Giovedì scorso il Vaticano ha pubblicato un rapporto finanziario sulla Santa Sede del 2019, citando le richieste di maggiore trasparenza su come la Curia romana ha utilizzato il denaro a sua disposizione.

Ma con la colletta in tutta la Chiesa per la carità del Papa che si svolge questa domenica (ieri, ndr), il rapporto lascia aperte le domande su come il Vaticano ha amministrato i milioni di dollari di donazioni fatte all’Obolo di San Pietro negli ultimi anni.

Ne parla Hannah Brockhaus nel suo articolo pubblicato su Catholic News Agency, che vi presento nella mia traduzione.

 

 

Giovedì scorso il Vaticano ha pubblicato un rapporto finanziario sulla Santa Sede del 2019, citando le richieste di maggiore trasparenza su come la Curia romana ha utilizzato il denaro a sua disposizione.

Ma con la colletta in tutta la Chiesa per la carità del Papa che si svolge questa domenica (ieri, ndr), il rapporto lascia aperte le domande su come il Vaticano ha amministrato i milioni di dollari di donazioni fatte all’Obolo di San Pietro negli ultimi anni.

“Chi chiede trasparenza ha ragione”, ha detto padre Juan A. Guerrero, S.J., il capo [del Segretariato] dell’economia vaticana, in un’intervista che accompagna la pubblicazione del bilancio 2019. 

“I fedeli hanno il diritto di sapere come usiamo le risorse della Santa Sede”. Non siamo proprietari, siamo custodi dei beni che abbiamo ricevuto”, ha detto Guerrero. 

Ha aggiunto che questo è il motivo per cui la Santa Sede ha presentato il bilancio 2019: “Per spiegare ai fedeli… quali sono le risorse della Curia romana, da dove vengono e come vengono utilizzate”.

Ma alcune delle risorse gestite dalla Curia romana nel 2019 non sono state incluse nel rapporto – cioè quelle dell’Obolo di San Pietro, la raccolta annuale per finanziare le opere caritatevoli del papa e altre priorità, che ha fornito alla Santa Sede 66 milioni di euro (circa 78 milioni di dollari) nel 2019, ha detto Guerrero.

Insieme ad altri enti vaticani che collaborano finanziariamente con la Santa Sede, l’Obolo di San Pietro non è stato incluso nel rapporto del Segretariato per l’Economia – se non per mostrare la proporzione che ha contribuito al patrimonio netto complessivo del Vaticano. 

Il rendiconto di 12 pagine del Segretariato per l’Economia elencava le entrate e le uscite dei 60 dipartimenti che costituiscono la Curia romana, l’istituzione amministrativa della Chiesa cattolica.

La raccolta dell’Obolo di San Pietro, che tradizionalmente si svolge nelle chiese il 29 giugno, è stata spostata quest’anno al 4 ottobre, festa di San Francesco, a causa della “situazione di emergenza sanitaria”.

“L’aiuto dei fedeli al[l’Obolo di San Pietro] è un modo concreto di collaborare alla missione del Santo Padre per il bene di tutta la Chiesa”, ha detto Guerrero.

Ha spiegato che le donazioni alla Chiesa da parte dei cattolici, comprese quelle fatte all’Obolo di San Pietro, contribuiscono per il 35% alle spese della Santa Sede, che sostiene le chiese locali e i territori missionari, oltre a fornire aiuti alle chiese dei Paesi con gravi necessità, come la ripresa dalle calamità naturali. 

Ma negli ultimi anni sono sorti interrogativi su come i fondi dell’Obolo di San Pietro siano stati utilizzati dalla Segreteria di Stato, in particolare dal cardinale Angelo Becciu, che si è drammaticamente dimesso la scorsa settimana tra le accuse di “appropriazione indebita” di fondi vaticani per effettuare investimenti discutibili e aiutare le imprese di proprietà dei familiari.

Il bilancio della Santa Sede è stato pubblicato una settimana dopo la richiesta da parte di  Papa Francesco al card Becciu di dimettersi dalla Curia romana e di rinunciare ai “diritti” dei cardinali. Le sue dimissioni sono seguite a più di un anno di articoli da parte della CNA e di altre testate giornalistiche sul suo utilizzo dei fondi mentre era sostituto alla Segreteria di Stato dal 2011 al 2018, anche riguardo il controverso acquisto dell’edificio londinese al n.60 di Sloane Avenue. 

Becciu ha difeso l’uso dei fondi di beneficenza per l’investimento dello scorso anno. Nel 2019 ha detto all’ANSA che c’era una differenza tra i fondi vaticani destinati al beneficio dei poveri e i proventi della raccolta annuale dell’Obolo di San Pietro.

“L’Obolo di San Pietro non è solo per l’elemosina del papa, ma anche per il finanziamento del suo ministero pastorale”, ha detto Becciu, suggerendo che i due investimenti del Segretariato nel complesso residenziale di lusso di Londra sono stati un uso appropriato dei fondi donati.

Più recentemente, un articolo apparso sui media italiani ha affermato che da documenti risulta che Becciu ha consegnato milioni di euro di fondi d’investimento della Segreteria di Stato e dell’Obolo di San Pietro a Enrico Crasso, il gestore del Centurion Global Fund, un fondo d’investimento utilizzato dalla Segreteria di Stato, con collegamenti a due banche svizzere indagate o implicate in scandali di corruzione e riciclaggio di denaro.

Il rapporto de L’Espresso sostiene inoltre che Becciu ha utilizzato i soldi dell’Obolo di San Pietro per finanziare progetti posseduti e gestiti da tre dei suoi fratelli.

La famiglia Becciu ha dichiarato il 25 settembre, in una dichiarazione del loro avvocato, che le notizie di stampa erano “infondate e maliziosamente false, in particolare per i riferimenti fantasiosi e non dimostrabili alle presunte donazioni dell’Obolo di San Pietro”.

In una conferenza stampa dello stesso giorno, lo stesso Becciu ha negato che il denaro dell’Obolo di San Pietro sia stato usato per acquistare la proprietà al n. 60 di Sloane Avenue a Londra.

Nell’intervista di giovedì, Guerrero ha detto: “I fedeli vogliono contribuire alla missione della Chiesa, ma è essenziale una politica di trasparenza esterna e di comunicazione in grado di trasmettere esattamente come usiamo il denaro che riceviamo e gestiamo”. 

La chiarezza sulle discrepanze nell’uso dell’Obolo di San Pietro sarebbe un passo significativo verso la trasparenza che il Vaticano dice di voler offrire, e aiuterebbe la missione della Chiesa ad essere meglio servita dalla Curia romana e dai cattolici che la sostengono.

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