di Giovanna Ognibeni

 

Paradosso primo.

Viva agitazione, ansia e pensieri morbosi per le sorti del pianeta, apprensione per migliaia di specie animali che rischiano l’estinzione, anche se ci conforta il caso del Gorilla Gorilla in Nigeria, già dato per estinto un secolo fa e poi riemerso; una pessima salute di ferro, verrebbe da dire.

C’è poi l’elemento di grandissima e gravissima preoccupazione dell’innalzamento delle temperature, che ogni anno sono sempre le più elevate di sempre, perlomeno degli ultimi 100 mila anni come disse allarmato qualcuno l’anno scorso: calcoli statistici, modelli matematici e osservazioni su resti fossili e rocce spacciati come evidenze incontrovertibili misurate col termometro. Allarmismo da Invasione degli Ultracorpi, attacchi vandalici giustificati (=resi giusti) da magistrati per l’alto valore civile della protesta.

Insomma, gente terrorizzata per una fine prossima ventura forse tra venti, trent’anni o più.

Non c’è tempo da perdere (e dagli con gli orologi all’indietro, poco ansiogeni già in sé), bisogna agire subito, è già troppo tardi ma forse c’è ancora un minimo margine. Un po’ come l’avviso di un antivirus che mi compare ogni volta che accendo il computer: hai perso l’offerta, ormai è troppo tardi, peggio per te. Ma siccome ci fai pena, giusto per te una piccola proroga, una piccola eccezione. Il sottotesto dice: “on vorrai essere così meschina e stupida da non aderire”.

Guerra Ucraina-Russia: Allegria, allegria!! Caspita Putin sta vincendo, magari ha intenzione di invadere Andorra dove non gli hanno fatto lo sconto che s’aspettava (amichevole avvertimento per chi va in Andorra: ricordarsi che non è in U.E. e che vi fanno sparire tutto il credito telefonico prima di aver digitato la domanda sui costi).

Allora, vediamo di fare qualcosa ché siamo in piena emergenza: ancora armi all’Ucraina ma da usare con parsimonia come difesa, non certamente sopra il territorio russo. Giammai! D’altra parte, dice Stoltenberg – nomen omen se mai ce ne fu uno – chi siamo noi per dire all’Ucraina come usarli? È uno Stato sovrano perdincibacco. Chi vuol mandare altri missili? chiede il vecchio maestro rinco e giù tutti a gara ad alzare le mani come a scuola: “io, io, io!!!”.

Sfogliamo la margherita, guerra sì guerra no, ma tutti posati rilassati, sereni, tutt’al più vagamente pensosi.

Che vuoi che siano una o due bombe nucleari, pensiamo piuttosto a salvare la foca monaca e il sifaka coronato (esiste esiste, un lemure).

E poi mica saremo così fessi, vediamo di sfangarla il 28 giugno (anniversario di Sarajevo per gli smemorati) e occupiamoci del gay Pride.

Paradosso secondo.

L’OMS quantifica in circa sette milioni di persone morte direttamente per Covid nel periodo della pandemia, anche se alcuni ritengono che le cifre siano largamente sottostimate.

Il che mi fa capire di essermi decisamente rimbambita perché proprio non mi ero resa conto di quanto Governi, istituzioni e media avessero volutamente ridotto i numeri della tragedia per non destare troppo timore tra la gente.

Noi però ci fidiamo come sempre dell’OMS.

La stessa OMS ha certificato circa sei milioni sei di morti all’anno per il fenomeno di resistenza antimicrobica ed agli antibiotici (settimana mondiale per la consapevolezza degli Antibiotici novembre 2023). L’allarme è stato sollevato senza troppe fanfare e bare trasportate da camionette dell’esercito e senza protocolli tassativi ai medici al fine di ridurre fortemente il ricorso agli antibiotici. Del resto è da almeno quarant’anni che si sa dell’inevitabile antibiotico resistenza. Le autorità mondiali sono prudenti, hanno aspettato decenni in vigile attesa ma poi, quando si muovono, son dolori per tutti.

Sei milioni all’anno in quattro anni fanno 24 milioni, se le tabelline funzionano ancora.

Certamente l’antibioticoresistenza non è contagiosa come la variante Arturo del Covid, ma insomma i defunti sono appunto defunti.

Qui poi si innesta un ulteriore paradosso nel paradosso.

In un’epoca così scientifica e matematica si danno letteralmente i numeri, perché uno tira l’altro come le ciliegie.

Pare che non si faccia attenzione ai decimali nell’errata convinzione che gli zeri dopo le virgole non contino, cosicché uno 0,002 diventa in un batter d’occhio un 2%.

Già sull’intera popolazione mondiale si potrebbe sollevare qualche dubbio: ci siamo appena abituati ad essere 7 miliardi che scopriamo di essere 8.

Non c’è trucco non c’è inganno ma tra modelli matematici e proiezioni statistiche avremmo dovuto essere già estinti un trentennio fa. (È vero che ora stanno cercando di rimediare in fretta portandoci se non ad una totale estinzione perlomeno alla drastica riduzione di tante bocche da sfamare).

Andrò giù di accetta anch’io ma cercando di rispettare le virgole. Dalle diverse fonti consultate così, alla garibaldina ma in modo omogeneo, pare che di questi 6 milioni di morti terra marique solo 35000 appartengano all’Unione Europea, negli Stati Uniti circa 25000. Prendiamo i dati per buoni: la popolazione dell’UE come detto è di 440 milioni di anime(?) circa il 6 % della popolazione mondiale e, se la cifra di 35000 morti è precisa, proiettata su scala mondiale arriverebbe a poco più di mezzo milione di decessi, cifra comunque di tutto rispetto.

Il dato riferito per esempio all’Europa e agli Stati Uniti mostra un’incidenza simile quantificabile in uno 0,008% periodico. Evidentemente in molti altri Paesi d’Africa ed Asia le condizioni igieniche e di assistenza sanitaria costituiscono un fattore moltiplicatore di gravi malattie provocate da batteri e microbi e quindi del fenomeno della resistenza agli antimicrobici e antibiotici, e questo spiegherebbe il numero drammatico di morti, attribuibile alla resistenza dei batteri.  A dire il vero non so quanto questi calcoli (anche qui si sparano cifre diversissime) siano frutto di capillare ricerca sul campo e quanto a modelli matematici e proiezioni in scala. Del resto numeri pandemici e gradi dei cambiamenti climatici dovrebbero renderci accorti.

A meno che questa (contenuta) enfasi non sia utile alla marcia a ranghi serrati per la massiccia diffusione dei vaccini, come se, così a lume di naso, mentre degli stupidi microorganismi dai e dai riescono a contrattaccare gli antibiotici, le difese immunitarie invece restino ferme, immuni appunto da variazioni e reazioni, come un puntaspilli in attesa del prossimo spillo.

Ai posteri forse l’ardua sentenza ma intanto abbiamo la stessa divinità suprema che ci invia due messaggi contrastanti: per una pandemia da sette milioni in quattro anni è stata fatta strame di ogni libertà, diritti al lavoro alla circolazione all’educazione con le ricadute economiche e sanitarie che sembrano non alla fine ma all’inizio del ciclo ‘effetti collaterali’.

Per sei o sette milioni di morti all’anno viva preoccupazione e ferma esortazione a tutelare i valori della convivenza civile (e un’altra corona d’alloro all’altare della Patria).

Sembrerebbe che anche per l’OMS in Africa e altre zone, fuori dal quadrilatero d’oro dei Paesi occidentali o occidentalizzati, hic sunt leones.

Come la lista dei peccati, anche la lista dei paradossi è pressoché infinita. Facciamo solo accenno ad un

Paradosso terzo.

Al culmine del progresso tecnico scientifico, della scolarizzazione di massa, delle preoccupazioni pedagogiche per favorire l’apprendimento, eccetera eccetera si ha l’esito del cosiddetto analfabetismo funzionale e dell’alta percentuale di studenti e di adulti che non comprendono un testo scritto.

Dibattiamo pure sulle percentuali e sul “quanto” di un testo non venga compreso, e sul fatto che l’incomprensione verta soprattutto sul linguaggio matematico. Come se questa fosse una scusante: la grammatica matematica (sembra un gioco di parole ma non lo è) è in maniera più evidente legata alla grammatica della logica, ma questa è assente in modo forse più sfumato ma metastatizzato anche nel linguaggio comune.

Mi spiego meglio con due ricordi.

Un giorno ormai lontano scopro con sorpresa che per una ragazzina di seconda media ‘obbligo’ e ‘divieto’ sono sinonimi – ah, le mitiche aree semantiche!  –  con inevitabili riflessi su quanto mi racconta di una vicenda storica. Quisquilie, pinzillacchere, avrebbe detto Totò.

Agli inizi degli anni ’80, un pittore (anche piacevole nei suoi dipinti) comunista vero del PCI, giunto in un paesino della Calabria per una mostra itinerante di arte moderna, si mise a colloquiare, come un comunista duro e puro sapeva e doveva fare, con il popolo, nella fattispecie rappresentato da vecchi contadini seduti sulle seggiole del bar in piazza. Scoprì con assoluto orrore che per loro Democrazia significava Democrazia Cristiana! Probabilmente vide sfilare davanti a sé, come Macbeth l’ombra di Banquo, i fantasmi degli innumerevoli oratori del PCI mentre facevano inconsapevole propaganda per la D.C quando entusiasmavano le folle sui valori della democrazia.

A voi trovare le differenze.

Come s’è risolto il paradosso? Alla luce dei criteri teorici del Progresso illuminato. Se era palese l’ingiustizia e lo scandalo del figlio bamba di gente ricca che riusciva a laurearsi dopo un percorso scolastico fatto di scuole private, lezioni private conoscenze ed aderenze varie come bisognava agire? Certamente non offrire l’unica cosa che serviva veramente cioè le risorse economiche, bensì adoperarsi per l’agevolazione del percorso scolastico, l’accesso indiscriminato ad ogni tipo di studio. Perché non importava il singolo povero ma capace e volenteroso. Era il principio da salvare, quello che per cui diritto non è la possibilità dello studio ma il titolo di studio. Il sottotesto era ed è che se vuoi, puoi e che sono le condizioni borghesi e capitalistiche a condurre il gioco. I limiti o la libertà del ragazzo non sono contemplati.

Ancora una volta specchietti e vetrini colorati.

Una laurea non si nega a nessuno. Tanto poi la vita e soprattutto i soldi e le aderenze saranno il vero discrimine.

Tra il desiderio di giustizia cristiano e quello laico-agnostico c’è la differenza non da poco che il primo prende la Gerusalemme celeste come paradigma di comportamento nell’attesa che le due Gerusalemme si fondano, nella consapevolezza che qui la “fontana di speranza vivace” anticipa solamente la“meridiana face di carità”  e che, come diceva Benedetto XVI,  compito nostro è porre un argine al male; il secondo crede e cerca di realizzare un Eden terrestre. A qualsiasi prezzo.

Se poi queste vi paiono solo chiacchiere inconcludenti, pensate che il frutto dei lombi di cotanta saggezza umana ormai votano e saranno sempre di più a votare.

E che se c’è un dato strutturale che accomuna i vari Turetta, Pifferi, Impagnatiello e molti altri sino a quei tre poveri sventurati del fiume Natisone è la drammatica incapacità a far fronte alle difficoltà che la vita ti pone. Senza la coorte dei consigli del mondo del web, la grande maggioranza dei giovani e similgiovani è come un uccello invischiato nella pania, preda di falchi e uccellatori.

 

 


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