Sport ed eguaglianza tra i sessi. Come noto le competizioni sportive vedono gare separate tra uomini e donne. Oggi abbiamo visto più di un caso in cui questi confini sono stati superati dai cosiddetti atleti transgender.

Più unico che raro il caso di una donna-diventata-uomo che batte gli uomini nella boxe nella categoria “super-piuma”. Esiste anche il caso della donna-che-vuole-essere-uomo e che, pur prendendo il testosterone, vuole continuare a giocare con la squadra femminile.

La maggior parte dei fatti di cronaca sportiva su questo tema riguarda però atleti uomini che si sentono donne e che, suscitando molte polemiche, competono e vincono contro le donne in gare femminili.

Ci sono poi discipline sportive in cui le “donne” trans non riescono proprio ad emergere. Questo articolo pubblicato su Lifesitenews ci spiega quali e perché. Eccolo nella traduzione di Annarosa Rossetto.

Trans ballerina - Sophie Rebecca UK Instagram screenshot (via Lifesitenews)

Trans ballerina – Sophie Rebecca UK Instagram screenshot (via Lifesitenews)

 

Come mai non ci sono aggraziate ballerine transgender a dominare il mondo del balletto come succede con le “donne” trans che stracciano le donne vere negli sport agonistici?

Non se ne sente parlare perché non ce ne sono proprio.

E perché si sente parlare di “donne trans” – uomini che si presentano come femmine – che competono e vincono contro femmine vere nel ciclismo, nel pattinaggio su pista, nel rugby e nella boxe ma non nella ginnastica artistica o ritmica? Finora, non ci sono uomini convinti di essere femmine a competere con le donne sulle parallele, sulla trave di equilibrio, nei volteggi e negli esercizi al tappeto.

Avete notato che gli uomini che si identificano come donne competono solo negli sport in cui anche gli uomini da sempre competono? Perché?

Questo succede perché il DNA maschile permea ogni singola cellula del loro corpo, rendendoli totalmente incapaci di competere come donne vere.

Indipendentemente da quanto gli ormoni femminili li abbiano trasformati, o da quanto la chirurgia di “riassegnazione” li abbia mutilati, i loro corpi rimangono maschili, incapaci di competere negli sport che richiedono un corpo femminile – un vero corpo femminile, non una versione tipo dottor Frankenstein.

Gli uomini che fingono di essere donne non possono competere ed eccellere negli sport che appartengono esclusivamente alle donne, così, a quanto pare, non ci provano nemmeno. Farlo infrangerebbe la fragile illusione che gli uomini possano essere donne.

Come ha ammesso di recente un giovane che aspira a diventare una ballerina, “Sono stato davvero sorpreso di vedere che l’en pointe (il balletto sulle punte dei piedi) non era così facile e aggraziato come per le altre ragazze che lo facevano.”

Non c’è da meravigliarsi. Nonostante il body, il tutu e i pronomi preferiti, è un ragazzo.

Ed ecco un breve video di un Inglese che nel 2017 è stato il primo studente di balletto apertamente transgender a superare gli esami della Royal Academy of Dance. Con il suo m. 1,83 di altezza, sovrasta le giovani donne con cui si esercita e balla.

 

(si può notare “Sophie Rebecca”  come non riesca a stare sulle punte a differenza delle sue colleghe)

La sua insegnante, Lynne Reucroft-Croome, ha detto al Daily Mail del Regno Unito che non riusciva ad immaginare come le ballerine transgender potranno mai esibirsi professionalmente. “Le ballerine di danza classica sono un po’ come i cavalli da corsa. Hanno delle dimensioni, una conformazione, una lunghezza delle gambe e una flessibilità specifiche. ”

Esattamente. Nonostante il loro pontificare, le accuse e le dichiarazioni di discriminazione, gli uomini non possono essere considerati come donne.  L’acquiescenza al politicamente corretto e alla cosiddetta “giustizia sociale”, al posto delle realtà della natura e della scienza è uno misero scambio, insensato e che ci impoverisce.

 

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