Una agghiacciante storia in cui un bambino, concepito in provetta, viene usato da una coppia omosessuale per “creare un legame” tra le due partner. Una storia, raccontata da The Telegraph  in cui si parla di “due genitori” tralasciando completamente che nella vita di questo bambino manca del tutto il secondo vero genitore, il padre biologico, una figura nemmeno citata come “donatore di sperma”.

La tecnologia si mette sempre più al servizio dei desideri degli adulti, in questo caso del desiderio di entrambe le donne di sentirsi davvero “madre” di un figlio generato in modo artificiale e che entrambe voleva portare in grembo, senza tener conto del benessere del bambino (la produzione di embrioni in laboratorio mette a rischio la vita dei concepiti e il trasferimento di un embrione da un utero ad un altro la mette ulteriormente a rischio).

Qui alcuni articoli per riflettere sul dolore di questi figli privati di una parte della loro “storia biologica” e sulla pericolosità delle pratiche di FIVET per i bambini ma anche per le donne: un mercato di esseri umani che rende tantissimo e che mette a tacere tutti gli aspetti che potrebbero ridurne il gigantesco volume di affari.

A noi fa effetto, oltre alla storia in sé in cui la funzione del bambino è esplicitamente quella di soddisfare i desideri degli adulti, l’aura di normalità con cui questa nuova storia “al limite” viene raccontata nell’articolo.

 

coppia lesbica gestazione in comune

Otis (bambino) e Donna Francis-Smith e Jasmine “mamme”

 

Una coppia di lesbiche britanniche è diventata la prima coppia di genitori ad aver entrambe portato in grembo il loro bambinio, con una procedura di “maternità condivisa”.

Jasmine Francis-Smith due mesi fa ha dato alla luce loro figlio Otis usando un ovulo che è stato fertilizzato in vitro e dopo che questo era stato inizialmente “incubato” da sua moglie, Donna.

Il trattamento offerto dalla London Women’s Clinic prevede che una partner contribuisca a tenere in incubazione per qualche ora l’ovulo fecondato, mentre l’altra successivamente porta avanti il feto per il resto della gravidanza.

Mentre più di 100 bambini sono nati da coppie lesbiche attraverso la fecondazione artificiale, questa procedura ha fatto un ulteriore passo in avanti, prevedendo la partecipazione di entrambi i genitori.

Il caporale Donna Francis-Smith, 30 anni, del Nottinghamshire, ha detto a The Telegraph: “Siamo sopraffatte a dire la verità, siamo diventate un vero e proprio caso mediatico.

“Ci sono molte coppie dello stesso sesso in cui una sola persona fa tutto, ed è lei l’unica a rimanere incinta e partorire, mentre in questo modo siamo entrambe coinvolte in modo forte. Ci ha sicuramente avvicinate emotivamente. Siamo comunque una coppia molto legata ma entrambe abbiamo un legame speciale con Otis, il che è stato favorito dal modo in cui abbiamo proceduto.

“L’ovulo era mio, e dopo aver fatto il prelievo dell’ovocita da me l’hanno rimesso nel mio corpo per 18 ore prima che fosse impiantato nel corpo di Jasmine, e lei è rimasta incinta.”

Jasmine, 28 anni, infermiera odontoiatrica del Northamptonshire, ha dato alla luce il figlio il 30 settembre a Colchester, nell’Essex, dove ora vive la “famiglia”.

La coppia ha detto che la procedura le ha fatte sentire “alla pari in tutto il processo”.

Jasmine ha dichiarato: “Siamo davvero fortunate perché questo è stato il nostro primo tentativo di fecondazione artificiale, ma la realtà è che per molte persone non funziona al primo tentativo”.

Donna è nell’esercito da 11 anni, e ha prestato servizio per un turno in Afghanistan ed ora è di stanza a Cipro.

Le due si sono sposate nell’aprile dello scorso anno dopo essersi incontrate nel 2014 attraverso incontri online quando Donna era rientrata da Cipro.

Alla domanda su come stesse andando il bambino Otis, Donna ha detto al The Telegraph: “È davvero bravo, si sta solo rilassando. È davvero un bravo bambino.

“Jasmine dice che lui diventerà un astronauta, ma potrà essere quello che vuole. Lo sosterremo sempre qualunque cosa voglia fare.

“Siamo contente che abbia funzionato così bene e che queste informazioni circolino. Aiuteranno altre persone in futuro: è una tecnica che ti avvicina invece che dare l’impressione che l’una abbia un legame più dell’altra.”

 

 

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