In seguito al decreto di Papa Francesco che limita la celebrazione della tradizionale messa in latino, un sacerdote cattolico in Costa Rica è stato sospeso per disobbedienza dopo aver continuato a celebrare la messa in latino.

Inés San Martín ne parla nel suo articolo pubblicato su Crux Now. Ve lo presento nella mia traduzione.

Messa Tridentina
Messa Tridentina

 

In seguito al decreto di Papa Francesco che limita la celebrazione della tradizionale messa in latino, un sacerdote cattolico in Costa Rica è stato sospeso per disobbedienza dopo aver continuato a celebrare la messa in latino.

Padre Sixto Varela, della diocesi di Alajuela, dovrebbe ora recarsi in Messico per ricevere una direzione spirituale. Inoltre, è stato costretto a dimettersi dal suo incarico di parroco della parrocchia di San Giuseppe.

La decisione del vescovo Bartolomé Buigues segue la decisione di Varela di dire la messa in latino dopo che la Conferenza episcopale del Costa Rica l’ha vietata in seguito al motu proprio Traditionis Custodes di Papa Francesco del 16 luglio 2021, che limita la celebrazione della liturgia nella forma straordinaria.

“Noi sacerdoti, quando falliamo in qualcosa nel nostro ufficio, possiamo essere sanzionati con un rimprovero, in questo caso padre Sixto ne ha accumulati tre, uno per aver fatto commenti contro la Conferenza episcopale, un altro per aver parlato contro il governo e il terzo per aver disobbedito a un decreto in cui si proibiva di celebrare messe in latino”, ha detto Luis Hernández, portavoce della diocesi di Alajuela.

In un’occasione Varela ha chiamato il presidente della Repubblica, Carlos Alvarado e sua moglie, Claudia Dobles, “atei travestiti” dopo che avevano partecipato a una funzione religiosa, e si è riferito ad Alvarado come “Erode” dopo che aveva legalizzato l’aborto terapeutico.

Il prelato aveva anche criticato la conferenza episcopale perché, a suo parere, non aveva tenuto testa al presidente.

“Si spera che le misure adottate raggiungano l’obiettivo di ripristinare la comunione ecclesiale e il raggiungimento del bene del sacerdote menzionato, per il quale esortiamo tutti a unirsi in fervente preghiera”, ha continuato Hernandez.

Tuttavia, Varela dice di aver rispettato il decreto della conferenza episcopale, che ha solo vietato l’uso del Messale Romano edito da San Giovanni XXIII nel 1962, che viene utilizzato per la Messa tradizionale in latino.

Il sacerdote ha detto di aver usato il Messale del 1970 – la forma ordinaria usata per la maggior parte delle Messe – ma in latino, e rivolto a Est (ad orientem, ndr).

Riferendosi alla sua sospensione, Varela ha detto che “naturalmente ha a che fare con la questione della Messa tridentina. Non ho più celebrato questa messa, ma ho continuato a celebrare in latino, per accompagnare questo gruppo. Ma anche questo non piaceva a monsignor [Buigues] e l’ha visto come l’ultima goccia”.

Il sacerdote ha anche detto che dietro la decisione del vescovo c’è anche una mancanza di “dialogo e comprensione”.

“Sua eccellenza [Buigues] ritiene che ci siano state ripetute manifestazioni di disobbedienza da parte mia, forse in alcuni casi potrebbe avere ragione, non perché sia stato un atto di disobbedienza in quanto tale, ma perché forse è mancato un po’ più di dialogo e comprensione da una parte e dall’altra, ma bene, la questione è risolta”, ha aggiunto.

Secondo il blog tradizionalista Rorate Caeli, la prima volta che Varela ha detto messa nella Forma Straordinaria è stato il 13 dicembre 2019, e da allora in poi e nonostante la pandemia di COVID-19, “avere un prete diocesano nel paese per celebrare la messa tradizionale in piena comunione, ha fatto crescere l’apostolato più forte che mai. Si è passati dalla celebrazione di poche messe al mese, ad avere 3 messe alla settimana, con una presenza di circa 250 fedeli. Si celebravano battesimi, matrimoni, messe di requiem, e si ravvivavano le usanze tradizionali e sacramentali”.

L’Associazione Summorum Pontificum Costa Rica – che prende il nome dal motu proprio di Papa Benedetto XVI, che aveva liberalizzato l’uso della Forma Tridentina – insieme a Varela, si era rivolta al loro vescovo dopo la pubblicazione della Traditionis Custodes affinché si continuasse a celebrare la Messa in questa forma, tenendo conto che non negano la validità della riforma liturgica o del Concilio Vaticano II.

Tuttavia, la conferenza episcopale del Costa Rica aveva rilasciato una dichiarazione dicendo che non ci sono gruppi nel paese che aderiscono alla vecchia tradizione liturgica, e quindi, questa Messa non poteva più essere celebrata nel paese.

Incoraggiato dai fedeli che era stato incaricato di accompagnare, Varela accettò di celebrare per loro la Messa in latino, ma seguendo l’attuale Messale Romano, pubblicato dalla casa editrice vaticana.

La diocesi di Alajuela ha poi rilasciato un comunicato in cui si afferma che l’unica versione del Messale ammessa nella diocesi è quella edita in spagnolo dalla Conferenza episcopale messicana.

“So che si può seguire un processo canonico, che potrei appellarmi, che potrei fare un sacco di cose, ma non ho intenzione di fare nulla di tutto ciò”, ha detto Varela. “Amo la Chiesa e mi sottometto in questo momento all’obbedienza del mio vescovo. Starò a casa dei miei genitori, andrò in Messico per tre mesi in un istituto che [il vescovo] ha organizzato per me per essere accompagnato spiritualmente, psicologicamente e medicalmente. Approfitterò anche di questo spazio di riflessione e meditazione”.

“Ho sempre criticato il fatto che a volte succedono cose nella Chiesa e i primi a nascondersi sono i sacerdoti. Voglio dirlo chiaramente: non c’è più nessun reato tipizzato nel Codice di Diritto Canonico che mi dia una sanzione di questa portata, ma non importa, lo accetto e ho pace. Torno a casa dei miei genitori con tranquillità”, ha detto.

 

 




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