Stralci da un articolo scritto da Gian Guido Vecchi e pubblicato sul Corriere della sera.

 

Papa Francesco conferenza stampa in volo dal kazakistan 13-15 settembre 2022
Papa Francesco conferenza stampa in volo dal kazakistan 13-15 settembre 2022

 

Celia, una ragazza spagnola, chiede diretta: «Sa chi è una persona non binaria?». «Sì». Lei comunque premette che «una persona non binaria è quella che non è né uomo né donna, o, quantomeno, non del tutto né tutto il tempo», e chiede se nella Chiesa c’è spazio per la diversità sessuale e di genere. Lo chiede al Papa. E Francesco, tranquillo: «Ogni persona è figlia di Dio, ogni persona. Dio non rifiuta nessuno, Dio è padre. E io non ho diritto a cacciare nessuno dalla Chiesa. Non solo, il mio dovere è di accogliere sempre. La Chiesa non può chiudere la porta a nessuno. A nessuno». E critica quelli che, usando la Bibbia contro la comunità Lgbtq, promuovono discorsi di odio ed esclusione: «Queste persone sono infiltrati che approfittano della Chiesa per le loro passioni personali, per la loro ristrettezza personale. È una delle corruzioni della Chiesa». Quartiere Pigneto, Roma, giugno 2022. Si registra un lungometraggio di 83 minuti, «Amén. Francisco responde», diretto dagli spagnoli Jordi Évole e Màrius Sánchez, in uscita da oggi sulla piattaforma streaming Disney+. L’idea è mettere a confronto il Papa con un gruppo di ragazze e ragazzi tra i venti e i venticinque anni provenienti da Spagna, Senegal, Argentina, Stati Uniti, Perù, Colombia. Un dialogo in spagnolo sui temi ritenuti più scottanti, per la Chiesa, come identità sessuale, femminismo, aborto, migrazioni, abusi, perdita della fede, ruolo della donna. E Francesco, al solito, non si sottrae a nessuna domanda. Non si sofferma né modifica la dottrina della Chiesa ma lascia spazio a obiezioni, si mette in ascolto, e insomma mostra quella «rivoluzione della tenerezza» che spiegò fin dall’inizio nel pontificato, durate la giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro: lo stesso cambiamento essenziale nello stile, il ritorno all’essenzialità evangelica che nel volo di ritorno, a proposito di omosessuali, lo fece rispondere con l’ormai famoso «chi sono io per giudicare?».

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Aborto: «Accompagnare, non giustificare»

Milagros, argentina, dice di essere una catechista e un’attivista pro-aborto, e consegna al Papa un foulard verde con scritto «aborto libero, sicuro e gratuito». Tra le ragazze del gruppo si discute, una si dice contraria. Francesco aspetta, poi dice: «Ai sacerdoti dico sempre che quando si avvicina una persona in questa situazione, con un peso sulla coscienza, perché è profondo il segno che un aborto lascia nella donna, che per favore non le facciano troppe domande e siano misericordiosi, com’è Gesù». Ma sull’aborto in sé, come ha detto più volte, considera: «Il problema dell’aborto bisogna vederlo scientificamente e con una certa freddezza. Qualsiasi libro di embriologia ci insegna che nel mese del concepimento il Dna è già delineato e gli organi sono già tutti definiti. Perciò non è un ammasso di cellule che si uniscono, ma una vita umana». Così reitera, come spesso gli è accaduto, una serie di domande: «È lecito eliminare una vita umana per risolvere il problema? O se io ricorro a un medico, è lecito assoldare un sicario perché elimini una vita umana per risolvere un problema?». Su questo non sono possibili concessioni: «È bene chiamare le cose con il loro nome. Una cosa è accompagnare la persona che lo ha fatto, tutt’altra cosa è giustificare l’atto».

 

Sessualità e pornografia

A un certo punto Alessandra, colombiana, si presenta come creatrice di contenuti pornografici che distribuisce nelle reti sociali: un lavoro che, dice, le ha permesso di valorizzarsi di più e di stare di più con sua figlia. Francesco ascolta, elogia in generale le potenzialità delle reti sociali ma chiarisce: «Se tu attraverso la rete vendi droga, per esempio, stai intossicando i giovani, stai arrecando danno, stai fomentando un delitto. Se tu attraverso la rete stabilisci contatti mafiosi per creare situazioni sociali è immorale. La moralità dei media dipende dall’uso che ne fai». Quanto alla pornografia, chi ne fa uso si svilisce umanamente, aggiunge: «Chi è dipendente dalla pornografia è come se fosse dipendente da una droga che lo mantiene a un livello che non lo lascia crescere». Si parla anche di masturbazione, e Francesco: «Il sesso è una delle cose belle che Dio ha dato alla persona umana. Esprimersi sessualmente è una ricchezza. Allora tutto ciò che sminuisce la reale espressione sessuale sminuisce anche te, e impoverisce questa ricchezza in te. Il sesso ha una sua dinamica, ha una sua ragion d’essere. L’espressione dell’amore è probabilmente il punto centrale dell’attività sessuale. Allora tutto ciò che te lo trascina da un’altra parte e che te lo toglie da quella direzione ti sminuisce l’attività sessuale». Del resto, il Papa riconosce che nella Chiesa la catechesi sul sesso è ancora «in fasce», e ammette che i cristiani non hanno sempre avuto una catechesi matura sul tema.

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