di Sabino Paciolla

 

Come scrive Lifenews, «Joe Biden è forse alla pari con Bill Clinton e Barack Obama come uno dei presidenti più favorevoli all’aborto nella storia degli Stati Uniti.

A quanto pare, la programma radicale di Biden in materia di aborto è stata ritenuta soddisfacente da Planned Parenthood, dato che la più grande organizzazione abortista d’America ha conferito a Biden un premio durante un gala di lusso nel Delaware. Il settore dell’aborto ha ucciso un numero record di bambini con gli aborti lo scorso anno grazie all’aiuto di Biden sotto forma di finanziamenti pubblici e decreti presidenziali a favore dell’aborto.

Planned Parenthood ha onorato Biden giovedì con un premio al merito durante il gala di raccolta fondi dell’organizzazione abortista, dove Biden ha esortato la folla a non mollare la lotta sull’aborto dopo che la Corte Suprema ha annullato la sentenza Roe v. Wade.

Biden ha ricevuto il Sonia Schorr Sloan Service Award 2026 dall’industria dell’aborto e ha definito la Sloan una sua «cara amica e sostenitrice di lunga data». Sua moglie, l’attivista pro-aborto Jill Biden, ha consegnato il premio all’ex presidente».

Ricordiamo ai lettori di questo blog, che il Sonia Schorr Sloan Service Award viene presentato da Planned Parenthood of Delaware come un riconoscimento legato a servizio, advocacy e “fearless leadership”, cioè una leadership definita dall’organizzazione “senza paura” o determinata. Nel caso di Biden, l’annuncio del premio collegava il riconoscimento sia al suo rapporto pluridecennale con Sonia “Sonny” Sloan sia alla sua successiva attività a favore di quelle che Planned Parenthood definisce “reproductive rights” e accesso alla “salute riproduttiva”, eufemismi della parola aborto.

Sonia Schorr Sloan, detta “Sonny” Sloan (1928–2019), fu una figura molto importante per Planned Parenthood of Delaware, ma non va confusa con una dirigente nazionale di Planned Parenthood Federation of America.

Il suo rapporto con l’organizzazione fu molto stretto e duraturo: fu presidente del consiglio di amministrazione di Planned Parenthood of Delaware dal 1980 al 1984 e continuò poi a far parte del board; secondo una ricostruzione dell’Università del Delaware, tornò nel consiglio anche in età avanzata, occupandosi in particolare dello sviluppo e della raccolta fondi. Nel complesso Sonia Schorr Sloan ha raccolto oltre 100 milioni di dollari. 

Sonia “Sonny” Schorr Sloan ebbe un ruolo concreto e importante anche nella raccolta fondi per la prima campagna di Joe Biden al Senato nel 1972, e questo aiuta a capire perché il loro rapporto sia rimasto così stretto per quasi cinquant’anni.

La testimonianza più interessante è quella della stessa Sloan. Nel 2008 raccontò che aveva già lavorato alla campagna di Biden per il New Castle County Council nel 1970 e che successivamente trascorse circa nove mesi con lui nella Democratic Renewal Commission del Delaware. 

La relazione non si esaurì nel 1972. La documentazione della Delaware Women’s Hall of Fame afferma che Sloan fu attiva in tutte le campagne di Biden, dalla prima corsa al Senato fino alla campagna presidenziale del 2020. Quando Sloan morì nel 2019, Biden ricordò di averla avuta al proprio fianco «since the very beginning», fin da quando era un ventinovenne candidato al Senato. 

Questo rende molto più comprensibile la frase pronunciata da Biden il 24 settembre 2026, ricevendo proprio il Sonia Schorr Sloan Service Award di Planned Parenthood of Delaware: disse che probabilmente non sarebbe diventato né senatore né presidente “if it weren’t for Sonny Sloan” (“se non fosse stato per Sonny Sloan”). Non era quindi soltanto una formula cerimoniale: Sloan aveva effettivamente partecipato alla costruzione della sua carriera politica sin dall’inizio, aiutandolo già nel 1970 e soprattutto contribuendo nel 1972 a procurargli uno dei primi sostegni finanziari e politici significativi. 

Nel ricevere il premio,  Biden ha esordito dicendo:

“This is an incredible honor” (“Questo è un onore incredibile”)

e ha affermato che probabilmente non sarebbe diventato né senatore né presidente se non fosse stato per Sonny Sloan.

Quindi il primo significato che Biden ha attribuito al premio è stato personale prima ancora che politico.

Come riporta Breitbart, «In un discorso in gran parte confuso e sconclusionato, Biden ha attaccato la Corte Suprema per aver ribaltato il diritto costituzionale all’aborto, creato dalla sentenza Roe contro Wade del 1973, e ha affermato che Sloan è stata una delle prime persone a cui ha pensato quando la sentenza è stata pronunciata.

“Si sarebbe sentita devastata”, ha detto, provando anche “rabbia e stupore”. Ha poi aggiunto che «non aveva paura» e non si sarebbe “disperata nemmeno per un istante”. 

“In seguito alla sentenza Dobbs , da presidente, ho cercato di fare ciò che sapevo avrebbe fatto Sonny”, ha affermato. ”Abbiamo agito. Abbiamo firmato decreti esecutivi per proteggere l’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva, compresa l’assistenza medica d’urgenza”».

Biden ha concluso dicendo alla folla esultante di sostenitori dell’aborto che le donne detengono ancora un potere politico. 

«Non avete idea di quanto siano potenti le donne in questo Paese», disse. «Lo scoprirete presto».

Biden ha rappresentato in modo eclatante una contraddizione che ha attraversato il mondo cattolico statunitense: lo scandalo di un presidente cattolico che, sul piano politico, si è battuto perché fosse tutelato l’accesso legale all’aborto.

Anche se, nelle fasi precedenti della sua carriera politica, Biden aveva assunto sull’aborto posizioni sensibilmente più restrittive rispetto a quelle sostenute negli ultimi anni, resta il fatto che, soprattutto durante la presidenza, sia diventato un convinto sostenitore della tutela legale dell’accesso all’aborto. In passato aveva appoggiato, tra l’altro, le restrizioni al finanziamento federale previste dall’Hyde Amendment; nel 2019 cambiò posizione e, da presidente, dopo la sentenza Dobbs che aveva rovesciato Roe v. Wade, adottò provvedimenti volti a proteggere l’accesso ai servizi di salute riproduttiva, compreso l’aborto. 

Per una parte del mondo cattolico, la sua figura è così diventata emblematica di una profonda contraddizione. Da una parte, Biden veniva indicato come uno degli esponenti politici più impegnati nella difesa dei cosiddetti diritti riproduttivi, leggasi aborto; dall’altra, la sua posizione pubblica sull’aborto veniva giudicata in aperto contrasto con l’insegnamento della Chiesa cattolica. Il Catechismo, infatti, afferma che l’aborto diretto è «gravemente contrario alla legge morale» e che tale insegnamento «non è mutato» e «rimane invariabile».

Occorre ricordare, a questo proposito, il caso che fece scalpore e che abbiamo riportato su questo blog. Il 27 ottobre 2019, nella chiesa di St. Anthony a Florence, nella Carolina del Sud, il parroco padre Robert Morey negò la Comunione a Biden, allora candidato alla presidenza, motivando la decisione con il suo sostegno pubblico all’aborto legale. Il gesto era coerente con una direttiva ecclesiastica già vigente nella diocesi di Charleston, secondo la quale i politici cattolici che sostenevano pubblicamente legislazioni favorevoli all’aborto non dovevano essere ammessi alla Comunione. 

Intervistato pochi giorni dopo da Judy Woodruff per PBS NewsHour, Biden definì l’accaduto «una questione privata» e criticò il sacerdote per averne parlato con la stampa. Aggiunse poi: «Non è una posizione che abbia riscontrato altrove, nemmeno presso il Santo Padre, che mi dà la Comunione». Questa è la traduzione sostanzialmente letterale delle sue parole; il riferimento a papa Francesco fu quindi effettivamente fatto da Biden.

Due anni dopo, il rapporto tra Biden e Francesco tornò al centro dell’attenzione. Il 29 ottobre 2021, al termine di un lungo incontro privato in Vaticano, Biden dichiarò ai giornalisti che il Papa gli aveva detto di essere un «buon cattolico» (vedi anche qui) e che avrebbe dovuto continuare a ricevere la Comunione. Il Vaticano, come abitualmente avviene per le conversazioni private del Pontefice, non confermò il contenuto di quelle parole e il comunicato ufficiale non fece menzione della questione. 

Il giorno successivo Biden, insieme alla moglie Jill, partecipò alla Messa nella chiesa di San Patrizio di Roma, vicino all’ambasciata statunitense, e ricevette la Comunione. Non avvenne dunque in Vaticano, ma in una chiesa di Roma, nella diocesi di cui il Papa è vescovo. Non risulta documentato un consenso specifico di Francesco alla distribuzione della Comunione a Biden durante quella particolare Messa; è però documentato che, il giorno precedente, Biden aveva affermato che Francesco gli aveva detto di continuare a riceverla. 

È in questo quadro che assume un particolare significato, per chi legge la vicenda alla luce dell’insegnamento cattolico sull’aborto, il premio conferito a Biden da Planned Parenthood of Delaware. Il 24 settembre 2026 l’ex presidente ha infatti ricevuto il Sonia Schorr Sloan Service Award durante il gala annuale dell’organizzazione. 

Agli occhi dei suoi critici cattolici, anche questo episodio ripropone dunque quella contraddizione che ha accompagnato per anni la figura pubblica di Biden: l’identità cattolica da lui fortemente rivendicata e, al tempo stesso, il sostegno politico a una concezione dell’aborto incompatibile con l’insegnamento morale della Chiesa.

 

 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 






 

 

Facebook Comments