Viandanti verso Emmaus

 

di Giuliana Ruggieri

 

“…l’uomo può venire meno per debolezza e preconcetto mondano, come Giuda e Pietro….

Pure l’esperienza personale dell’infedeltà che sempre insorge, rivelando l’imperfezione di ogni gesto umano, urge la continua memoria di Cristo.”

 

(Testimonianza di don Luigi Giussani durante incontro Giovanni Paolo II, San Pietro 30 maggio 1998).

 

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AH, GIUDA ISCARIOTA!

 

“Se questi taceranno, grideranno le pietre”.(Lc 19,40)”

“……..Il mistero di Giuda, il mistero del tradimento è un veleno subdolo. Il diavolo cerca di farci dubitare della Chiesa. Vuole che la guardiamo come un’organizzazione umana in crisi. Ma essa è molto più di questo: è il prolungamento di Cristo….

Non dobbiamo aver paura di affermare che la Chiesa ha bisogno di una profonda riforma e che questa passa dalla nostra conversione.

L’unità della Chiesa ha la propria  sorgente nel cuore di Gesù Cristo….Il suo cuore, che è stato squarciato dalla lancia perché potessimo trovarvi rifugio, sarà la nostra  casa. …

Il mistero di Pietro è un mistero di fede.

Gesù ha voluto affidare la sua Chiesa ad un uomo. Perché potessimo ricordarci meglio, ha lasciato che questo uomo lo tradisse per tre volte davanti a tutti prima di consegnarli le chiavi della Chiesa….

Non dobbiamo avere paura! Ascoltiamo Gesù. Già dalle prime ore si tesse la trama della Chiesa: il filo d’oro delle decisioni infallibili dei pontefici, successori di Pietro; il filo nero delle azioni umane e imperfette dei papi, successori di Simone. In questo groviglio incomprensibile di fili possiamo intravedere il piccolo ago guidato dalla mano invisibile di Dio, intento a ricamare nella trama l’unico nome nel quale possiamo trovare salvezza, il nome di Cristo….

….come un tempo a San Francesco ‘Va e ripara la mia Chiesa’. Va, riparala con la tua fede, con la tua speranza e con la tua carità. Va’, e riparala con la tua preghiera e la tua fedeltà. Grazie a te la mia Chiesa  tornerà ad essere la mia casa”.

 

(dal libro: “Si fa sera e il giorno ormai volge al declino”, Card. Robert Sarah, Ed.Cantagalli, 2019).

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Ricevo da un sacerdote mio amico:

“Possiamo salvare il mondo solo pregando, lavorando, implorando Dio per la nostra conversione e il perdono dei nostri peccati! Il resto lo sta facendo Lui per strade che non conosciamo, le sue vie non sono le nostre vie! Mi trovo molto a disagio sia con gli alti prelati che remano per una chiesa progressista e portano in spalla idoli pagani, sia con quei laici irruenti che, senza alcun dolore per le proprie miserie, bacchettano senza pietà le gerarchie, incrollabili nel credere che se ci fossero loro al comando tutto questo non succederebbe, con lo stesso tono arrogante con cui si parla di politica e di calcio.

Il mio cuore è lacerato perché Dio non è amato come merita, perché io non riesco ad amarlo come merita, non perché è un dovere, ma perché Dio è un abisso di bellezza e tenerezza insondabile che per me ha abbracciato tutto il male attraverso la croce, sacrificio che si ripresenta vivo e operante in ogni Eucarestia. 

Ma ormai queste cose sono discorsi vuoti. Siamo pieni di noi stessi e abbiamo scambiato Dio per i nostri pensieri (anche giusti) su di lui.

Sì, siamo nelle tenebre ma nulla ci può strappare nel suo amore. L’Eucarestia che ancora ogni giorno possiamo ricevere attesta tutto questo, solo per chi lo ama.

Dio ti benedica!!”

 

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