L’ex attivista delle Femen ripensa alle sue azioni passate contro la Chiesa cattolica e chiede scusa, affermando che il mantenimento delle tradizioni cattoliche sia un modo per preservare l’identità della Francia. È autrice del libro “Trans Mania“, inchiesta approfondita e coraggiosa sulla pericolosità dell’ideologia gender come pulsione di morte e di odio principalmente indirizzata verso sè stessi.
La realtà delle Femen nasce in Ucraina nel 2008 ed è finanziata dall’Open Society Institute di George Soros, con una forte connotazione anticattolica e l’obiettivo di distruggere gli Stati nazionali e destabilizzare l’unità familiare tradizionale.
Il video testimonianza della Stern, sottotitolato in italiano e disponibile a questo link, è estremamente interessante perché non si limita a denunciare la follia transgender, ma ne mostra la matrice profondamente irreligiosa e disumana, che si manifesta nell’odio irrazionale per la civiltà cristiana e per la storia, cultura e identità dell’Europa.
Di seguito la traduzione dal francese.
Sono stata un’attivista Femen dal 2012 al 2015.
In quegli anni ho condotto diverse azioni contro la Chiesa cattolica, tra cui una campagna in favore del matrimonio gay 11 anni fa.
Oggi le mie convinzioni e la mia sensibilità si sono evolute.
Vi spiego perché e voglio presentare le mie scuse ai cattolici.
A breve saranno 5 anni da che ho espresso la mia opposizione all’ideologia transgender.
All’inizio mi battevo contro le cose fondamentali, come la presenza di uomini in sport femminili, poi ho approfondito il tema e ho capito che al di là del pericolo per donne e bambini, il transgenderismo è una minaccia alla civiltà, il transgenderismo non crea ma distrugge, sostiene la distruzione dei corpi, la mancanza di rispetto degli esseri umani, l’abolizione delle differenze tra donne e uomini, la distruzione della nostra unicità e la cultura che ci unisce.
Questa ideologia è rivelatrice della pulsione di morte e dell’odio verso sè stessi.
Attaccando la religione cattolica mi domando se non fossi anch’io in una logica di distruzione e di odio verso me stessa.
Pur non essendo credente, sono battezzata, ho fatto la mia prima comunione e soprattutto sono cresciuta in un paese dove la storia, l’architettura e i costumi sono stati plasmati dalla Chiesa.
Rifiutare tutto questo e entrare a Notre Dame a Parigi urlando era un modo per danneggiare una parte della Francia cioè una parte di me stessa.
A 22 anni non me ne rendevo conto.
Eppure questa cattedrale la amavo.
Mi ricordo che il giorno dopo il suo incendio sono andata a piangere in una chiesa, ma capita che si ami male.
La mia opposizione al transgenderismo mi ha reso patriottica quando quasi tutti i miei amici mi hanno rifiutato a motivo della posizione che avevo assunto.
Ho capito che il mio paese era la mia unica radice profonda e che oggi è in pericolo, diluito dalla mondializzazione e sfigurato per l’immigrazione di massa.
Questo mi ha reso conservatrice.
Ho compreso che occorre assolutamente che si salvi quello che ci resta, che non si può ricreare tutto permanentemente e rigettare il passato con il pretesto che è imperfetto.
La Francia è un paese cattolico, deve rimanere tale e per questo dobbiamo far vivere i suoi riti.
Qualche settimana fa un amico mi ha portato alla Messa per Philippine. Dobbiamo celebrare i suoi morti, mi ha detto.
Davanti alla bellezza della cattedrale, dei canti, della cerimonia, mi sono sentita appartenere ad una grande civiltà.
L’abate Grosjean ha ripetuto più volte che anche i non credenti erano anche loro al loro posto qui e mi sono detta che non si sarebbe mai sentito questo in una moschea.
Sicuramente nulla riporterà indietro Philippine e nulla sarà riparato, ma era prendere cura del regno dei vivi che compiere questo ultimo rito intorno a colei che aveva appena raggiunto quello dei morti.
I riti ci uniscono, ci pacificano, riparano e regolano le nostre emozioni, ci ancorano nel presente e ci ricordano ciò che ci ha preceduto. Il vivere insieme è una nozione teorica, i riti sono una delle loro applicazioni nella realtà.
Molti dei nostri si basano sulla Chiesa cattolica e gli stessi non credenti dovrebbero lottare per preservarli.
E poi c’è dell’altro, c’è ciò che ci supera, i campanili che ci sovrastano e rivestono i nostri paesaggi sonori, la grandezza degli edifici, la meraviglia di entrare in una chiesa e la fede dei credenti.
Mi dispiace di aver calpestato tutto questo.
Approfondendo l’argomento trans ho capito che il transgenderismo è una forma di transumanesimo dove l’essere umano si comporta come il suo proprio Creatore.
Questo mi spaventa, perché che fare dell’ignoto, dell’incanto del mistero, di ciò che è al di là di noi?
Mi spaventa perché credo che l’essere umano deve saper restare al suo posto di creatura e non del Creatore.
Senza credere in Dio, alla fine, su certi punti arrivo alle stesse conclusioni dei cattolici.
Conformemente alla legge del 1905 continuo a pensare che la blasfemia è un diritto che deve essere tutelato: se lo Stato non riconosce nessuna religione, allora deve essere possibile criticare o addirittura deridere una dottrina religiosa allo stesso modo di una dottrina politica.
Ma se la blasfemia è legale, non è sempre morale, oggi è di moda denigrare i cattolici e farli passare per degli idioti.
“Vecchia Francia” non sufficientemente alla moda per meritare lo status di essere umano.
In passato ho sfruttato questo clima per agire in modo immorale, partecipando a rafforzarlo e per questo mi scuso sinceramente.
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Ok, accettiamo le sue scuse e la perdoniamo, Ma per guadagnarsi la vita eterna, deve fare un passo in più: andare davanti al Santissimo e chiedergli la fede e la comprensione del Vangelo. In poche parole, ha bisogno di incontrare Cristo.
Buona serata