Quello che abbiamo sempre pensato ora viene alla luce del sole. Emerge un altro conflitto di interessi. Le Big Tech prendono soldi dalle Big Pharma per censurare i critici della narrativa vaccinale. Ne parla Natalie Winters, giornalista investigativa di National Pulse, su cui è stato pubblicato il suo articolo. Eccolo nella mia traduzione. 

 

Pfizer

 

Il gigante farmaceutico Pfizer Inc. sta sponsorizzando programmi di formazione giornalistica utilizzati da Facebook per addestrare i suoi partner al “fact-checking” e censurare articoli e post critici nei confronti del vaccino COVID-19.

L’International Center For Journalists (ICFJ) – a sua volta finanziato, tra gli altri, dalla Open Society Foundations (fondata da George Soros, ndr) – è partner di Meta, la società madre di Facebook, nella sua iniziativa “Journalism Project”. A sua volta, Facebook si affida ai giornalisti finanziati e formati dall’ICFJ per “combattere la disinformazione” sulla sua piattaforma attraverso la sua controversa operazione di fact-checking.

Insieme, Facebook e l’ICFJ hanno finanziato testate giornalistiche con sede in Africa, America Latina e Medio Oriente, con un’attenzione particolare al reportage di COVID-19.

Il partner di Facebook per il fact-checking ICFJ, tuttavia, riceve anche il sostegno finanziario di Pfizer: la borsa di studio Arthur F. Burns, annunciata di recente e intitolata all’ex presidente della Federal Reserve, annovera il gigante farmaceutico tra gli sponsor del programma.

“Il programma più longevo dell’ICFJ, l’Arthur F. Burns Fellowship, offre a giovani giornalisti di talento statunitensi, tedeschi e canadesi l’opportunità di vivere e lavorare nei rispettivi Paesi”, spiega una sintesi del programma. Il programma ha prodotto decine di ex allievi che “ora lavorano come corrispondenti esteri in 20 Paesi per noti organi di informazione, come il Washington Post, la Reuters, la CNN, ARD, Deutsche Welle e la Süddeutsche Zeitung”, secondo l’ICFJ.

 

 

Il rapporto finanziario con Pfizer risale almeno al 2008, quando il centro ha collaborato con l’azienda farmaceutica per un “workshop di formazione sulla copertura giornalistica delle questioni sanitarie” in tutta l’America Latina.

“L’obiettivo del workshop è generare una maggiore consapevolezza sull’importanza della copertura delle questioni sanitarie nella regione e ricordare come i media possano diventare attori principali quando si tratta di informare ed educare il pubblico sulle questioni sanitarie, che influenzano direttamente la salute e la qualità della vita”, spiega una sintesi.

Lo sponsor unico del workshop, che ha affrontato anche il tema delle “malattie cardiovascolari“, era Pfizer.

I legami finanziari scoperti tra Pfizer e l’operazione di fact-checking di Facebook fanno seguito ai conflitti di interesse che il gigante farmaceutico ha con altri organi di informazione, tra cui Reuters.

 

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