PEDIATRI: L’IDEOLOGIA GENDER E’ L’ULTIMO ASSALTO SUI NOSTRI BAMBINI

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PEDIATRI: L’IDEOLOGIA GENDER E’ L’ULTIMO ASSALTO SUI NOSTRI BAMBINI

By |2018-07-14T07:55:42+00:00luglio 3rd, 2018|Categories: Attualità|Tags: , , , |1 Comment

Oggi le centrali culturali e mass-mediatiche che diffondono l’ideologia gender stanno sempre più radicando nella gente la convinzione che la cosa migliore da fare per coloro che soffrono di disforia di genere sia impersonare il sesso opposto e sottoporsi anche a gravosi trattamenti ormonali, cioè affermarla anzichè contrastarla con la cura. Invece Michelle Cretella, presidente dell’American College of Pediatrians e Felipe E. Vizcarrondo, membro dell’American College of Pediatrans, in questo articolo, ci dicono esattamente il contrario.  

Eccolo l’articolo nella mia traduzione.

Foto: drag kid desmond

Foto: drag kid desmond

L’ideologia gender è un sistema di convinzioni che sostiene che il sesso è una costruzione sociale. L’ideologia di genere insegna che ogni persona ha nel cervello qualcosa chiamata “identità di genere” che può essere o meno dello stesso sesso biologico di quella persona. Il principio centrale è che questa “identità di genere” è più reale della realtà biologica materiale del sesso di una persona. In termini filosofici, risponde alla definizione di dualismo gnostico. Negli ultimi cinque anni, l’ideologia gender ha superato ogni grande istituzione pubblica della nostra società, dai mass media ai social media, dalla scuola materna all’istruzione pubblica e privata, dalla medicina professionale alla psichiatria e, sempre più, al diritto. È diventata essenzialmente la religione sponsorizzata dal governo americano.

Perché ogni americano pensante dovrebbe essere allarmato da questo? Ai bambini di tre anni viene insegnato che possono essere “intrappolati nel corpo sbagliato” da insegnanti della scuola materna e da drag queen nelle biblioteche pubbliche; negli asili nido si stanno tenendo in classe celebrazioni del “coming-out trans”; gli adolescenti stanno cadendo preda del contagio sociale e del coming-out trans in gruppi di interessi similari, i ragazzi sono ammessi nei bagni, negli spogliatoi e anche nelle squadre sportive delle ragazze. I primi due velocisti del concorso nella scuola superiore statale del Connecticut per ragazze nel 2018 sono stati ragazzi; ragazzi che avevano gareggiato nella squadra di atletica maschile in precedenza nella loro carriera scolastica, ma che quest’anno hanno potuto correre nella squadra femminile perché “si identificano come” ragazze. In dieci stati, Washington e in diverse contee, è illegale che i minori ricevano una terapia per la confusione di genere (o disforia di genere) che allinei il loro modo di pensare al sesso. Invece, in tutto il paese, a medici e terapeuti viene insegnato ad affermare rapidamente questa confusione come prova che il bambino è nato nel corpo sbagliato e ad incoraggiarli a impersonare il sesso opposto, fino al punto di prescrivere farmaci bloccanti la pubertà, ormoni per avviare il passaggio di sesso e interventi chirurgici per il cambiamento di sesso prima dei 18 anni.

Come possono i genitori e tutti i professionisti di buona volontà proteggere i nostri figli? Dobbiamo prima educarci con i fatti in modo da poter immunizzare i nostri figli contro le menzogne prima che siano propagandate. Questo è lo scopo dell’articolo.

Il sesso è una caratteristica biologica binaria della persona umana che è stabilita dal nostro DNA al momento del concepimento. Uno è concepito o maschio o femmina. Il genere, invece, è un termine che si riferisce alle caratteristiche psicologiche e culturali associate al sesso biologico. Il genere è una costruzione sociale legata agli stereotipi sessuali. Ad esempio, in spagnolo, alla parola “amigo” è stato assegnato un genere maschile; “amiga” è la forma femminile della stessa parola. Come altro esempio, quando assegniamo a un uragano il nome “Gloria” gli abbiamo assegnato un genere femminile. Il genere non è un termine biologico, non si trova all’interno dell’essere della persona, anche se gli ideologi di genere sostengono altrimenti, non vi è alcuna prova scientifica rigorosa di questo.

L’identità di genere si riferisce alla consapevolezza di un individuo di essere maschio o femmina e viene a volte definita come il “genere percepito” da un individuo. L’identità di genere ha a che fare con pensieri e sentimenti. Pensieri e sentimenti che le persone sviluppano nel tempo. Normalmente i pensieri si allineano con la realtà fisica. Pertanto, l’identità di genere di una persona dovrebbe corrispondere al suo sesso biologico.

La disforia è definita come uno stato di insoddisfazione o disagio per una data situazione. La disforia di genere (GD) è una condizione psicologica in cui l’individuo sente una marcata incompatibilità tra il suo genere percepito e il suo sesso biologico. Questa condizione è associata a vari livelli di ansia e infelicità. Questi individui spesso esprimono la convinzione di essere del sesso opposto o intrappolati nel corpo sbagliato, o che non sono di alcun sesso. La disforia di genere nei bambini viene diagnosticata nel ragazzo pre-puberale.

La sessualità umana è un tratto binario biologico oggettivo: “XX” e “XY” sono marcatori genetici del sesso, femminile e maschile. La norma per il disegno umano è quella di essere concepito o maschio o femmina con l’ovvio scopo di riproduzione e prosperità della nostra specie. Questo principio è ovvio. Le persone che si identificano come coloro “che si sentono del sesso opposto” o “in mezzo” non comprendono un terzo sesso. Rimangono uomini o donne biologici. A un neonato non viene “assegnato” un sesso o un genere alla nascita. Il sesso del neonato è stato stabilito al concepimento, viene dichiarato anatomicamente in utero e semplicemente riconosciuto alla nascita.

Nessuno nasce con la consapevolezza di essere maschio o femmina; questa consapevolezza si sviluppa nel tempo. Man mano che la consapevolezza si sviluppa durante i primi anni di vita del bambino, ci può essere un momento in cui il bambino può avere sentimenti di incertezza e persino confusione sulla sua identità di genere. Un piccolo numero di questi bambini mostrerà i sintomi aggiuntivi di insoddisfazione e infelicità con il loro sesso biologico. Alcuni bambini insistono che sono del sesso opposto e iniziano un modello di comportamento che imita il sesso opposto. A questi bambini verrà diagnosticata una disforia di genere.

Quando la disforia di genere (GD) si verifica nel periodo pre-puberale del bambino, si risolve nell’80%-95% dei pazienti nella tarda adolescenza dopo che passano naturalmente attraverso la pubertà. I tassi di prevalenza della disforia di genere (GD) tra i bambini sono stati stimati in una frazione dell’1%. Nei bambini in età pre-puberale, il rapporto bambini/ragazze varia da 2,1 a 4:1.

Questi sono i fatti. Che cos’è la scienza?

La genetica comportamentale postula che mentre i geni e gli ormoni influenzano il comportamento, non costringono una persona a pensare, sentire o comportarsi in un modo particolare. La scienza dell’epigenetica ha stabilito che i geni non sono analoghi a rigidi “progetti” per il comportamento. Piuttosto, gli esseri umani sviluppano tratti attraverso il processo dinamico di interazione gene-ambiente.

Sono state fatte affermazioni, derivanti da studi dell’immagine del cervello, che la microstruttura cerebrale transgender è diversa dal cervello non-transgender. Questi studi sono di discutibile significato clinico a causa del numero limitato di soggetti e l’esistenza di neuroplasticità. La neuroplasticità è un fenomeno consolidato attraverso il quale il comportamento a lungo termine altera la microstruttura cerebrale. Ci sono prove che l’esperienza cambia la microstruttura cerebrale. Pertanto, se e quando valide differenze cerebrali transgender fossero identificate, queste probabilmente sarebbero il risultato del comportamento transgender, piuttosto che la sua causa.

Studi su gemelli identici dimostrano che la Disforia di genere( GD) è prevalentemente influenzata da eventi post-natali. Il più grande studio, che comprende 74 coppie di adulti gemelli transessuali identici, ha riscontrato che il 28 per cento erano entrambi trans-identificati. Il DNA dei gemelli identici è identico dal concepimento e si sviluppa esattamente nello stesso ambiente prenatale dove (i gemelli) sono esposti agli stessi ormoni prenatali. Se i geni e/o gli ormoni prenatali avessero contribuito in modo significativo al transgenderismo, il tasso di concordanza dovrebbe essere vicino al 100 per cento. Invece, il 72 per cento delle coppie di gemelli identici erano discordanti riguardo al transgenderismo. Ciò significa che almeno il 72% di ciò che contribuisce al transgenderismo in un gemello identico adulto è costituito da una o più esperienze non condivise dopo la nascita.

Studi di casi clinici suggeriscono che il rafforzamento sociale, la psicopatologia parentale, le dinamiche familiari, e il contagio sociale facilitato dai media mainstream e sociali, tutti contribuiscono allo sviluppo e/o alla persistenza della disforia di genere (GD) in alcuni bambini vulnerabili. Può esistere un’associazione causale tra eventi avversi infantili, tra cui l’abuso sessuale.

E’ la disforia di genere un disturbo mentale?

Fino a poco tempo fa, la visione del mondo prevalente riguardo alla disforia di genere infantile (GD) era che essa rifletteva il pensiero anormale o di confusione da parte del bambino che può o meno essere transitoria. L’approccio standard era l’attesa vigile o la psicoterapia familiare e individuale. Gli obiettivi della terapia erano di affrontare la patologia familiare, trattare eventuali morbilità psicosociali nel bambino, e aiutare il bambino ad allineare l’identità di genere con il sesso biologico.

Questo approccio è ora cambiato. La sofferenza degli adulti transgender è stata invocata per sostenere il salvataggio urgente di bambini dallo stesso destino attraverso l’identificazione precoce, l’affermazione e la soppressione puberale. Ora si sostiene che la psicopatologia e il suicidio sono le conseguenze dirette e inevitabili dell’affermazione sociale repressa e dei bloccanti della pubertà da parte di un bambino disforico di genere. Si sostiene che i bambini con disforia di genere (GD) soffriranno e si suicideranno. Pertanto, la riassegnazione sessuale dovrebbe iniziare nel bambino pre-puberale.

Oltre il 90 per cento delle persone che muoiono di suicidio hanno un disturbo mentale diagnosticato. Non ci sono prove che i giovani disforici di genere che si suicidano siano diversi. Pertanto, la pietra angolare per la prevenzione del suicidio dovrebbe essere la stessa per loro come per tutti i bambini: l’identificazione precoce e il trattamento delle co-morbilità psicologiche.

L’Associazione Psichiatrica Americana spiega nella quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) che la disforia di genere (GD) è elencata nel manuale non a causa della discrepanza tra il pensiero dell’individuo e la realtà fisica, ma a causa della presenza del disagio emotivo che ostacola il funzionamento sociale. Una volta che il disagio sia alleviato, la disforia di genere (GD) non sarà più considerata un disturbo.

Una delle principali funzioni del cervello è quella di percepire la realtà fisica. La percezione secondo la realtà fisica è normale. Una percezione che si discostasse dalla realtà fisica sarebbe considerata anormale. Questo è vero sia che l’individuo che sperimenta i pensieri anormali si senta angosciato o meno. La convinzione di una persona di essere qualcosa o qualcuno che non è, nella migliore delle ipotesi, è un segno di un pensiero confuso; nella peggiore, è un’illusione.

Qual’è il trattamento raccomandato?

Poiché la disforia di genere è una diagnosi psicologica si potrebbe pensare che il trattamento per questo disturbo che provoca ansia sarebbe nelle mani di uno specialista di salute mentale il cui compito sarebbe quello di scoprire e curare la fonte della disforia di genere. Non è questo il caso.  (ora) Invece,il trattamento raccomandato per la disforia di genere nei bambini comprende l’affermazione della confusione di genere del bambino, l’impersonificazione sociale del sesso opposto, il blocco fatto chimicamente della pubertà, l’inizio che perdurerà per tutta la vita di uso di ormoni per il trattamento transgender, e interventi chirurgici mutilanti prima dei 18 anni.

La transizione sociale consiste nell’affermare prima il falso concetto di sé del bambino, istituendo cambiamenti di nome e di pronuncia e facilitando l’impersonificazione del sesso opposto all’interno e all’esterno della casa. Successivamente, la pubertà è soppressa attraverso farmaci che bloccano la pubertà già a partire dai 10 anni di età.

Gli ormoni che bloccano la pubertà arrestano la crescita ossea, diminuiscono la densità ossea, impediscono l’organizzazione dipendente dallo steroide sessuale e la maturazione del cervello adolescenziale e inibiscono la fertilità impedendo lo sviluppo del tessuto gonadico e dei gameti maturi per tutta la durata del trattamento.

Se il bambino smettesse di bloccare la pubertà, la pubertà ne conseguirebbe. Di conseguenza, la Endocrine Society sostiene che la soppressione della pubertà, e il vivere socialmente secondo il sesso opposto, sono interventi completamente reversibili che non comportano alcun rischio di danno permanente per i bambini. Tuttavia, la teoria dell’apprendimento sociale, le neuroscienze e lo studio di follow-up a lungo termine degli adolescenti che hanno ricevuto la soppressione puberale contestano questa affermazione.

Almeno uno studio prospettico dimostra che quasi tutti i bambini pre-puberali posti sotto trattamento di farmaci che bloccano la pubertà alla fine scelgono di iniziare la riassegnazione del sesso con ormoni per il trattamento transessuale. Questo suggerisce che l’impersonificazione del sesso opposto e la soppressione puberale, lungi dall’essere completamente reversibile e innocua mette in moto un unico risultato inevitabile che richiede l’uso per tutta la vita di ormoni tossici di trattamento transessuale, con conseguente sterilità e altri gravi rischi per la salute.

I bambini passeranno al trattamento con ormoni per trasgender all’età di 16 anni o prima in preparazione per la chirurgia di riassegnazione sessuale come fosse un adolescente più grande o un giovane adulto. Questa fase del protocollo di riassegnazione del sesso femminilizzerà i ragazzi e mascolinizzerà le ragazze. Gli ormoni per trattamento transessuale (estrogeni per i maschi e testosterone per le femmine) sono associati a pericolosi rischi per la salute.

La somministrazione di estrogeni ai ragazzi può metterli a rischio di malattie cardiovascolari e di cancro al seno. Le ragazze che ricevono testosterone possono sperimentare un elevato rischio di malattie cardiovascolari, diabete, ed effetti sconosciuti sul seno, tessuti uterini e ovarici.

I bambini in età prepuberale che ricevono ormoni che bloccano la pubertà seguiti da ormoni per trattamento transessuale vengono sterilizzati in modo permanente. Le ragazze adolescenti con disforia di genere (GD) che hanno assunto testosterone giornalmente per un anno possono ottenere una mastectomia doppia a partire dall’età di 16 anni. A danno del bambino sofferente, l’aspetto della salute mentale di questa condizione viene ignorato perché la condizione non è considerata un disturbo fino a quando il bambino segnala sollievo dall’ansia grazie al processo di impersonificazione.

La prima clinica di genere negli Stati Uniti è stata fondata nel 2007. Nel 2014 c’erano 24 cliniche di genere raggruppate principalmente lungo la East Coast e in California; un anno dopo ce n’erano 40 in tutta la nazione. Oggi, praticamente tutti i 215 ospedali per la formazione pediatrica offrono questo protocollo di transizione, nonostante l’assenza di prove di sicurezza a lungo termine.

Riassegnazione di sesso negli adulti: conseguenze

Le indagini suggeriscono che gli adulti transgender esprimono un senso iniziale di “sollievo” e “soddisfazione” dopo l’uso di ormoni per trattamento transgender e la chirurgia di riassegnazione sessuale.

Uno studio del 2001 su 392 persone transgender da maschio-a femmina e 123 da femmina-a maschio ha rilevato che il 62 per cento delle persone transgender da maschio-a femmina e il 55 per cento delle persone transgender da donna-a maschio erano clinicamente depresse. Quasi un terzo di ogni popolazione aveva tentato il suicidio.

In Svezia, uno studio di follow-up trentennale ha rilevato tassi di suicidio quasi venti volte superiori tra gli adulti che subiscono una riassegnazione sessuale. Ciò dimostra che la riassegnazione sessuale, pur alleviando una parte della disforia di genere, non comporta livelli di salute fisica e mentale paragonabili a quelli della popolazione in generale. La Svezia è tra i paesi con il maggior numero di persone LGBT; ciò suggerisce che le disparità nella salute mentale siano principalmente dovute alla patologia che ha accelerato i sentimenti transgender in primo luogo e/o allo stile di vita transgender stesso e non al pregiudizio sociale. Il disturbo psicologico che ha avuto inizio durante l’infanzia è ancora presente nell’adulto. Purtroppo, la terapia psicologica era stata ignorata.

In conclusione

La disforia di genere (GD) nei bambini è un termine usato per descrivere una condizione psicologica in cui un bambino sperimenta una marcata incongruenza tra il suo genere percepito e il sesso biologico del bambino. Senza l’affermazione pre-puberale e l’intervento ormonale, l’80%-95% dei bambini con disforia di genere (GD) accetterà la realtà del proprio sesso biologico dalla tarda adolescenza.

Affermare la disforia di genere attraverso l’educazione pubblica e le politiche legali confonderà bambini e genitori, portando più bambini a presentarsi in “cliniche di genere” dove saranno somministrati farmaci che bloccano la pubertà. Questo, a sua volta, garantisce virtualmente che essi sceglieranno una vita di sterilità, ormoni tossici per trattamento transgender, e mutilazioni chirurgiche inutili delle loro parti del corpo sane.

C’è un grave problema etico nel permettere l’esecuzione di procedure irreversibili e che cambiano la vita di minori troppo giovani per poter dare un valido consenso. Condizionare i bambini a credere l’assurdità che potrebbero essere “nati nel corpo sbagliato”, e che una vita di impersonificazione chimica e chirurgica del sesso opposto sia normale e sano è abuso dei bambini.

Fonte:  LifeSiteNews

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One Comment

  1. Lowell 13 luglio 2018 at 23:19 - Reply

    Buonasera, ehi sei nato/a nel corpo sbagliato, avanti hai un problema, risolvilo, come ? Sopprimendo la tua anima, con dei faramaci tossici, con delle idee represse, dietro un accordo, a vantaggio di chi ? Medici, Psicologi, “Strutture sanitarie” nate con lo scopo di riattribuire il corpo giusto a queste persone che gli “esperti” hanno catalogato, infilato nello stesso stesso pentolone. Ma tu, ti chiedi mai, la vita cos’è ? Luigi Pirandello scrisse: Uno nessuno, centomila. Tutti nel corso di una vita, indossiamo delle maschere, mille volte si affollano dentro e fuori da noi, eppure gli altri su di noi hanno percezioni diverse dalle nostre, il trasgender si sente inadeguato in un corpo (il suo) che non ama, lo trova brutto e fastidioso, non riesce ad amarlo, ad amarsi, lo detesta, si detesta, eppure vivere, è questa sacrosanta esperienza di vivere, tutto quello che circonda, e di impegnarsi per amarlo, facendosi amare, la vita è un esperienza, e non vale la pena imbruttirla, incatenarla a un paradossale errore, ciò che dovresti fare è renderla unica, proiettarla verso il bene, perchè sai, tu sei tutti, nessuno e centomila, non esiste un corpo sbagliato, esiste un corpo governato da una mente e da valori, e sono questi a mio parere, a dover essere allineati. Ciao Anime

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