di Sabino Paciolla
Papa Leone XIV ha nominato un altro vescovo cinese nell’ambito dell’accordo provvisorio tra la Santa Sede e Pechino, confermando la volontà di proseguire il dialogo avviato durante il pontificato di Francesco.
Lo riporta Victoria Cardiel in un suo articolo pubblicato su EWTN News.
Padre Joseph Chang Yanfeng è stato ordinato mercoledì vescovo di Chifeng, nella Mongolia Interna, dopo l’approvazione papale arrivata il 15 giugno. Chang, che dal 2021 guidava la diocesi come amministratore, è nato nel 1984 nel Liaoning, si è formato al Seminario di Shenyang e ha completato gli studi in teologia biblica in Corea del Sud, all’Università Cattolica di Daejeon. Ordinato sacerdote nel 2010, ha servito come parroco della cattedrale di Chifeng e successivamente della parrocchia di Lindong, prima di diventare amministratore diocesano nel 2021.
La nomina si inserisce nel meccanismo previsto dall’accordo Cina-Vaticano firmato nel 2018, mai reso pubblico nel suo testo integrale, che stabilisce una procedura condivisa per la scelta dei vescovi cinesi. L’intesa è stata rinnovata ogni due anni fino al 2024, quando è stata prorogata fino al 2028. Secondo quanto reso noto, il Papa conserva l’ultima parola sulle nomine e può respingere i candidati indicati da Pechino, mentre la Santa Sede si è impegnata a non procedere alle nomine episcopali senza il previo assenso del governo cinese. Si tratta di un compromesso delicato, dato che per decenni Pechino ha considerato le nomine episcopali romane un’interferenza negli affari interni cinesi, sullo sfondo dell’assenza di relazioni diplomatiche tra le parti dal 1951 e della storica divisione dei cattolici cinesi tra Chiesa “patriottica” statale e comunità clandestine fedeli a Roma.
L’articolo ricorda anche i momenti di tensione registrati durante la sede vacante tra la morte di Francesco e l’elezione di Leone XIV: il 28 e 29 aprile 2025 le autorità cinesi elessero unilateralmente due vescovi, tra cui uno per Xinxiang, diocesi già guidata da un presule riconosciuto dal Vaticano, generando polemiche. Secondo AsiaNews, tali mosse riflettevano la linea del Partito Comunista secondo cui la vacanza della Sede Apostolica (dovuta alla morte di Papa Francesco) non doveva interrompere il funzionamento della Chiesa in Cina.
Con l’ordinazione di Chang, salgono a 15 i vescovi nominati nell’ambito dell’accordo provvisorio. Da quando è iniziato il suo pontificato, Leone XIV ha già compiuto diversi passi in questa direzione: il riconoscimento di Joseph Lin Yuntuan come ausiliare di Fuzhou (giugno 2025), la soppressione delle antiche diocesi di Xuanhua e Xiwanzi con la creazione della nuova diocesi di Zhangjiakou (luglio 2025), l’ordinazione di Joseph Wang Zhengui come suo primo vescovo (settembre 2025), e le ordinazioni di Ignatius Wu Jianlin a Shanghai e di Francis Li Jianlin a Xinxiang, entrambi nominati dal Papa l’11 agosto e ordinati rispettivamente il 15 ottobre e il 5 dicembre 2025. Un percorso che, pur tra tensioni, conferma la continuità della strategia vaticana verso Pechino.
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