Cardinal Gualtiero Bassetti newly presidente della CEI

Cardinal Gualtiero Bassetti presidente della CEI . ANSA/CLAUDIO PERI

 

di Sabino Paciolla

 

Aveva cominciato Matteo Salvini dicendo: “Sostengo la richieste di coloro che dicono di poter entrare in chiesa, seppur ordinatamente, con le distanze di sicurezza, per la Messa di Pasqua, magari un po’ alla volta, in quattro o cinque. C’è un appello promosso da Tempi ai vescovi italiani, rispettando le distanze, in numero limitato, la santa di Pasqua per milioni di italiani può essere un momento di speranza”.

 

 

Ma il Card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, ha risposto in questi termini:

“E’ tempo di responsabilità e si vedrà chi ne è capace”. Certo, “è la prima volta che la Settimana Santa viene celebrata in questo modo – dice l’alto prelato –  senza concorso dei fedeli ma ciò non significa rinunciare a vivere appieno questi giorni”, tanto da chiedersi: “Dov’è la nostra fede? Nella parola o in un luogo?”.  Poi il cardinale aggiunge: “L’impossibilità di poter partecipare alle Messe di Pasqua quest’anno è un atto di generosità. E’ un nostro dovere il rispetto verso quanti, nell’emergenza, sono in prima linea e, con grande rischio per la loro sicurezza, curano gli ammalati e non fanno mancare tutto ciò che è di prima necessita’”.    Rispondendo ancora al leader della Lega Matteo Salvini il cardinale Bassetti ribatte: “Più che soffiare sulla paura, più che attardarci sui distinguo, più che puntare i riflettori sulle limitazioni e sui divieti, la Chiesa sente una responsabilità enorme di prossimità al Paese”.

A queste parole, obietta Riccardo Cascioli, direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, con il suo editoriale che apre in questo modo: “Un effetto positivo almeno l’ha avuto l’uscita di Matteo Salvini, che chiedeva di far celebrare le Messe di Pasqua. E il positivo è che almeno ha provocato delle reazioni che hanno chiarito una volta per tutte chi davvero non vuole i riti della Settimana Santa aperti al popolo. Non i politici, o perlomeno non loro primariamente: sono i vertici dell’episcopato italiano. L’intervista ieri al Corriere della Sera del presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), cardinale Gualtiero Bassetti, fuga ogni dubbio al riguardo.”

E poi continua:

“La sospensione delle Messe è una decisione consapevole dei vescovi: «La Chiesa italiana ha scelto questa strada: abbiamo a cuore prima di tutto la salute dei fedeli, perché l’anima è sì immortale, ma abita un corpo fragile». E poco prima aveva detto: «È tempo di responsabilità». È bello che il presidente dei vescovi abbia a cuore la salute fisica dei fedeli, ma per questo basterebbero i politici e soprattutto i medici. Perché mantenere dei prelati per sentirsi ripetere le stesse cose del ministro della Sanità o del Governatore? Non avrebbero i vescovi il compito fondamentale di aiutare i fedeli a salvare le anime, di conquistare anime a Dio? E a noi fedeli, in questo periodo di prova e per molti di sofferenza, serve più un’altra governante che ci viene a misurare la febbre e a raccomandarci di non prendere freddo, oppure uomini di Dio che ci aiutino ad alzare lo sguardo verso Colui che solo ci salva e dà un senso alla sofferenza?

Tempo di responsabilità? Certo, ma ci si aspetta anche che un pastore indichi con chiarezza che questo è soprattutto tempo di conversione. Ma chissà perché, quando si parla di coronavirus, i vescovi stanno bene attenti a evitare questa parola. Conversione: non sia mai che qualcuno possa pensare che questa pandemia sia un castigo o rientri nei piani provvidenziali di Dio. Ci mancherebbe, e infatti di questi tempi ne abbiamo sentiti diversi che si sono affrettati a spiegare che Dio non castiga, piuttosto è la ribellione di Madre Terra per tutto l’inquinamento che noi uomini abbiamo provocato. Il cardinale Bassetti no, non si è spinto fin lì, ma alla domanda su cosa possiamo imparare da questo periodo ha risposto: «Possiamo imparare a riconciliarci con noi stessi, con chi abbiamo vicino e magari non sapevamo più riconoscere. Possiamo imparare a non essere violenti. Possiamo sostenere lo sguardo dei nostri figli». E magari portare finalmente in cantina quei libri che non leggiamo più da anni. Quasi quasi, meglio la ribellione di Madre Terra.”

Siccome Bassetti aveva parlato di “responsabilità”, allora Cascioli osserva:

“Come a dire: andare a Messa di questi tempi è un gesto irresponsabile. Ma il cattolico della strada, che va responsabilmente al supermercato, in farmacia, dal panettiere e magari pure dal tabaccaio, non può fare a meno di chiedersi perché diventerebbe irresponsabile se provasse ad andare a Messa osservando le stesse identiche precauzioni che usa negli altri posti.”

Cascioli riprende anche un’altra parola:

Dice infatti Bassetti che “«Nessuno deve essere lasciato solo». Certamente non è voluta, ma suona davvero come una presa in giro: se c’è una caratteristica che sarà ricordata per sempre a proposito di questa epidemia è proprio la solitudine a cui tante persone sono condannate: sole in casa, sole a morire negli ospedali, senza neanche un funerale. Una esperienza umana devastante, di cui anche tanti preti devono prendersi la responsabilità. E la risposta è: «Nessuno si salva da solo». Ovviamente qui la salvezza è intesa in senso esclusivamente orizzontale, cioè come uscire dall’epidemia con la medicina e la separazione sociale.

Ma da un vescovo, da un cardinale, da un papa ci si aspetta che venga affermato con forza che «Nessuno si salva senza Cristo».”

Conclude infine Cascioli:

“C’è bisogno di qualcuno che ci faccia vedere che malattia e morte non sono l’ultima parola, che la Speranza che abbiamo non è semplicemente quella di non beccarsi il virus; anche questo, ma anzitutto è riconoscere che Dio ci ha tanto amati «da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna». È per questo che c’è la Chiesa, per offrirci la salvezza che c’è solo in Colui che si è incarnato, ha patito la morte di croce ed è risorto. Per questo andare in chiesa, partecipare alla Messa non è la rivendicazione di un diritto, ma la necessità di incontrare Chi ci salva. Che sia lo Stato ad impedirlo è grave, ma che siano i vescovi a volerlo non è neanche commentabile.”

 

Facebook Comments
image_print
1