Rilancio un articolo apparso sulla rivista America, il magazine dei gesuiti americani, che riporta rumors intra vaticani riguardo una presunta presa di distanza di Papa Francesco dal testo della Congregazione della Dottrina della Fede che afferma che “La Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso.” Testo approvato da Papa Francesco. 

Ecco l’articolo di Gerard O’Connell nella mia traduzione. 

 

apa Francesco dalla finestra dello studio REUTERS/Tony Gentile (VATICAN  - Tags: RELIGION)
Papa Francesco dalla finestra dello studio REUTERS/Tony Gentile (VATICAN – Tags: RELIGION)

 

Papa Francesco stava alludendo alla recente dichiarazione della Congregazione della Dottrina della Fede che ha detto che i sacerdoti non possono dare la benedizione alle unioni omosessuali perché “Dio non può benedire il peccato”, quando ha parlato all‘Angelus oggi, 21 marzo? Fonti informate a Roma hanno detto ad ‘America che credono che sia così, ma non hanno voluto essere identificate perché non sono autorizzate a commentare.

Hanno notato che commentando il Vangelo del giorno, che racconta che alcuni greci volevano “vedere Gesù”, Papa Francesco ha detto che molte persone oggi vogliono anche vedere, incontrare e conoscere Gesù, e così “noi cristiani e le nostre comunità” abbiamo “la grande responsabilità” di rendere possibile questo attraverso “la testimonianza di una vita che si dà nel servizio, una vita che prende su di sé lo stile di Dio: vicinanza, compassione e tenerezza”.

Francesco ha spiegato che questo “significa spargere semi d’amore, non con parole fugaci ma con esempi concreti, semplici e coraggiosi; non con condanne teoriche ma con gesti d’amore”. Ha aggiunto che “allora il Signore, con la sua grazia, ci fa portare frutto, anche quando il terreno è arido a causa di incomprensioni, difficoltà o persecuzioni o pretese di legalismo o moralismo clericale. Questo è un terreno arido. Proprio allora, nelle prove e nella solitudine, mentre il seme sta morendo, quello è il momento in cui la vita fiorisce, per portare a tempo debito frutti maturi”.

Ha detto che “è in questo intreccio di morte e vita che possiamo sperimentare la gioia e la vera fecondità dell’amore, che sempre, ripeto, è dato nello stile di Dio: vicinanza, compassione, tenerezza.”

Secondo tre fonti, è stato significativo che Francesco abbia invitato i cristiani e la chiesa a dare testimonianza di Gesù “non con condanne teoriche ma con gesti d’amore” e che parli di “incomprensioni, difficoltà o persecuzioni o pretese di legalismo o moralismo clericale” come “terreno sterile”. Hanno notato che molte persone hanno letto il documento della C.D.F. come giudicante o condannatorio e lo hanno visto come segnato da molto “legalismo e clericalismo”, lontano dallo spirito pastorale di Francesco, anche se il documento ha anche aspetti positivi. Le fonti hanno suggerito che con le sue osservazioni di oggi, Papa Francesco sembra prendere in qualche modo le distanze dalla dichiarazione del C.D.F., alla cui pubblicazione ha dato “l’assenso” prima della sua visita in Iraq.

Una fonte vaticana di alto livello, che ha chiesto di non essere nominata perché non autorizzata a commentare pubblicamente, ha detto che “le tre parole – ‘vicinanza, compassione, tenerezza’ – che Papa Francesco ripete parlano al cuore di ogni padre e madre, di ogni padre e madre spirituale”. Ha detto: “Sono la vera benedizione della Chiesa e del suo pastore per ogni persona, per ogni situazione”. Inoltre, ha aggiunto, “Sono la vera misura del magistero stesso [cioè l’autorità di insegnamento della Chiesa] quando illumina le coscienze e guida i fedeli. Ogni ‘responsum’ [cioè la risposta ufficiale del magistero] e la dottrina in cui è contenuta dovrebbero essere all’altezza di questa misura”.

Data la controversia che ha seguito la pubblicazione della dichiarazione del C.D.F., fonti a Roma hanno detto ad America che non sarebbero sorpresi se il papa dovesse tornare più esplicitamente sull’intera questione in una data futura.

 

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