è stato raggiunto, cioè non abbiamo avuto nessuno caso di mortalità per quanto riguarda i pazienti arruolati nel protocollo.

Noi stiamo utilizzando una metodica che non è nuova, già utilizzata in occasione della spagnola con buoni risultati, ma è sicura perchè non abbiamo riscontrato situazioni avverse, effetti collaterali o nuove mortalità”.

Aperto un circolo virtuoso

“In questo momento sono stati aperti nel mondo 50 progetti sul plasma. Abbiamo aperto una strada, aperta per prima dai cinesi che però si erano arenati dopo 12 casi. Noi abbiamo fatto un lavoro più articolato ed è servito come base per avviare nuove sperimentazioni. Molti centri italiani si stanno muovendo e hanno chiesto il nostro protocollo.

E’ stato avviato un circolo virtuosissimo. A Mantova abbiamo 7-8 donatori al giorno grazie ad una buona campagna mediatica, anche attraverso Avis. Abbiamo ormai una banca del plasma e siamo riusciti ad aiutare anche altri centri.

Da diverse località d’Italia stanno organizzando dei pullman per venire a donare il plasma. Fino a quindici minuti fa ho ricevuto telefonate da Torino, Vicenza, Ferrara, Bologna di persone che vogliono venire a Mantova a donare il plasma perchè nelle loro città non è attivo un protocollo di ricerca“.

A chi non piace il plasma?

Il plasma è democratico perché appartiene al popolo. E’ il popolo che dona il plasma per salvare il popolo. Probabilmente a qualcuno non piacerà, ma è il più grande gesto di solidarietà.

Nulla viene per caso. Non siamo santoni, stiamo applicando un protocollo. Se poi questo protocollo di ricerca dirà che abbiamo preso una cantonata sarò il primo a dirlo. Ma penso che non sarà così.

Se i risultati ci daranno ragione dovremmo rivedere anche le modalità di ricerca. Nel senso di vedere i risultati prima di fare delle analisi così tranchant. Ci dovranno anche spiegare come mai spariscono le interviste. La scienza è bella perchè è trasparente“.

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