Casalinga di Voghera
Casalinga di Voghera

 

 

di Brunella Rosano

 

Lo so che la maggior parte di voi non se n’è neanche accorta (per favore non confermatemi quanto detto: la mia autostima andrebbe a pezzi!), ma è da un po’ che non mi faccio viva! Sono stata materialmente travolta dagli avvenimenti! Appena mi fermavo a pensare, capitava qualcosa di nuovo, quasi sempre di peggio. E così mi sono presa una lunga “pausa riflessiva”. Riflessiva, non improduttiva.

Prima conclusione cui sono giunta, forse la più importante: NON serve studiare la storia. Non me ne vogliano gli insegnanti di storia, ma, a meno che non sia cambiato lo scopo per cui si studiava la storia “ai miei tempi”, oramai è evidente che non serve più! Si studiava la storia non per immagazzinare date su date, ma perché si diceva che per comprendere il presente occorre conoscere il passato. Gli avvenimenti che capitano ora possono avere radici lontane nel tempo. Ed è appunto risalendo a ritroso nel tempo che troviamo le cause di quello che è avvenuto poi! E’ palese che questo metodo è andato in disuso! Attualmente ci basta uno slogan e noi spieghiamo tutto. Cioè crediamo di aver capito tutto!

Faccio alcuni esempi: la guerra tra Russia ed Ucraina, la “guerra” in Terra Santa, e la “cancel culture”.

(Immagino che a questo punto il nostro blogger preferito si sarà messo in allarme! La casalinga di Voghera si sta lanciando in un triplice salto carpiato senza rete di protezione! Ma, come dicevano i nostri vecchi: chi è causa del suo mal, pianga se stesso! Le mie “casalinghe” osservazioni sono state provocate da tre articoli pubblicati sul blog e che mi hanno fatto riflettere.)

Il 24 febbraio 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina. Nessuno, o ben pochi si sono preoccupati di indagare, conoscere le cause reali di tale operazione iniziata dai russi. Al grido di “c’è un aggredito, e c’è un aggressore” il mondo occidentale si è schierato dalla parte dell’aggredito senza se e senza ma! Non ho nessuna pretesa dall’alto del mio master in “nientologia” di insegnare il mestiere ai “politologi” che ne sanno “a pacchi”, ma siamo sicuri che il Presidente Putin si sia svegliato una mattina di malumore ed abbia deciso un’operazione senza avere almeno qualche motivo? Già sento l’accusa: “sei una Putiniana”! In verità si tratta solo di cercare se e quali possano essere i motivi che hanno  provocato l’ invasione di uno Stato sovrano senza partire da posizioni ideologiche.

Domenica 3 marzo, su questo blog è stato pubblicata la traduzione di un articolo molto interessante firmato da Ted Snider e pubblicato su AntiWar. Il titolo è: “Come l’Occidente ha provocato una guerra non provocata in Ucraina”. Questo articolo pone ben evidenza due cose: il ruolo della propaganda e l’importanza della storia.

La propaganda: una bugia ripetuta mille volte diventa una verità. E la bugia più volte ripetuta fino a diventare “verità” è quell’espressione “non provocata”. Siamo proprio sicuri che l’Occidente non abbia alcuna responsabilità? In realtà basta andare indietro di una decina di anni (quindi non occorre risalire ad Adamo ed Eva), ma negli ultimi dieci anni sono successi avvenimenti che magari non giustificano, ma fanno comprendere il comportamento del leader russo. Nel 2014 c’è stato un “colpo di stato” in Ucraina con la sostituzione del presidente filo-russo, Viktor Janukovyc, con uno filo-occidentale, Porosenko (se Wikipedia mi dà le informazioni esatte). Poi  è stata abolita la legge che riconosceva il russo come lingua regionale ufficiale. Poi c’è stata la guerra del Donbass tra gli insorti sostenuti dalla Russia e le forze governative ucraine. Poi…… a questo punto vi invito a cercare sul signor Google le informazioni che sono davvero tante e non si limitano a quanto il mainstream ci propone o impone! Molto chiaro l’articolo da cui sono partita e quello di Stefano Magni “Otto anni di conflitto in Donbass. La guerra invisibile” pubblicato su la Nuova Bussola Quotidiana il 7/03/2022.

Le successive dichiarazioni dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e dell’ex presidente francese Francois Hollande sul tradimento del Protocollo di Minsk (l’ex cancelliera Angela Merkel in una intervista alla rivista Die Zeit nel dicembre del 2022, ha dichiarato che gli accordi di Minsk non erano un tentativo di stabilire la pace nell’Ucraina dilaniata dalla guerra, ma che sono stati un tentativo “di dare tempo all’Ucraina” di ricostruire il suo esercito. Affermazione sostenuta anche da François Hollande, ex presidente francese, in un’intervista a Stefano Montefiori per il Corriere della Sera del 15 febbraio 2023, conferma la dichiarazione di Angela Merkel dicendo: “quegli accordi hanno dato all’Ucraina una cosa fondamentale: il tempo. Sette anni che hanno permesso a Kiev di prepararsi e poi di resistere all’invasione”) non hanno fatto che confermare l’inaffidabilità dell’Occidente. Probabilmente il signor Putin ha semplicemente anticipato una mossa che sarebbe stata compiuta dall’Ucraina, sostenuta dall’Occidente! E comunque se ne volete sapere di più e soprattutto sentire una voce “fuori dal coro”, leggete l’articolo della professoressa Lucia Comelli pubblicato il 12 aprile su questo blog intitolato: “Il disastro ucraino: un filmato realizzato da due ufficiali statunitensi mostra la realtà dei fatti”.

Il secondo esempio sull’attuale inutilità dello studio della storia prende l’avvio dall’articolo pubblicato il 5/04/24 su questo blog intitolato: “Siamo stati ingannati sul genocidio di Gaza. Al Jazeera ci ha mostrato come”. Anche in questo caso calzava a pennello lo slogano “c’è un aggredito ed un aggressore” e quindi schierarsi in automatico dalla parte dell’aggredito, cioè Israele.

In realtà da subito sui canali Telegram, che attualmente sembrano essere i più liberi, non soggetti cioè alla censura dei terribili algoritmi, qualcuno aveva posto il dubbio sulla veridicità del racconto israeliano. Ma come per la guerra tra Ucraina e Russia, guai a chi cerca di analizzare i fatti considerando i torti e le ragioni delle parti coinvolte!

Partiamo da una considerazione terra terra: quella parte di Medio Oriente è sempre stato conosciuto come “Palestina”. Gesù Cristo è nato, è vissuto, è morto e risorto in Palestina. Nel 70 dopo Cristo, dopo la presa di Gerusalemme da parte di Tito e la distruzione del Tempio, il popolo ebreo è stato disperso. Fenomeno conosciuto nella storia come “diaspora”. Gli ebrei dispersi nel mondo coltivarono sempre il sogno, la speranza di tornare in Palestina. Nel 1882 venne fondata la prima colonia agricola nei pressi di Jaffa, rispondendo all’appello lanciato dal dottor Leon Pankler di Odessa. Questa colonia si allargò negli anni successivi grazie all’appoggio finanziario del barone Edmond de Rothschild. Prima gli ebrei dell’Europa orientale, poi anche gli ebrei dell’Europa occidentale (in seguito all’ondata di antisemitismo che si manifestò in Francia in seguito all’affare Dreyfus) decisero per il ritorno in Palestina. D’altronde il sultano ottomano non si dimostrò entusiasta della soluzione di uno stato ebraico. Venne offerta dal ministro inglese delle colonie, Joseph Chamberlain, una concessione in Uganda, ma il VI congresso sionista la rifiutò categoricamente. E si continuò a parlare solo di uno stato ebraico in Palestina.

L’immigrazione clandestina continuava sovvenzionata dalla Banca coloniale ebraica (1898) e dal Fondo nazionale ebraico (1901) e gli ebrei che nel 1880 erano 24 000 anime, nel 1914 raggiungeva le 100.000 unità. Nel frattempo la Società delle Nazioni (fondata nel 1919) affidò la Palestina in mandato al Regno Unito. I primi sanguinosi scontri tra arabi ed ebrei iniziarono nella primavera del 1921: fatto che non fermò l’immigrazione degli ebrei in Palestina. Grazie alle sovvenzioni delle comunità ebraiche del mondo intero .

Il Fondo nazionale ebraico continuava a comprare terre che venivano sfruttate con un sistema collettivista, il kibbuz. Il tenore di vita degli ebrei migliorava suscitando l’invidia e l’odio degli arabi che li ritenevano intrusi. L’ascesa al potere di Hitler provocò un’ondata immigratoria di notevoli dimensioni: nel 1935 gli ebrei erano ormai 335.000 anime.

Nel 1936 scoppiò una rivolta generale degli Arabi contro gli Ebrei. Gli inglesi, per non inimicarsi gli Arabi, decisero allora di limitare l’immigrazione a 75.000 persone per cinque anni. Ma di fronte all’opposizione degli Arabi, nel 1940 chiusero del tutto i flussi migratori. Gli Ebrei si organizzarono da una parte aumentando l’immigrazione clandestina e dall’altra iniziarono gli attacchi terroristici contro gli Inglesi.

Nonostante le richieste di Roosevelt di liberalizzare l’immigrazione (misura che avrebbe potuto salvare migliaia di vite) Londra si rifiutò, esasperando gli animi degli Ebrei con i quali si trovò praticamente in guerra. Infine, l’Inghilterra, sopraffatta dall’ampiezza del conflitto, presentò la situazione all’ONU che decise un piano di spartizione del territorio che avrebbe dovuto comprendere due stati: Israele e Palestina.

Queste notizie sono la sintesi di quanto contenuto nel Dizionario Mondiale di Storia, Rizzoli e Larousse.

Io credo che se un’autorità sovranazionale decidesse che una parte dell’Italia, ad esempio il Piemonte, venisse “regalato” ad un altro popolo, ad esempio i lanzichenecchi, e che i piemontesi se ne sarebbero dovuti andare dalle loro case e dalla loro terra per far posto agli stranieri,……. Beh, non credo ciò avverrebbe pacificamente!

Il resto della storia lo conosciamo più o meno tutti. Attraverso guerre ed occupazioni di territori Israele si è così allargato, da costringere i palestinesi rimasti a vivere in una striscia di terra, la striscia di Gaza, definita da più parti una “prigione a cielo aperto”. Il senatore a vita Giulio Andreotti ebbe a dire, in una seduta del senato il 18 luglio 2006, che “Ognuno di noi se fosse nato in un campo di concentramento e da 50 anni non avesse alcuna prospettiva di poter dare ai propri figli un avvenire sarebbe un terrorista”.

Israele ad esempio, decide quando e se erogare l’acqua potabile e l’energia elettrica; decide chi può entrare o uscire dalla striscia di Gaza………

Probabilmente il senso di colpa che il mondo si porta addosso per non aver fatto nulla per impedire l’olocausto (e probabilmente anche le pressioni esercitate dal Mossad, i servizi segreti israeliani, sui “potenti del mondo”), fa sì che Israele faccia alto e basso come gli pare e piace, senza rispettare le risoluzioni ONU, senza rispettare le sentenze che negli anni l’hanno accusato di “apartheid” verso la Palestina, senza portare prove dei “presunti” terribili delitti commessi da Hamas anche per il 7 ottobre 2023. E a distanza di mesi è ormai palese che la storia dei quaranta bambini decapitati nel kibbutz di Kfar Aza e degli stupri di massa riferiti dallo stesso Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu era una solenne “fake”, come si dice ora, cioè una balla! (Contropiano, articolo di Sergio Scorza, 8 aprile 2024).

Non si tratta ovviamente di condannare tutto il popolo anche perché a Tel Aviv avvengono manifestazioni popolari contro il governo israeliano. Il diritto alla difesa è una cosa, il genocidio di tutto un popolo, quello palestinese, tutta un’altra cosa! E la reazione di Israele non è soltanto sproporzionata! E’ abnorme!

Sicuramente i sentimenti dell’Islam nei confronti degli ebrei non sono “benevoli”. Ma neanche quelli degli ebrei nei confronti degli islamici (e dei cristiani che vivono in Terra Santa) sono “affettuosi”! Anzi! Basta leggere alcune pagine del Talmud!

Il fatto che nei confronti di Israele si adottino pesi e misure diverse, è ormai acclarato. Ed è vergognoso! Israele il 1 aprile lancia dei missili sull’ambasciata iraniana a Damasco, restano uccise 16 persone…… il mondo tace! Teheran lancia dei missili su Israele, colpendo l’aeroporto di Tel Aviv, ed è tutta una condanna contro l’Iran! Ciò che dice Israele è oro colato. Qualsiasi cosa dicano i palestinesi: “è da verificare”!

Personalmente sono d’accordo con Sheldon Cooper, uno dei protagonisti della serie televisiva “Big Bang Theory”. Nel dodicesimo episodio della prima stagione, volendo partecipare all’assegnazione del Nobel per la pace, afferma che l’unico modo per ristabilire la pace in Medio Oriente è quello di costruire una esatta replica di Gerusalemme nel deserto messicano e, con abile strategia di comunicazione, convincere gli ebrei a trasferirsi!

Il terzo esempio prende spunto dall’articolo pubblicato su questo blog il 28 febbraio 2024 a firma di Charlotte Hays che racconta la presa di posizione di Xi Van Fleet nei confronti della “camcel culture”.

Xi Van Fleet è una donna cinese trapiantata negli Stati Uniti che, durante una riunione del Consiglio scolastico della Contea di Loudoun ha reagito alla Teoria della Razza Critica (TRC).  Da bambina, in Cina, ha vissuto la rivoluzione culturale marxista di Mao e attualmente rivede la TRC come un indottrinamento dei bambini. “State insegnando e formando i nostri figli ad essere guerrieri della giustizia sociale e a detestare il nostro Paese e la nostra storia. Crescendo in Cina, tutto questo suona molto famigliare. Il regime comunista usava la stessa teoria critica per dividere le persone. L’unica differenza era che usavano la classe invece della razza. Questa è davvero la versione americana della rivoluzione culturale cinese”. “La teoria critica della razza è in effetti la versione americana della rivoluzione culturale cinese”. Mao attribuiva le divisioni e le ingiustizie sociali alla ineguale distribuzione della ricchezza: eliminando i ricchi gli uomini sarebbero stati tutti uguali e sarebbero vissuti in armonia! Ora la TCR (Teoria Critica della Razza) indica nella supremazia della razza bianca la radice di tutti i mali e quindi è necassario “cancellare” tutto ciò che è stato prodotto fin qui, a livello culturale, economico, …. Niente di più falso! Non esiste una “razza” buona ed una cattiva come afferma il movimento “black lives matter”! Essendo nati con il peccato originale, ognuno di noi ha dentro di sé la propensione a commettere il male, qualcuno un po’ di più, qualcuno un po’ di meno. Cancellare la storia non elimina le ingiustizie che sono state eventualmente commesse! Solo la conversione del cuore e l’aiuto di Dio può permetterci di ricercare la giustizia su questa terra. Altrimenti cadiamo nel giustizialismo!

Niente di nuovo sotto il sole! I latini dicevano: “divide et impera”! dividi le persone e le puoi comandare come vuoi! In questi quattro anni motivi di divisione ne sono stati creati a go-gò! Prima il Covid, poi la guerra, poi il clima……. Da un’emergenza all’altra, senza avere il tempo di cercare fonti di informazione diverse, leggere, approfondire, farsi un’opinione personale! A volte seguire la corrente è più facile, più semplice, meno problemi con chi segue il mainstream e si accontenta di obbedire!

Ma il buon Dio ci ha dato una testa e un cervello, possibilmente da usare! Anche se “nuovo” non può ancora essere trapiantato!

 


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