Il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, il 19 luglio scorso, ha rilasciato un’intervista alla testata Il ponte sulla questione dell’omosessualità, del successivo Summer Pride, il Gay Pride, che si è svolto oggi a Rimini, e della processione di riparazione, che si è svolta anche questa stamattina a Rimini.  

Il giornale ha titolato l’articolo “Non muri ma ponti”, e nell’articolo il giornalista precisa che “Il Vescovo di Rimini interviene sulla questione a 360 gradi e da pastore, senza paraocchi ideologici ma piuttosto con la verità della carità e con la carità della verità”.

Nell’intervista il vescovo risponde a tutte le domande con, potremmo dire, “carte alla mano”, cioè con i passi di San Paolo, del Catechismo, del Papa. Tutto bene? Da questo punto di vista, certamente. Senonchè, è come se mancasse proprio l’uomo, il padre che guarda negli occhi suo figlio e, con il cuore in mano, gli dice che quello che sta cercando attraverso vie sbagliate, a volte senza saperlo, è Cristo che, solo, riempie il bisogno di pienezza del nostro cuore.

E’ quello che ha percepito la giovane Benedetta Pari. Per questo ha scritto una lettera educata e rispettosa al suo vescovo, scritta da figlia della diocesi di Rimini. La riporto perché segno della sensibilità di una giovane che non si accontenta di un “ascolto empatico, di un accompagnamento e un discernimento”, come dice il vescovo nell’intervista, ma che, da figlia, vuole incontrare il volto amoroso del padre che sa indicarle la via verso la verità che porta alla salvezza, ed al centuplo quaggiù.

Rimini Summer Pride 2019

Sua Eccellenza Monsignor Francesco Lambiasi 

sono Benedetta Pari, una ragazza di 25 anni di Rimini e lavoro a Cesena in ospedale.

Rimettendomi alla Sua paternità, come ha dimostrato in questi anni nella nostra amata città, ci tenevo a scriverLe riguardo al Summer Pride del prossimo ‪27 luglio‬, anche alla luce della sua intervista uscita sul giornale “Il Ponte”.

Il fatto che una manifestazione come il Summer  Pride sia da tanti – cattolici e non – considerata quale evento pacifico e privo di ogni ripercussione nella vita civile e nel tessuto sociale mi lascia sinceramente perplessa e tali perplessità desidererei condividerle con Lei.

Mi riferisco innanzitutto al terreno scivoloso che rappresenta  il sostenere che “love is love”, cioè “amore è amore”, a qualsiasi costo, in qualsiasi forma e numero: se “amore é amore” perché non avere relazioni con più persone alla volta o con gli animali? Se è amore anche quello…

Ma mi riferisco anche alla menzogna del poter essere ció che ci si sente decidendo da sé il proprio sesso (ora si dice genere) indipendentemente dal dato biologico, quel dato che nostro Signore ha assegnato in un ordine perfetto a ciascuno di noi fin dal nostro concepimento per la nostra felicità piena e, non ultimo in ordine di gravità, mi riferisco alla blasfemia aperta e oltraggiosa che sempre accompagna questi cortei, alle nudità esibite e agli atteggiamenti volgari e provocatori verso la religione cattolica e davanti a tante persone e agli occhi innocenti dei bambini.

Mi rendo conto che queste persone sono assetate come me di Qualcosa che riempia il loro cuore e per questo noi cattolici siamo chiamati ad annunciare con forza che c’è una risposta al loro desiderio, che è Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, morto in croce per ciascuna persona, e quindi anche per loro. Quell’amore che desiderano e che ribadiscono come loro diritto è l’amore di Dio. È questo quello che loro cercano senza saperlo! Occorre ricordare a questi uomini e a queste donne che Gesù non vede l’ora di riabbracciare i suoi figli dispersi, che li attende come il padre attende il ritorno del figliol prodigo e che solo Dio può offrire loro l’unico vero amore possibile totalmente appagante: puro, casto, infinito, gratuito, totale, senza ritorni. Sarebbe bello dichiarare apertamente anche tramite un comunicato queste cose, offrendo loro un cammino di reale conversione, nella certezza che senza Verità non è possibile l’Amore.

Non abbia timore di dire le cose come stanno: noi giovani (glielo dico per esperienza) abbiamo bisogno di sentirci dire la Verità!!

É quella che in fondo ci affascina e che desideriamo, anche se all’inizio può far male, ma poi diventa salvifica!

Certa della sua attenzione e del Suo paterno amore per la Chiesa di Rimini Le porgo i miei cari saluti in Gesù.

 

Uniti in Cristo,

Benedetta Pari

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