Il trambusto che ha generato la pubblicazione del libro scritto da Benedetto XVI e il card. Sarah ha messo in moto la macchina della stampa liberal. Su questa Padre Raymond J. de Souza scrive questo articolo National Catholic Register che a mio parere merita attenzione. Eccolo nella mia traduzione. 

 

Benedetto XVI e Papa Francesco in piazza San Pietro il 28.9.2014 (Photo by Tiziana Fabi/AFP via Getty Images)

Benedetto XVI e Papa Francesco in piazza San Pietro il 28.9.2014 (Photo by Tiziana Fabi/AFP via Getty Images)

A Roma è scoppiato un vigoroso accordo, e c’è rancore e recriminazioni a tutto tondo. Il nuovo libro di Benedetto XVI e del cardinale Robert Sarah – o ultimamente del cardinale Sarah con Benedetto XVI – ha suscitato un grande dibattito sulla paternità. Edward Pentin ha fatto una analisi su questo.

Ma la domanda più sconcertante è questa: Perché la stampa cattolica liberal ritiene che Benedetto stia minando il celibato sacerdotale di Papa Francesco quando è d’accordo con lui? Le proteste di coloro che sono considerati collegati alla cerchia ristretta di Papa Francesco – Austen Ivereigh, autore di due biografie del Santo Padre; Gerard O’Connell della rivista America che, con sua moglie, la giornalista argentina Elisabetta Piqué, sono amici del Papa da prima della sua elezione – suppongono che Benedetto che difende il celibato sacerdotale stia frustrando l’agenda di Papa Francesco.

Non è la prima volta che succede. Alcuni di coloro che sono vicini al Papa sembrano pensare che quello che dice Papa Francesco non sia quello che pensa Papa Francesco. Quindi, per essere d’accordo con le sue dichiarazioni pubbliche bisogna essere davvero in disaccordo con il suo pensiero privato. Significa contraddire un magistero segreto che solo pochi hanno il privilegio di conoscere.

La salvezza [raggiunta] attraverso una conoscenza segreta è un’antica eresia chiamata gnosticismo. Nel 2018, Papa Francesco ha condannato a lungo nuove forme di gnosticismo nella sua esortazione sulla santità, Gaudete et Exultate.

“Lo gnosticismo è una delle peggiori ideologie, poiché, mentre esalta indebitamente la conoscenza o una determinata esperienza, considera che la propria visione della realtà sia la perfezione. In tal modo, forse senza accorgersene, questa ideologia si autoalimenta e diventa ancora più cieca”, scriveva (40).

Ma questo è solo quello che ha scritto in un documento ufficiale di insegnamento. Forse non è quello che pensa, e i suoi sostenitori rumorosi dei media sanno quello che davvero pensa. Non sarebbero né ideologici né miopi, ma dotati di una maggiore comprensione dei pochi privilegiati. Forse papa Francesco è davvero a favore dello gnosticismo e i giornalisti progressisti hanno la gnosi.

I critici del libro di Benedetto/Sarah sul celibato sacerdotale si sono spinti fino a suggerire che il Papa emerito stesse suggerendo un “magistero parallelo”. Questa è una pretesa troppo forte; al massimo Benedetto offre un “magistero di rinforzo”, prestando la sua grande profondità teologica per rafforzare le argomentazioni che Francesco stesso ha fatto di sfuggita.

Proprio queste osservazioni – sull’aereo di ritorno da Panama nel gennaio 2019 e più recentemente a conclusione del sinodo amazzonico di ottobre – sono state citate dalla Sala Stampa della Santa Sede in risposta diretta al libro Benedetto/Sarah. Papa Francesco ha fatto sua la famosa frase di San Paolo VI, che “preferisce dare la vita” piuttosto che cambiare l’obbligo del celibato.

Papa Francesco ha permesso che si potesse fare un’eccezione in aree remote – le isole del Pacifico sono state l’esempio che ha citato – ma che si è opposto a rendere il celibato facoltativo per i sacerdoti.

Benedetto XVI, come San Giovanni Paolo II prima di lui, ha fatto eccezioni, per gli ex sacerdoti protestanti sposati che volevano diventare sacerdoti cattolici. Benedetto ha anche permesso che si facessero eccezioni speciali negli “ordinariati personali” istituiti per gli ex anglicani.

Quindi, se Benedetto sostiene Francesco, e i funzionari delle comunicazioni della Santa Sede fanno notare questo punto, perché tanta agitazione da parte della stampa cattolica liberal su Benedetto che contraddice ciò che Francesco pensa veramente nel suo magistero segreto?

Per quattro ragioni: Il cammino sinodale della Germania; Amoris Laetitia; l’abuso sessuale; l’omosessualità – tutti casi in cui alcuni credono che il magistero segreto sia all’opera.

Papa Francesco ha chiarito molto bene lo scorso giugno – amplificato dai dicasteri vaticani più tardi in estate – che non voleva che il “percorso sinodale” tedesco attualmente in corso procedesse come un percorso “vincolante”, dove la Germania rimodellerebbe la dottrina e la disciplina cattolica indipendentemente dalla Chiesa universale. Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il cardinale Reinhard Marx di Monaco di Baviera, ha incontrato il Papa e ha liquidato le sue preoccupazioni come infondate. Il Sinodo tedesco è andato avanti. Il Papa è ufficialmente contrario; il Cardinale Marx sostiene di essere segretamente d’accordo.

Durante i sinodi della famiglia prima della pubblicazione di Amoris Laetitia nel 2016, il Santo Padre ha chiarito che la dottrina non sarebbe stata cambiata. Il documento in sé non ha cambiato alcuna dottrina. Ai vescovi è stato detto di fornire delle linee guida per le loro diocesi. Alcuni lo hanno fatto in continuità con la dottrina e la disciplina cattolica. Altri si sono appellati a una nota ambigua per allontanarsi da quella stessa dottrina e disciplina. I primi hanno seguito il magistero; i secondi a quanto pare si sono sentiti di seguire il magistero segreto.

L’abuso sessuale riguarda più il governo che l’insegnamento magisteriale, ma lo stesso principio può essere applicato. Sono state annunciate diverse iniziative che successivamente non sono state attuate. I funzionari hanno seguito ciò che papa Francesco aveva promulgato per iscritto, o ciò che voleva segretamente?

La questione dell’omosessualità ha già fornito l’equivalente del “Non abbiate paura” di San Giovanni Paolo II per questo pontificato: “Chi sono io per giudicare?” Papa Francesco ha ripetutamente affermato che l’insegnamento del Catechismo è il suo stesso insegnamento e ha denunciato con vigore quella che chiama “ideologia gender”. Eppure sostenitori come il gesuita padre James Martin affermano che il Santo Padre è solidale con la sua difesa “LGBT”, che sostiene che il linguaggio del Catechismo è difettoso. La “T” di transgender non può trovare una sillaba di sostegno in nessun commento di Papa Francesco. Ma cosa pensa veramente Papa Francesco? La stampa progressista fa appello al suo magistero segreto per contraddire ciò che il Santo Padre dice realmente.

La stampa liberal rende un grande disservizio al Santo Padre, suggerendo che egli è connivente o manipolatore o ingannevole, insegnando una cosa in pubblico e promuovendo un’altra cosa in privato. È più rispettoso credere che il Santo Padre dica ciò che crede essere vero.

Non esiste un magistero segreto. Benedetto e il Cardinale Sarah sono d’accordo con l’insegnamento cattolico, così come Papa Francesco.

 

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