Il 1° gennaio è molto più di un semplice Capodanno. Il Capodanno è il giorno ottavo di Natale in cui la Chiesa universale celebra la solennità della Santa Madre di Dio.  La celebrazione è stata aggiunta nel 1969 durante la riforma del calendario liturgico.

Un articolo di Joseph Pronechen, nella mia traduzione.

 

Urijk Frameless Pittura A Olio Vergine Maria Gesù

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“Prega per noi, o Santa Madre di Dio. Perché diventiamo degni delle promesse di Cristo”

 

Il 1° gennaio è molto più di un semplice Capodanno. Il Capodanno è il giorno ottavo di Natale in cui la Chiesa universale celebra la solennità della Santa Madre di Dio.  La celebrazione è stata aggiunta nel 1969 durante la riforma del calendario liturgico.

Questa data del 1° gennaio, che pone la festa di Maria Madre di Dio in relazione al mistero del Natale, è ben scelta e corrisponde alla tradizione più antica”, osserva il Mariologo padre Manfred Hauke.

Come spiega il Direttorio della Pietà Popolare della Santa Sede: “La maternità divina e verginale della Beata Vergine Maria è un singolare evento salvifico: per la Madonna è stata l’anticipo e la causa della sua straordinaria gloria; per noi è fonte di grazia e salvezza perché ‘per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’Autore della vita’”.

Infatti, ogni volta che preghiamo l’Ave Maria, proclamiamo Maria come Madre di Dio: “Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori ora e nell’ora della nostra morte. Amen”.

Ogni volta che usiamo questo meraviglioso titolo mentre preghiamo l’Ave Maria, cantiamo in coro con il terzo Concilio ecumenico di Efeso che si è riunito nel 431 per stabilire una volta per tutte e dichiarare che Maria è veramente “Madre di Dio”. Fu il primo dogma mariano.

Così diceva il mariologo, professore e autore Mark Miravalle: “La prima e più importante verità rivelata su Maria da cui scaturiscono tutti i suoi altri ruoli e tutti gli altri onori è che lei è la Madre di Dio. Questo dogma proclama che la Vergine Maria è vera Madre di Gesù Cristo che è Dio Figlio fatto uomo”.

Lo attesta la Scrittura. La Scrittura ci dice esplicitamente nelle parole dell’Angelo Gabriele a Maria all’Annunciazione. E così anche con le parole di Elisabetta all’Annunciazione, come ci ricorda il Catechismo, aggiungendo: “Per questo la Chiesa confessa che Maria è veramente ‘Madre di Dio’ (Theotokos)”. Più tardi, Paolo in Galati (4,4) proclama: “Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da una donna….”.

Perché il dogma

Non sarebbe stato necessario proclamare questo dogma in quel terzo concilio ecumenico del 431 se non fosse stato per un attacco del cattivo Nestorio. Non chiamava Maria “Madre di Dio” – “non per un errore mariologico, ma per un errore cristologico (errore che riguarda la vera dottrina di Gesù)”, spiega Miravalle. Nestorio divise Gesù in due persone separate, una umana e una divina.

Quando ad Efeso i padri della Chiesa definirono questo dogma dichiarando la Beata Vergine Maria come Madre di Dio o Theotokos (letteralmente “portatrice di Dio”), essi proteggevano la verità che Gesù è “una sola persona divina con due nature, una natura divina e una natura umana, e che le due nature sono inseparabilmente unite nell’unica e sola persona divina di Gesù. Vediamo allora ad Efeso un caso emblematico della verità che l’autentica dottrina mariana proteggerà e difenderà sempre l’autentica dottrina su Gesù Cristo”.

Il Concilio si è spinto fino a pronunciare e affermare: “Se qualcuno non confessa che l’Emmanuele (Cristo) in verità è Dio e che per questo motivo la Santa Vergine è la Madre di Dio (Theotokos) in quanto ha dato vita al Verbo di Dio fatto carne….. sia anatema”.

Non molto tempo dopo, il Padre e Dottore della Chiesa San Gregorio Nazianzeno non si fece scrupoli, dicendo:  “Se qualcuno non crede che Maria è la Madre di Dio, è separato dalla Divinità. Se qualcuno dovesse affermare che Egli è passato attraverso la Vergine come attraverso un canale, e che non si è formato in lei allo stesso tempo  divinamente e umanamente (divinamente, perché senza l’intervento di un uomo; umanamente, perché secondo le leggi della gestazione), egli è simile ad uno che è senza Dio”.

Santi e Venerabili hanno la loro parola

Un santo – San Giovanni Paolo II nella sua enciclica Redemptoris Mater (Sulla Beata Vergine Maria nella vita della Chiesa dei Pellegrini) – ci ricorda un altro santo e dottore della Chiesa, Giovanni Crisostomo. Nella preghiera eucaristica di San Giovanni Crisostomo, subito dopo l’epiclesi, la comunità canta in onore della Madre di Dio: “E’ veramente giusto proclamarti beata, o Madre di Dio, che sei benedetta, tutta pura e Madre del nostro Dio. Noi ti magnifichiamo, che sei più onorata dei Cherubini e incomparabilmente più gloriosa dei Serafini.  Tu che, senza perdere la verginità, hai dato alla luce la Parola di Dio. Tu che sei veramente la Madre di Dio”.

Nella stessa enciclica, Giovanni Paolo II osservava che “il dogma della maternità divina di Maria era per il Concilio di Efeso ed è per la Chiesa come un sigillo sul dogma dell’Incarnazione, in cui il Verbo assume veramente la natura umana nell’unità della sua persona, senza cancellare quella natura”.

(…)

Come il Catechismo (509) proclama succintamente nelle proverbiali poche parole: “Maria è veramente ‘Madre di Dio’ perché è la madre dell’eterno Figlio di Dio fatto uomo, che è Dio stesso”.

Madre di Dio e Madre di noi

Non dobbiamo dimenticare che Maria è sia Madre di Dio che nostra madre. Gesù l’ha donata a noi, e noi a lei, dalla croce. L’Arcivescovo Fulton Sheen ha avuto un modo meraviglioso di spiegarlo in Primo amore del mondo: Maria, Madre di Dio:

Se Maria fosse solo la Madre di un altro uomo, allora non potrebbe essere anche la nostra madre, perché i legami della carne sono troppo esclusivi. La carne permette solo una madre….Ma lo Spirito ci permette un’altra madre. Poiché Maria è la Madre di Dio, allora può essere la Madre di tutti coloro che Cristo ha redento.

Ecco solo un piccolo assaggio del sontuoso banchetto di consigli che i santi ci hanno dato nei secoli sul nostro rapporto con Maria Madre di Dio.

Non abbiate mai paura di amare troppo la Vergine Santissima. Non si può mai amarla più di Gesù”, ci dice, tra gli altri, san Massimiliano Kolbe.

Non immaginiamo di oscurare la gloria del Figlio con la grande lode che elargiamo alla Madre; perché più è onorata, maggiore è la gloria di suo Figlio. Non c’è dubbio che tutto ciò che diciamo in lode alla Madre dà eguale lode al Figlio“, consiglia il Dottore della Chiesa San Bernardo di Chiaravalle.

Ma non trascurate Maria in questo titolo o in altri titoli, come molti santi hanno ammonito, tra cui il Dottore della Chiesa San Bonaventura, che ha detto: “Chi trascura il servizio della Vergine Santissima morirà nei suoi peccati….. Colui che non ti invoca, o Signora, non arriverà mai in Cielo…. Non solo coloro dai quali Maria volge il suo volto non saranno salvati, ma non ci sarà speranza della loro salvezza…. Nessuno può essere salvato senza la protezione di Maria”.

Ma abbiate coraggio, perché la Madre di Dio è sempre in ascolto e pronta ad aiutarci. Come consiglia il Dottore della Chiesa San Roberto Bellarmino: “Sembra incredibile che un uomo perisca in favore del quale Cristo ha detto a sua madre: ‘Ecco il tuo figlio’, posto che non abbia ascoltato le parole che Cristo gli ha rivolto: ‘Ecco tua madre’”.

E secoli prima, il Padre e Dottore della Chiesa S. Ilario di Poitiers aveva questa saggia linea guida: “Non importa quanto uno sia stato peccatore, se ha devozione a Maria, è impossibile che si perda”.

Quindi ricordate ciò che preghiamo sia nell’Angelus che nel Salve Regina: “Prega per noi, o Santa Madre di Dio. Perché diventiamo degni delle promesse di Cristo”.

 

Fonte: National Catholic Register

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