Papa Francesco ha lodato una suora che promuove l’accettazione cattolica del travestimento, delle operazioni di “cambio di sesso” e delle relazioni omosessuali. 

Ne parla John-Henry Westen nel suo articolo pubblicato su Lifesitenews che vi presento nella mia traduzione. 

Qui invece trovate la fonte originaria argentina della notizia.

 

suor Mónica Astorga Cremona

 

Papa Francesco ha scioccato il mondo lodando una suora che promuove l’accettazione cattolica del travestimento, delle operazioni di “cambio di sesso” e delle relazioni omosessuali. 

Questi problemi sono difficili, ed il tutto è complicato dal fatto che questa suora sta facendo effettivamente delle cose molto buone per aiutare le persone ad uscire dalla dura povertà. 

Doug Mainwaring di LifeSite ha riferito la settimana scorsa sulla lode di Papa Francesco per la suora argentina Mónica Astorga Cremona, conosciuta localmente in Argentina come la “Suora del Trans”. 

L’elogio di Papa Francesco è venuto in seguito dell’apertura di un nuovo complesso di 12 piccoli appartamenti riservati esclusivamente agli uomini che si dichiarano donne e ai loro partner sessuali. Nella sua comunicazione con suor Cremona, il Papa si è riferito alle sue utenti transessuali come “ragazze”.

“Cara Monica, Dio, che non è andato in seminario e non ha studiato teologia, ti ripagherà abbondantemente. Prego per te e per le tue ragazze”, ha detto.

Questa non è la prima volta che Papa Francesco fa commenti opposti a quelli che la Chiesa cattolica tradizionalmente insegna sul rifiuto della propria identità sessuale donata da Dio. 

Il 2 ottobre 2016, Papa Francesco si riferì a una donna che aveva subito un’operazione di “cambio di sesso” come [fosse] un uomo. Si riferì a lei come [ad un uomo] che aveva “sposato” un’altra donna e ammise di averla invitata e ricevuta in Vaticano nel 2015, descrivendo la coppia come “felice”. Chiarendo il suo uso dei pronomi, il papa disse: “Lui era lei, ma è lui”.

Papa Francesco con Diego Neria Lejarraga (donna che ha subito operazione per apparire uomo) sposato con una donna

Il Papa disse anche che la donna, che “si sentiva un uomo” ma “era fisicamente una giovane donna”, alla fine si è “sposata” dopo un intervento chirurgico per il cambio di sesso a vent’anni. “Mi scrisse una lettera dicendo che, per lui, sarebbe stata una consolazione venire [a vedermi] con sua moglie”, disse il Papa. “Li ho ricevuti e sono stati molto felici”.

E a questo si può aggiungere il fatto che il Papa ha promosso apertamente uno dei maggiori promotori dell’omosessualità e del transgenderismo nella Chiesa cattolica in America – padre James Martin (un padre gesuita molto attivo sui social, ndr). 

Il Papa ha nominato padre Martin al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e lo ha fatto parlare all’Incontro Mondiale delle Famiglie [organizzato] dal Vaticano. Lo ha anche incontrato personalmente in un’udienza, le cui foto sono state usate da padre Martin per attestare il sostegno del Papa al suo programma – che ha raccolto l’opposizione di diversi vescovi statunitensi.

Le questioni relative al transgenderismo sono complesse e oggi lo sono ancora di più in quanto la società sta spingendo con forza su questo ordine del giorno e rivendica ferocemente che coloro che lo mettono in discussione in qualsiasi modo sono portatori di odio. Siamo arrivati al punto di criminalizzare – almeno in alcuni stati e nazioni – l’aiuto psicologico per coloro che desiderano normalizzare i loro desideri sessuali.

Tuttavia, gli insegnamenti della Chiesa cattolica in materia di sessualità sono molto chiari e non possono cambiare. 

Questi insegnamenti sono stati brevemente riassunti l’anno scorso in un documento di vari prelati di alto rango, tra cui il cardinale Raymond Burke e il vescovo Athanasius Schneider. Chiamata la Dichiarazione delle verità, il documento diceva che è una ribellione e un “peccato grave” per un uomo “tentare di diventare donna”. E continua:

27. Il sesso maschile e quello femminile, “essere uomo”, “essere donna”, sono realtà biologiche, create dalla sapiente volontà di Dio (cfr. Gen 1, 27; Catechismo della Chiesa Cattolica, 369). È quindi una ribellione contro la legge naturale e divina e un peccato grave che un uomo possa diventare una donna mutilandosi o anche semplicemente dichiarandosi tale, o che una donna possa similmente diventare uomo, o affermare che l’autorità civile abbia il dovere o il diritto di agire come se tali atti fossero o potrebbero essere possibili e legittimi (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2297). 

Nel 2000, la Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano ha emanato una guida confidenziale per i vescovi, osservando che le procedure di “cambio di sesso” non alterano il sesso di una persona. Il documento dava istruzioni ai vescovi di non cambiare mai il sesso elencato nei registri battesimali della parrocchia e diceva che i cattolici che hanno subito procedure di “cambio di sesso” non sono idonei a sposarsi perché agli occhi della Chiesa avrebbero “sposato” qualcuno dello stesso sesso.

La tradizionale posizione della Chiesa sull’insegnamento sessuale, mentre è considerata dal mondo laico come insensibile e persino crudele, in realtà parla alla realtà della sessualità umana – è davvero l’unica posizione amorevole e premurosa che si possa prendere. 

La falsità di sostenere stili di vita che portano a danni fisici, mentali e spirituali può sembrare preoccupante in superficie, ma in realtà priva le persone afflitte da disfunzioni sessuali della cura e dell’aiuto di cui hanno bisogno e che meritano.

I migliori portavoce della verità su questi difficili temi sono quelli che hanno subito operazioni di “cambio di sesso” e che hanno testimoniato la devastazione che ne è derivata. Walt Heyer è un uomo che ha vissuto da “donna” per otto anni. La sua testimonianza, che può essere letta cliccando qui, deve essere ascoltata, poiché racchiude la realtà del cambiamento di sesso e il danno dell’affermazione del rifiuto del proprio sesso donato da Dio.

Ci sono molte altre testimonianze di coloro che hanno percorso la strada della cosiddetta “transizione di genere” e che mettono in guardia dalla sua devastazione ed [evidenziano] la potenza salvifica di Cristo che è stato capace di liberarli da quello stile di vita dannoso e peccaminoso. 

Ma anche se l’insegnamento della Chiesa è chiaro al riguardo, la confusione causata da suor Cremona, da padre James Martin e anche dal Papa stesso è davvero molto grave. A ciò si aggiunge la pressione sociale anche sotto forma di leggi che schiacciano i cattolici e tutti coloro che su questi stessi temi si atterrebbero alla moralità.

Questi problemi sono complessi e nel caso di suor Cremona, sono esacerbati dal fatto che lei sta salvando questi individui da una povertà a volte terribile e sta dando loro un alloggio pulito. Oh, che gioia se lo facesse come Madre Teresa senza convalidare il loro peccato sessuale. Si vede chiaramente che sta confermando queste povere persone nel loro peccato sessuale, permettendo a questi uomini vestiti e a volte mutilati per sembrare donne di vivere in questi appartamenti con i loro partner dello stesso sesso.

Inoltre, suor Cremona ha promosso i cosiddetti “diritti”LGBT e le marce dell’orgoglio gay (Gay Pride, ndr). Avrebbe potuto aiutare queste povere persone a uscire dalla povertà, offrendo loro la verità cristiana sulla sessualità donata da Dio. Certo, sarebbe stato un percorso più difficile, certo, la società non avrebbe celebrato il suo lavoro se lei avesse fatto in questo modo. Ma sarebbe stata la via di Cristo, e avrebbe servito queste povere persone anima e corpo, dando loro aiuto sia in questo mondo che nel prossimo.

Se volete una buona immagine della nuova e falsa Chiesa che viene promossa, consapevolmente o inconsapevolmente, da papa Francesco, suor Cremona è un buon posto dove guardare.

Mónica Astorga Cremona e Lizy Tagliani

C’è una distorsione della fede cattolica che avviene a tal punto che la fede sta diventando irriconoscibile. C’è un famoso attivista e comico transgender in Argentina con il quale suor Cremona si è associata. Quest’uomo biologico, che si dice essere una donna, si fa chiamare Lizy Tagliani (vedi video). In un video in cui fa da cronista sul posto per un programma televisivo, cammina intorno a una celebrazione cattolica all’aperto dove parla con diverse persone tra la folla, per poi parlare anche con un ministro straordinario della Santa Comunione che sta distribuendo la Santa Comunione.

Il travestito Tagliani chiede al ministro straordinario della Santa Comunione se può riceverLa anche se ha peccato. E lei gli dà la Comunione. C’è confusione in studio, perché questa è una sorpresa, e Tagliani dice scherzosamente: “Se mi sciolgo so perché – perché ho ricevuto la Comunione mentre ero nel peccato”. Dopo che le risate finiscono, l’ospite dice: “Comunque il Papa dice di creare problemi”, a cui Tagliani risponde: “Certo, ho appena fatto un casino proprio come ha detto papa Francesco che dovremmo fare”.

La situazione nella Chiesa è terribile. Sembra che siamo arrivati ai tempi profetizzati nella Sacra Scrittura, dove anche gli eletti saranno confusi. E voglio chiedervi di unirvi a me in un appello a tutti i nostri fedeli vescovi e cardinali affinché parlino apertamente e difendano la fede che viene corrotta dal Papa stesso. Sì, questi sono tempi difficili, e sì, è una posizione difficile da prendere. Ma sono chiamati a difendere la fede. Infatti, proprio l’apostolo che affrontò pubblicamente il primo Papa – San Pietro – sul suo errore, disse questo al vescovo San Timoteo:

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero..

 

 

*****(fine dell’articolo di John-Henry Westen)*****

 

Da un articolo di Gisele Sousa Dias pubblicato su Infobae (via traduttore automatico)

La missione di una suora di clausura è, in sostanza, la preghiera e il silenzio. Ma se c’è una cosa che suor Monica non fa, è tacere. “Recentemente, una donna molto credente mi ha chiesto: Dite loro che vivono nel peccato, non è vero? E penso: chi sei tu per chiudere le porte della Chiesa a una donna trans (cioè un uomo, ndr)? Chi sei tu per dirle che deve vestirsi come un uomo? Chi sei tu per dire a un gay o a una lesbica cosa può fare della sua vita? Pensiamo di essere così perfetti da pensare di avere l’autorità per dire agli altri chi dovrebbero essere”, dice.

Le parole di suor Mónica Astorga Cremona fanno eco alla frase più famosa del pontificato di Papa Francesco:

“Chi sono io per giudicare?”

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