Il vescovo locale e il superiore regionale di un sacerdote che la settimana scorsa ha tentato di concelebrare l’Eucaristia con un ministro protestante hanno rimosso il sacerdote da parroco della sua parrocchia.

Ce ne parla un articolo dello staff del Catholic News Agency che vi presento nella mia traduzione.

 

Padre Jose Carlos Pedrini concelebra con ministro protestante
Padre Jose Carlos Pedrini concelebra con ministro protestante

 

Padre Jose Carlos Pedrini, membro dei Missionari di San Carlo Borromeo, è stato rimosso da parroco della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Jundiai.

“Siamo sinceramente dispiaciuti per l’evento che giustamente ha creato grande confusione e divisione tra i fedeli”, ha scritto il vescovo Vicente Costa di Jundiaí il 20 febbraio. Il vescovo ha aggiunto che tale partecipazione attiva alla Messa da parte di un ministro non cattolico “non è consentita dalle norme della nostra Chiesa”.

È una verità della rivelazione che il potere di consacrazione dell’Eucaristia risiede solo in un sacerdote validamente consacrato.

Padre Pedrini ha tentato di celebrare l’Eucaristia insieme a Francisco Leite, un ministro della Chiesa Presbiteriana Unita del Brasile, una comunità ecclesiale, il 17 febbraio, Mercoledì delle Ceneri.

Un video della messa mostra Leite che legge una sezione della preghiera eucaristica e riceve la comunione.

Il vescovo Costa ha detto che l’ampia diffusione del video sui social media ha causato “reazioni diverse e completamente opposte” e ha “ulteriormente accentuato la ferita inflitta all’unità ecclesiale che si trova proprio nella Santa Eucaristia, la sua fonte e il fondamento ultimo della sua unità nella stessa fede, speranza e carità”.

“Noi crediamo che (P. Pedrini), noto per la sua dedizione e generosità, specialmente verso i poveri e i migranti, non abbia agito in malafede”, ha aggiunto.

Il vescovo Costa ha sottolineato che una “comprensione inadeguata delle iniziative legate al sempre lodevole dialogo ecumenico può forse essere alla base delle sue azioni”.

“È importante sottolineare, quindi, che la sua azione non sembra derivare dalla coscienza espressa di voler disobbedire alle norme della Chiesa cattolica o di offendere la santità della Santa Eucaristia”, ha notato.

Il vescovo Costa ha detto che la diocesi continuerà a credere fermamente nel “sano e autentico dialogo ecumenico con le altre comunità cristiane, così come auspicato dal Concilio Vaticano II e dai pronunciamenti dei recenti papi”.

Il mercoledì delle ceneri ha segnato l’apertura della Campagna di Fraternità, una raccolta di fondi cattolici in Brasile. Quest’anno si svolge in collaborazione con le comunità ecclesiali principali, come ogni quinto anno. (Questa iniziativa ha creato quest’anno forti polemiche per via della ideologia gender, leggere qui e qui)

Il vescovo Costa ha aggiunto: “Rinnoviamo i nostri sentimenti di stima fraterna per la Chiesa Presbiteriana Unita del Brasile, che, nella persona di uno dei suoi pastori, anche se non voleva, è stata coinvolta in una situazione così delicata per noi”.

Il vescovo ha detto che il caso è stato inviato alla Congregazione per la Dottrina della Fede, “perché ci dicano come procedere”.

Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che “Il ministro che può conferire il sacramento dell’Eucaristia nella persona di Cristo è solo un sacerdote validamente ordinato”, e che ai sacerdoti “è proibito concelebrare l’Eucaristia con sacerdoti o ministri di Chiese o comunità ecclesiali che non hanno piena comunione con la Chiesa Cattolica”.

Tra i casi riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede c’è la concelebrazione del sacrificio eucaristico “con ministri di comunità ecclesiali che non hanno la successione apostolica e non riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale”.

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