la dott.ssa Chifari Rosanna parla al Parlamento Europeo
la dott.ssa Chifari Rosanna parla al Parlamento Europeo

 

 

di Sabino Paciolla

 

Cento cittadini italiani hanno avviato quella che viene presentata come la prima class action in Italia contro Pfizer, sostenendo di aver subito danni dai vaccini anti-Covid a mRNA. Al centro dell’iniziativa c’è Rosanna Chifari, neurologa, membro dell’American Epilepsy Society e codirettrice scientifica dell’associazione Ippocrate.org, nota durante la pandemia per aver promosso terapie domiciliari alternative al protocollo ufficiale.

Tale azione viene resa nota durante una intervista rilasciata al quotidiano La Verità di ieri dalla dott.ssa Rosanna Chifari.

Secondo Chifari, insieme a Fabio Grigana avrebbe elaborato un proprio protocollo terapeutico per il Covid, in contrapposizione a quello che definisce polemicamente il «protocollo di morte “paracetamolo e vigile attesa”». La studiosa sostiene di aver presentato una denuncia contro l’ex ministro della Salute Roberto Speranza per la gestione dei trattamenti ospedalieri, e di aver illustrato le proprie terapie in Parlamento nel 2021, alla presenza di Luc Montagnier e Robert Malone,  il papà degli studi sui vaccini a mRNA, ben conosciuto su questo blog, incontro che a suo dire sarebbe stato ampiamente ignorato dai media nonostante la rivendicazione di aver curato oltre 70.000 pazienti con una combinazione di farmaci a basso costo, tra cui «Fans, cortisonici, azitromicina, eparina e perfino la tanto vituperata ivermectina, liquidata come farmaco per cavalli anche se in realtà è un salvavita».

Tale cura, riferisce la dott.ssa Chifari, ha funzionato ampiamente anche sui fragili. «Io ho trattato ultranovantenni, la mia paziente più anziana aveva 98 anni ed è guarita in una settimana», afferma Chifari. 

Chifari afferma inoltre di essere stata, già nel 2021-2022, tra i primi a denunciare pubblicamente possibili effetti neurologici gravi correlati ai vaccini, «tra cui sclerosi multipla, la Sla, la sclerosi laterale biotrofica, demenze precoci, Alzheimer, Parkinson», in contrasto con i dati ufficiali dell’AIFA, che riportano un numero molto più contenuto di decessi correlati.

Riguardo alla class action, Chifari si dice consulente della causa e riferisce di aver già depositato la propria relazione tecnica, con l’avvio dei lavori previsto tra settembre e ottobre, mostrandosi fiduciosa sull’esito: «Se solo viene accettata dal giudice, la vinciamo».

La dr.ssa Rosalia (Rosanna) Chifari Negri è una neurologa e ricercatrice italiana, nota sia per la sua attività scientifica nel campo delle neuroscienze, sia per la sua partecipazione al dibattito pubblico su temi sanitari e sociali.

Svolge la libera professione a Milano e ricopre diversi ruoli di rilievo scientifico: 

  • IppocrateOrg: è Membro e Direttore Scientifico, oltre che docente per la scuola dell’associazione.
  • WABT (World Academy of BioMedical Sciences and Technologies): è accademica e membro effettivo a Parigi.
  • Università degli Studi di Milano-Bicocca: collabora come membro esterno presso il B-ASC (Bicocca Applied Statistics Center).

La sua attività spazia dalla neurologia clinica tradizionale allo studio di terapie di supporto per patologie neurodegenerative e Alzheimer.

Durante l’emergenza pandemica ha analizzato l’impatto psicologico e neurologico dei lockdown, focalizzandosi sui disturbi del sonno, ansia e alterazioni dell’umore, e sostenendo la necessità di preservare l’equilibrio psicofisico della popolazione. 

La dott.ssa Rosanna Chifari Negri si è distinta come una delle voci mediche più critiche nei confronti della gestione istituzionale della pandemia. Ha contestato duramente i protocolli ufficiali (come la “vigile attesa”), l’introduzione del green pass sanitario e l’approccio alla campagna vaccinale massiva.

Durante il maggio del 2023, la dott.ssa Chifari ha partecipato come speaker ufficiale dell’International Covid Summit III alle sessioni ospitate presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. Durante la conferenza ha focalizzato la sua relazione sulle reazioni avverse di natura neurologica, presentando dati clinici e chiedendo maggiore prudenza e approfondimenti scientifici sui vaccini a mRNA.

Il suo legame con la ricerca internazionale e statunitense risale già a prima della pandemia; nel 2003 è stata infatti insignita di un premio scientifico dall’American Epilepsy Society (AES) per i suoi studi di farmacologia sull’epilessia.

In qualità di Direttore Scientifico di IppocrateOrg e membro della World Academy of BioMedical Sciences and Technologies (WABT) di Parigi, ha preso parte a convegni globali per promuovere le terapie precoci domiciliari e lo studio delle sindromi da Long Covid e da danno neurologico post-vaccino.

 

 

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