• sabato , 21 luglio 2018

POTREBBE SEMBRARE UN “PESCE D’APRILE”, MA (TRISTEMENTE) NON LO E’

Molto puntuto questo editoriale di Jeffrey Mirus, che vi riporto nella quasi totalità.

Eccolo nella mia traduzione.

foto: pesce d'aprile

foto: pesce d’aprile

La storia che abbiamo tratto da OnePeterFive (e che noi abbiamo ripreso qui, ndr) sulle nuove “linee guida” tedesche per l’intercomunione si legge come una parodia. Francamente, mi chiedo se lo sia.

Se cliccate sulla nostra sintesi della storia su cui si basa, vedrete quello che sembra essere uno sforzo molto equivoco da parte dei vescovi tedeschi per attuare la loro politica sull’ammissione dei coniugi protestanti alla Comunione, nonostante il fatto che papa Francesco ha detto loro di non farlo. Secondo un precedente rapporto (sostanziato da una lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede), papa Francesco non voleva che i vescovi tedeschi portassero avanti la loro politica perché toccava gravi questioni di dottrina, diritto e prassi che si applicavano alla Chiesa universale.

Un mese dopo, però, troviamo la relazione su OnePeterFive che afferma quanto segue:

  • I vescovi tedeschi hanno deciso di pubblicare le loro idee sull’intercomunione con i protestanti come “linee guida” per i singoli vescovi, poiché il Papa non ha voluto che la Conferenza episcopale tedesca agisse ufficialmente in materia.
  • Ma anche come linee guida, la dispensa fornita ai vescovi locali non è designata come proveniente dalla Conferenza o da qualsiasi individuo o organismo.
  • La teoria alla base della decisione di emanare le linee guida è che la preoccupazione del Papa era di riconoscere adeguatamente ogni vescovo locale, e non la Conferenza, come l’autorità canonica in ogni diocesi (dopo tutto, le conferenze episcopali sono supporti, non parte della sacra costituzione della Chiesa).
  • Le linee guida dovrebbero applicarsi solo in casi eccezionali, dove c’è un intenso desiderio per l’Eucaristia, che richiede un discernimento speciale.
  • E sorprendentemente, il vescovo di Magdeburgo Gerhard Feige ha giustificato le linee guida citando una dichiarazione privata del Santo Padre (“Generalmente, non posso cambiare nulla, ma parlare con il Signore e andare avanti (si riferisce alla risposta data dal Papa ad una donna durante la sua visita alla chiesa luterana Roma, ndr)) e concludendo: “Con la nostra dispensa abbiamo preso il Papa solo per le sue parole“.

Ora, davvero, non suona questa come la storia del pesce d’aprile, una storia tirata fuori dal nulla come uno scherzo pratico?

Se dobbiamo assumere che questa storia è in realtà uno scherzo, allora dobbiamo ammettere che è molto buona, appena credibile perché la leadership della Chiesa tedesca è scesa così in basso nella sua disperazione di mantenere i numeri (per i benefici fiscali?) e di conciliare atteggiamenti secolari.

Ma se la storia è esatta, l’assurdità di questa azione da parte dei vescovi tedeschi quasi mendica credenza. Ad esempio:

  • L’azione è una violazione abbastanza evidente, su basi chiaramente pretestuose, dell’ovvio intento della comunicazione ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede al Vaticano su questo argomento.
  • Il silenziamento del ruolo della Conferenza (o di qualsiasi autorità ecclesiastica) suggerisce fortemente sia la volontà deliberata di ingannare, sia la speranza che l’intercomunione diventi, in qualche modo, una norma diocesana diffusa, indipendentemente dalla Chiesa universale.
  • Insieme all’enfasi posta sul carattere “eccezionale” dell’intercomunione, le linee guida sembrano basarsi sul ben noto principio che ciò che è consentito ad alcuni diventerà rapidamente la norma.
  • I legami con Amoris Laetitia e con i sentimenti privati del Santo Padre suggeriscono un tentativo di avviare (o continuare) un modello di governo in cui gli uomini di Chiesa si sentano liberi di violare la dottrina cattolica e il diritto canonico fintanto che non rivendicano l’autorità di cambiarle entrambe.

In altre parole, tutta questa farsa si basa su una concezione assurda e contraddittoria del governo della Chiesa. Si basa anche su un’assurdità psicologica e persino teologica. Perché una persona mentalmente sana, che comprende la natura dell’Eucaristia cattolica e desidera riceverla intensamente per i giusti motivi, si rifiuta di professare la propria fede e di entrare nella Chiesa?

Permettetemi di concludere affermando un altro punto ovvio. Prendere un papa per la sua  personale parola non è mai stata una solida base per lo sconvolgimento della dottrina cattolica, della legge cattolica, o anche la pratica cattolica tradizionale. (…)

Da: Catholic Culture

 

Nota: Jeffrey Mirus ha conseguito un dottorato di ricerca in storia intellettuale presso l’Università di Princeton. Co-fondatore del Christendom College. È anche il fondatore di Trinity Communications e CatholicCulture.org.

 

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One Comment

  1. Luigi
    30 giugno 2018 at 23:26 Rispondi

    Mi fa piacere che non siamo in pochi a pensare che questa è una terribile pagliacciata che fa solo piangere.