Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Emily Mangiaracina e pubblicato su Lifesitenews. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Papa Francesco viaggio Cipro Grecia ritorno a Roma (dicembre 2021)
Papa Francesco viaggio Cipro Grecia ritorno a Roma (dicembre 2021)

 

Papa Francesco ha chiesto misure “obbligatorie e prontamente monitorate” per accelerare la “transizione ecologica” del mondo, rinnovando al contempo le richieste di una governance globale, in un discorso pronunciato dal Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin alla conferenza delle Nazioni Unite sul “cambiamento climatico” COP28 di quest’anno.

La partecipazione di Francesco all’evento delle Nazioni Unite a Expo City, Dubai, doveva essere un’occasione storica – la prima di un Papa a una conferenza COP. A causa delle cattive condizioni di salute, Francesco ha inviato al suo posto Parolin, che ha pronunciato il suo discorso chiedendo urgentemente soluzioni politiche al cambiamento climatico sabato 2 dicembre.

Francesco ha denunciato la “distruzione dell’ambiente” e il cambiamento climatico, che ha attribuito a cause umane, come una “offesa contro Dio” derivante da una “ossessione” per il desiderio di “produrre e possedere”.

Ha poi ribadito la richiesta di una governance globale come soluzione ai cosiddetti “debiti ecologici” che le nazioni ricche hanno “nei confronti di molte altre” nazioni.

“Qual è la via d’uscita? È quella che state perseguendo in questi giorni: la via dell’unione, del multilateralismo”, ha scritto Francesco, riferendosi alla cooperazione internazionale al servizio di un obiettivo comune.

Ha citato la sua recente esortazione apostolica Laudato si’, che sostiene che “è necessario un quadro diverso per una cooperazione efficace” per il nostro mondo “multipolare”, e che “si tratta di stabilire regole globali ed efficaci” (Laudato si’, 42).

Francesco ha anche suggerito che i Paesi dovrebbero mettere il poco definito “bene comune globale” al di sopra dei propri “interessi nazionali”, citando anche la sua passata Lettera enciclica Laudato Si’, che lamentava che i negoziati internazionali “non possono fare progressi significativi a causa delle posizioni assunte dai Paesi che pongono i loro interessi nazionali al di sopra del bene comune globale”. (Laudato Si’, 169)

Il pontefice ha chiarito che ritiene necessario un “cambiamento politico” per combattere questi problemi ambientali e ha rinnovato la sua proposta, avanzata nella lettera enciclica Fratelli Tutti, di “istituire un fondo globale che possa finalmente porre fine alla fame” con il denaro normalmente utilizzato per le armi e altri sforzi militari.

Ha poi sollecitato misure ancora più controverse, proponendo mandati politici per favorire la “transizione ecologica” dei Paesi, in base ai quali, ad esempio, si potrebbe monitorare l’uso dell’energia.

“Che questa COP si riveli un punto di svolta, dimostrando una volontà politica chiara e tangibile che possa portare a un’accelerazione decisiva della transizione ecologica attraverso mezzi che soddisfino tre requisiti: devono essere “efficienti, obbligatori e prontamente monitorati””, ha esortato Francesco, aggiungendo che ciò dovrebbe essere “realizzato in quattro settori: l’efficienza energetica; le fonti rinnovabili; l’eliminazione dei combustibili fossili; l’educazione a stili di vita meno dipendenti da questi ultimi”.

Francesco ha chiesto, inoltre, un cambiamento permanente: “Per favore, andiamo avanti e non torniamo indietro”, ha implorato. Ritiene che i governi debbano far rispettare rigorosamente i mandati per l’uso dell’energia e altre restrizioni ambientali, citando la richiesta della Laudato Si’ di “sanzioni in caso di inadempienza”.

Il cardinale Parolin ha anche pronunciato un discorso scritto da Francesco davanti al primo Padiglione della Fede della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ospitato dal Consiglio musulmano degli anziani in collaborazione con la presidenza della COP28, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e una “coalizione diversificata di partner globali”.

Secondo gli organizzatori della COP28, il Padiglione della Fede è un modo per le Nazioni Unite di “dimostrare che le comunità religiose e spirituali sono essenziali per la lotta al cambiamento climatico e per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e degli obiettivi dell’Accordo di Parigi”.

Come sottolineato dalle Nazioni Unite, il Padiglione della Fede segna un rafforzamento delle relazioni tra le religioni e gli obiettivi climatici dell’ONU. Mentre i precedenti eventi della COP sul clima hanno visto il coinvolgimento di vari rappresentanti religiosi, il Padiglione viene promosso come un notevole passo avanti in queste relazioni, ponendo le religioni accanto ai governi e alle ONG nel movimento globalizzato per l’attuazione delle agende sul “cambiamento climatico”.

Nel discorso pronunciato da Parolin al Padiglione, Francesco ha affermato che oltre a destinare fondi all’ambiente “dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e quindi educare tutti a stili di vita sobri e fraterni”.

Domenica, Francesco si è impegnato a promuovere l’azione contro il cambiamento climatico firmando la Dichiarazione interreligiosa di Abu Dhabi per la COP28, che invita i leader governativi e gli attori non politici a “stabilire meccanismi di responsabilità” per attuare l’azione per il clima, oltre a una serie di altre misure “a favore dell’ambiente”.

Va notato che la COP28 non mira solo a promuovere un’azione globale per “proteggere” l’ambiente, ma anche ad attuare gli obiettivi restrittivi dell’Accordo di Parigi del 2015, favorevole all’aborto.

Come riportato in un precedente articolo di LifeSiteNews, l’Accordo di Parigi chiede ai Paesi di “promuovere… l’uguaglianza di genere, l’empowerment delle donne e l’equità intergenerazionale”, tra le altre cose. Queste frasi, dicono i pro-vita, sono comuni nei documenti delle Nazioni Unite come eufemismi per la promozione dell’omosessualità e dell’aborto.

Francesco avrebbe dovuto partecipare alla conferenza COP26 a Glasgow nel 2021, ma ha deciso di rimanere a Roma e di inviare Parolin al suo posto.

Emily Mangiaracina

 


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