Ricevo la segnalazione e volentieri rilancio l’articolo pubblicato sul blog di Luca Di Tolve

 

Papa Francesco legge omelia esequie Papa Emerito Benedetto XVI 05 01 2023
Papa Francesco legge omelia esequie Papa Emerito Benedetto XVI 05 01 2023

 

Cari amici e sostenitori,

sento il bisogno come leader della nostra missione di fare chiarezza su quanto è accaduto in questo ultimo periodo, affrontare cioè insieme questo tsunami, arrivato come un pessimo regalo di Natale, direttamente dal dicastero per la dottrina della fede: la dichiarazione “Fiducia supplicans”.

Nel testo ho provato sconcerto, dolore per il tradimento e afflizione.

Mi ha afflitto la confusione che questo documento ha generato, nato in un contesto sociale in cui certe falsità mondane prive di fondamento cercano di cavalcare l’onda di tali “proposte pastorali” per affermare la naturalità di rapporti che sappiamo bene non essere nati nel cuore di Dio; e non mi riferisco solamente ai rapporti omosessuali, ma anche alle relazioni tra persone separate e “risposate” e a tutte quelle unioni che vanno sotto il nome di “situazioni irregolari”, termine che lascia largo margine di interpretazione.

 

Tale documento, quindi, pone la Chiesa in una dimensione di vulnerabilità:

essa, in tale contesto, presta il fianco a coloro che lavorano nel campo della comunicazione e che cercano di combattere la nostra fede annientando tutto ciò che è di “scandalo” per il mondo: la castità, la purezza, la verità.

Stravolgendo il significato di amore e di misericordia, tali sapienti della manipolazione accompagnano coloro che saltano sul carrozzone nel “paese dei balocchi”, dove tutto è permesso, tutto è amore, tutto è santo e degno di essere benedetto da Dio.

Ma, come dice Papa Francesco, la menzogna, il compromesso e la confusione generano la divisione e producono frutti marci: il sospetto e la guerra tra fratelli.

 

Il Santo padre lo ha ricordato recentemente: “Diavolo significa ‘divisore’. Il diavolo vuol sempre creare divisione”.

Il diavolo divide perché «in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna» (Gv 8,44).

Uomini e donne, madri e padri dimenticati e soprattutto giovani e giovanissimi che gridano aiuto; non si tratta solo di persone con l’attrazione per lo stesso sesso, ma la società intera rischia di essere confermata nell’errore in cui già sta vivendo:

tanti giovani, conformatisi a questa mentalità della società liquida, rifiutano il matrimonio, anche civile. Rifiutano ogni impegno, ogni responsabilità, ogni vincolo che potrebbe trasformarsi -a giudizio del mondo- in una catena che impedisce la libertà.

Ma noi sappiamo bene che le catene che limitano la nostra libertà sono quelle prodotte dal peccato, non dall’amore e dal prendersi cura di altri.

 

Ai nostri giovani non vengono insegnate né testimoniate la fedeltà, la bellezza e la potenza del Sacramento del Matrimonio;

chi parla loro della famiglia come via di santità?  Chi testimonia loro la fede come affidamento totale della propria volontà e della propria vita a Dio? Chi ha il coraggio, oggi, di esporsi parlando ai nostri giovani di valori dimenticati come l’onore, l’integrità, la responsabilità, il coraggio, la rinuncia, la castità?

Chi parla loro di mascolinità e femminilità come doni meravigliosi, unici e indiscutibili che Dio ha creato per poter comunicare la sua immagine di amore trinitario?

 

Le famiglie numerose sono sempre più rare, la cultura dello scarto imposta dal pensiero unico e dominante

ci impone di “fare ciò che ci sentiamo di fare”, vivendo in superficie e “di pancia”, guidati dalle sensazioni e dai desideri -a discapito della sofferenza di chi ci sta accanto- e proponendoci uno stile di vita da poppanti dove l’unico obiettivo è succhiare per sfamare i nostri appetiti.

L’amore però non è prendere, ma dare.

 

Sì, i veri emarginati siamo noi che lottiamo per la castità, per la fedeltà, per andare contro le nostre pulsioni e contro la tentazione

 di cedere alle false libertà che ci distraggono dal sacrificio di una vita sana e ci allontanano da Dio, dall’amore, dalla salvezza.

La società esalta ed elogia uno sportivo o una star che sacrificano la propria vita in vista del successo, ma una persona che combatte contro il proprio egoismo, le proprie pulsioni, le proprie fragilità per raggiungere la santità (obiettivo a cui tutti siamo chiamati) viene vista come un folle, un esaltato, un indottrinato, un illuso.

Non soffrite anche voi con me nel vedere tanti cristiani dalle coscienze anestetizzate da dottrine malsane?

Vi accorgete anche voi che molti cristiani vivono un vangelo “fai da te”, dove prendono ciò che interessa e lasciano ciò che non è gradito, come al fast-food o al supermercato?

Ecco, come se fossero al supermercato delle idee. 

 

Soffro per le conseguenze di queste teorie seducenti che avvolgono la Chiesa; sono addolorato per le varie interpretazioni false e distruttive che cercano di contrastare la ricchezza generata nei secoli dai padri della Chiesa, nel catechismo e nel magistero.

Voglio lanciare a un grido di aiuto umile e sincero, chiedendo a Papa Francesco in ginocchio e in nome di tutti questi miei fratelli che soffrono e offrono ogni giorno la loro sofferenza per il bene della Chiesa:

ci aiuti, Santo Padre, abbiamo bisogno di padri, vogliamo sentirci incoraggiati e benedetti.

 

Ringrazio tanti Cardinali, vescovi, sacerdoti e fratelli che restano nella luce dello Spirito Santo.

Vorrei ringraziare in particolare il Card. Robert Sarah, che mi ha incoraggiato e onorato, facendomi dono della prefazione al mio libro.

Concludo con un mio desiderio: quello di condividere con voi l’articolo preciso, profondo e puntuale del cardinale: che possa essere d’aiuto a ciascuno di noi per fare luce in questo tempo di fitte tenebre.

Uniti nella preghiera e nel nome di Gesù, nostro tutto.

Luca Di Tolve

 


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