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Statua di San Pietro bronzea nella Basilica di San Pietro

 

 

di Sabino Paciolla

 

Nuovi dettagli emergono sulla decisione di non consentire, quest’anno, la celebrazione della Messa del pellegrinaggio «Summorum Pontificum» all’interno della Basilica di San Pietro. Una lettera inviata agli organizzatori, datata 7 agosto e trasmessa tramite la Nunziatura Apostolica, chiarisce che la restrizione riguarda specificamente l’edizione 2026 del pellegrinaggio, senza escludere un ritorno nella basilica vaticana in futuro. Lo riporta Niwa Limbu in un suo articolo pubblicato su AdVaticanum.

La comunicazione porta la firma dell’arcivescovo Paolo Rudelli, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, e nega l’autorizzazione a celebrare in San Pietro la Messa della Peregrinatio ad Petri Sedem — già nota come Pellegrinaggio Internazionale Populus Summorum Pontificum. Significativo è il linguaggio scelto: il testo non parla di un divieto permanente, ma specifica che gli organizzatori non sono autorizzati «quest’anno» a celebrare in basilica.

Resta comunque attiva, ogni mattina, una Messa tradizionale in latino a San Pietro, e le Messe solenni secondo l’antico rito possono ancora essere celebrate su richiesta in occasione delle solennità: la restrizione riguarda dunque la sola Messa collettiva del pellegrinaggio.

Secondo quanto appreso, gli organizzatori avevano tentato più volte — a dicembre, aprile e giugno — di ottenere l’autorizzazione dalla Casa Pontificia, senza successo per quest’anno. Hanno però ottenuto dal cardinale Rolandas Makrickas, arciprete di Santa Maria Maggiore, la possibilità di celebrare nella basilica liberiana, dove già a luglio era stato autorizzato il pellegrinaggio Roma-Subiaco.

Una fonte vaticana a conoscenza delle trattative ha collegato la decisione alla percezione, all’interno della cerchia del Papa e tra il personale di San Pietro, che la Messa dello scorso anno fosse stata vissuta come un atto di “gongolamento”, una percezione che non sarebbe stata «ben accolta». La stessa fonte ha definito la vicenda «un passo avanti e due indietro»: l’autorizzazione concessa nel 2025 era stata infatti interpretata da chi sovrintende all’accesso alla basilica come un trionfo, per portata e tono, contribuendo così a un atteggiamento più restrittivo quest’anno.

La Messa principale si terrà dunque sabato 24 ottobre alle 15:00 all’altare maggiore di Santa Maria Maggiore, che custodisce l’icona della Salus Populi Romani, con il vescovo Athanasius Schneider come celebrante. Gli organizzatori, pur rammaricandosi per il cambio di sede, hanno espresso gratitudine. Gli Stessi hanno aggiunto: «Pregheremo a lei per la “pace liturgica”; quella pace che fu oggetto delle prime parole di Papa Leone dalla loggia di San Pietro, dopo la sua elezione», tema richiamato anche dalle prime parole di Papa Leone XIV dalla loggia di San Pietro dopo l’elezione.

Il programma completo prevede l’incontro «Pax Liturgica» all’Augustinianum e i Vespri Pontifici al Pantheon venerdì 23 ottobre, la processione da Santi Celso e Giuliano fino a San Pietro — dove l’apostolo sarà venerato all’Altare della Confessione — e la Messa a Santa Maria Maggiore sabato 24, per concludersi domenica 25, festa di Cristo Re secondo il calendario antico, con Messe di ringraziamento a San Giovanni Battista dei Fiorentini e alla Santissima Trinità dei Pellegrini.

La vicenda arriva dopo la svolta del 2025, quando Papa Leone XIV aveva concesso di celebrare la Messa del pellegrinaggio all’Altare della Cattedra in San Pietro, ponendo fine a un’assenza dalla basilica protrattasi per anni dopo la promulgazione di Traditionis custodes da parte di Papa Francesco.

 

 

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