Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Phil Lawler e pubblicato su Catholic Culture. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Victor-Manuel-Fernandez
Victor Manuel Fernandez

 

Come ha sottolineato il mio collega Jeff Mirus, ci sono punti di forza nella Dignitas Infinita. Ma un altro amico, Robert Royal (qui nella traduzione italiana, ndr), ha osservato che in questo documento del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF), come in molte dichiarazioni formali di questo pontificato, ciò che è buono non è nuovo, e ciò che è nuovo non è buono.

Prendiamo il titolo, per cominciare: “Dignità infinita”. Dio ha una dignità infinita. L’uomo no. La distinzione è importante da mantenere, anche quando difendiamo la dignità umana.

Noi cristiani riconosciamo un’enorme dignità alla persona umana perché ognuno di noi è fatto a immagine e somiglianza di Dio. Un punto di forza del nuovo documento vaticano è la spiegazione della “dignità ontologica della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio e redenta in Gesù Cristo”. Questa immensa dignità non è qualcosa di costruito dall’uomo, non è qualcosa che possiamo creare da soli, né qualcosa che la società ci ha concesso. Viene dall’unica fonte possibile di “dignità infinita”.

Dignitas Infinita spiega bene la “dignità ontologica” della persona umana, superando la confusione che potrebbe essere creata dal titolo. Il documento spiega che nessuna condizione, per quanto degradante, può togliere questa dignità innata. Un neonato indifeso, uno schiavo legato, un paziente in coma: tutti conservano la stessa dignità umana fondamentale. Secondo la stessa logica, anche chi si è messo in una condizione degradante – un tossicodipendente, un criminale di professione – non può privarsi di questa dignità ontologica.

Circa la metà di Dignitas Infinita è dedicata a spiegare la comprensione cattolica della dignità umana. Questa, che è la parte più forte del testo, cita una serie di autorità che vanno dai Padri della Chiesa al Concilio Vaticano II, fino ai Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Le basi filosofiche e teologiche sono state poste con cura.

Ma lo scopo di questo testo è quello di applicare questo quadro concettuale ai problemi contemporanei. E qui Dignitas Infinita non è all’altezza.

In primo luogo, l’approccio familiare “senza cuciture” del testo – che fornisce una lunga lista di offese alla dignità umana, tra cui la guerra, la povertà, lo sfruttamento e il traffico di esseri umani – smorza la forza delle condanne del documento contro l’aborto, l’eutanasia e le mutilazioni sessuali. Come ha spiegato Papa Giovanni Paolo II nella Evangelium Vitae e nella Veritatis Splendor, non tutte queste questioni pubbliche sono commensurabili. Alcune questioni implicano giudizi prudenziali, su questioni come il modo migliore per aiutare i poveri. Altre questioni riguardano atti intrinsecamente immorali come l’aborto. Nessun candidato politico oggi sostiene la violenza contro le donne, come alcuni promuovono la violenza illimitata contro i non nati.

L’approccio “senza cuciture” rende troppo facile per i cattolici compiacenti sfuggire al pungolo dell’autentico insegnamento della Chiesa, traendo dal documento gli insegnamenti che preferiscono e passando sopra alle sfide sgradite. L’elenco contiene moltissimi problemi; il mondo è ben lungi dall’essere ideale. Ma la Dignitas Infinita non ci aiuta a stabilire quali problemi meritino la massima priorità.

Al contrario, il documento pone un forte accento su alcune questioni che, fino a poco tempo fa, non erano prioritarie per la Chiesa cattolica. Per esempio, Dignitas Infinita sostiene che l’uso della pena di morte è un chiaro affronto alla dignità umana. Un argomento strano da sollevare, visto che San Tommaso d’Aquino vedeva la pena capitale come una difesa della dignità umana.

E qui arriviamo al secondo grande problema dell’analisi del DDF, ovvero l’incapacità di sottolineare che chi si rende colpevole di atti che violano la dignità umana lede la propria dignità. Non si tratta di dire che perde la dignità ontologica di persona umana, questo non si può fare. Ma le azioni peccaminose hanno delle conseguenze.

Se è sbagliato, per esempio, mutilare i propri organi sessuali (in quella che oggi è conosciuta con il termine orwelliano di “chirurgia di affermazione del genere”), allora coloro che si sottopongono volontariamente a tale processo – insieme ai medici che eseguono le operazioni – stanno diminuendo la propria dignità. Dobbiamo continuare a trattarli con rispetto, ma non possiamo applaudire le loro azioni o considerare la loro condizione alterata come sana.

Oppure prendiamo il caso delle coppie omosessuali, i cui atti sessuali sono anch’essi elencati in questo documento come una violazione della dignità umana. Sebbene la parola “omosessuale” non compaia nel documento del DDF, il cardinale Victor Manuel Fernandez ha affrontato la questione durante la conferenza stampa di presentazione di Dignitas Infinita. Interrogato sull’insegnamento del Catechismo secondo cui l’omosessualità è “disordinata”, il massimo funzionario dottrinale del Vaticano non ha difeso il testo del Catechismo. Come ha riportato la Reuters:

Ha detto che il punto dell’insegnamento cattolico è che le unioni omosessuali non possono eguagliare “l’immensa bellezza” di quelle eterosessuali, e che la Chiesa “potrebbe trovare parole più adatte per esprimerlo”.

Ecco l’infelice risultato di uno sforzo per trovare “infinita dignità” anche in persone impegnate in atti non dignitosi. Il cardinale Fernandez non riesce a trovare un modo per dire, nella carità, che gli omosessuali dovrebbero resistere ai loro impulsi disordinati, come ogni persona peccatrice dovrebbe resistere al disordine delle tentazioni. Invece può solo dire che un atto che grida vendetta al cielo è inferiore alla “immensa bellezza” dell’atto coniugale.

E così arrivo alla mia ultima denuncia contro la Dignitas Infinita. Dato che il mondo di oggi affronta attacchi senza precedenti contro la dignità umana, dov’è il fuoco in questo messaggio? Dov’è l’eccitante chiamata alle armi: la sfida ai cattolici del mondo a mobilitarsi in difesa della nostra dignità ontologica?

Dov’è in questo documento il passaggio che accenderà la determinazione degli studenti universitari cattolici, affinché non acconsentano a una politica universitaria che richiede loro di trattare un uomo come una donna? Dov’è la retorica che incoraggerà i dirigenti d’azienda a resistere alla pressione di adottare politiche del personale basate sulla teoria del genere? Dov’è l’avvertimento al personale sanitario cattolico che non può partecipare a interventi chirurgici di “affermazione di genere” senza commettere azioni gravemente peccaminose? Dignitas Infinita ci dice perché non dobbiamo accettare le offese alla dignità umana. Non ci dice come resistere alla corrente.

Phil Lawler

 


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