Foto: Consiglio del C-9

Foto: Consiglio del C-9

Come noto, papa Francesco ha concesso due domeniche fa una importante intervista a tutto campo alla Reuters. Quest’ultima sta rilasciando brani di questa intervista in maniera scaglionata nel tempo. Il 22 giugno ne ha rilasciato uno in cui apprendiamo che:

“Francesco ha detto anche che prima della fine dell’anno sta pensando di apportare cambiamenti al gruppo di cardinali consiglieri provenienti da tutto il mondo conosciuto come il C-9. Il gruppo, che si riunisce periodicamente con lui a Roma, e che ha iniziato i suoi lavori cinque anni fa.

Ha detto che può approfittare del prossimo anniversario ‘per rinnovarlo un po’, ma che non sarebbe un gesto di ‘tagliare le teste’”.

Il C-9 è il comitato creato da Papa Francesco affinché lo assista nella gestione della riforma della Chiesa. Inizialmente era costituito da 8 membri, ai quali, in seguito, è stato aggiunto il Segretario di Stato, card. Pietro Parolin.

Come ha scritto qualche mese fa John L.  Allen Jr. :”Ad oggi, molti osservatori direbbero che i risultati sono stati un po’ sottotono – la creazione di tre nuove strutture di vigilanza finanziaria che attualmente sembrano alla deriva o sdentate, una revisione dell’operazione di comunicazione vaticana che ha recentemente presieduto il fiasco “lettergate” (qui Allen si riferisce allo scandalo che mons. Viganò ha creato con la lettera di papa Benedetto XVI, ndr) e, in generale, un senso abbastanza diffuso di confusione su ciò che esattamente questa “riforma” dovrebbe essere o dove sta andando”.
Papa Francesco, nell’usare l’espressione “tagliare le teste”, ha spinto l’intervistatore Pullella di Reuters a pensare a due nomi: al card. Gorge Pell ed al card. Javier Errázuriz Ossa.

Infatti, il cardinale australiano George Pell, che dovrà subire un processo per presunti abusi sessuali avvenuti decine di anni fa, oramai sono mesi che non partecipa al Consiglio ristretto, mentre il cardinale cileno Francisco Javier Errázuriz Ossa è accusato di aver coperto i casi di abusi sessuali in Cile.

Occorre ricordare che tutti i vescovi cileni, a causa degli scandali sessuali, si sono dimessi, ad eccezione di Errázuriz, perché in pensione. Nell’ultimo incontro di tutti vescovi cileni voluto a Roma dal Papa, proprio per riflettere sulla crisi, Errázuriz si è mostrato indignato ed ha detto «mi diffamano, il Papa ha detto che l’ho informato bene».

In merito alle accuse, entrambi però hanno negato qualsiasi illecito.

In realtà, oltre ai due nomi fatti da Reuters, occorrerebbe aggiungere anche quello del cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, accusato di presunti scandali finanziari, da lui sempre negati, oltre che di una mala gestione delle accuse a sfondo sessuale avanzate da ex seminaristi contro il suo vescovo ausiliare, Juan José Pineda Fasquelle, dell’arcidiocesi di Tegucigalpa.

Un altro componente del C-9 che ha dato e dà grattacapi è il card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, sempre più al centro di accese polemiche. Infatti, quest’ultimo ha suscitato clamore a febbraio scorso con la sua velata approvazione delle benedizioni in chiesa delle unioni gay e lesbiche, però sempre un previo discernimento caso per caso. Ancora più infuocata è stata la sua leadership nella approvazione di un opuscolo, rimasto in bozza, della intercomunione. Questo capitolo, che sembrava chiuso, è stato riaperto da Papa Francesco qualche giorno fa sul volo di ritorno da Ginevra.

Ritornando alla notizia della Reuters, Franesco ha anche detto che avrebbe smosso l’APSA, una sorta di ufficio di contabilità generale che gestisce il patrimonio immobiliare del Vaticano a Roma e in altre parti d’Italia, paga gli stipendi dei dipendenti del Vaticano, e funge da ufficio acquisti e dipartimento delle risorse umane.

“Ha detto che l’attuale capo dell’APSA, il cardinale italiano Domenico Calcagno, aveva offerto le sue dimissioni quando ha raggiunto il limite di età di 75 anni a febbraio e che sarebbero state accettate entro la fine di questo mese”.

“Sto studiando candidati che hanno un atteggiamento di rinnovamento, una persona nuova dopo tanti anni”, ha detto. “Calcagno conosce bene il funzionamento ma forse la mentalità deve essere rinnovata”.

“Ma (Francesco, ndr) è preoccupato perché ‘non c’è trasparenza’ nel patrimonio immobiliare vaticano, che sono per lo più in Italia e molti dei quali sono stati donati nel corso degli anni. ‘Dobbiamo andare avanti con trasparenza, e questo dipende da APSA’, ha detto”.

di Sabino Paciolla

 

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