Papa Francesco ha criticato il cardinale Gerhard Müller, ex capo della Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano, che continua a sollevare preoccupazioni sulla direzione che la Chiesa sta prendendo sotto il pontificato di Francesco, affermando che il cardinale “ha buone intenzioni” ma è “come un bambino”.

Riprendiamo un articolo di Maike Hickson, pubblicato su Lifesitenew. La traduzione è di Annarosa Rossetto.

 

Card. Gerhard L. Muller

Card. Gerhard L. Muller

 

Papa Francesco ha criticato il cardinale Gerhard Müller, ex capo della Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano, che continua a sollevare preoccupazioni sulla direzione che la Chiesa sta prendendo sotto il pontificato di Francesco, affermando che il cardinale “ha buone intenzioni” ma è “come un bambino”.

Nel contesto del volo del 4 settembre di Papa Francesco verso il Mozambico, i siti web delle Conferenze episcopali tedesche e austriache, Katholisch.de e Kathpress.at, riportano entrambi che a Papa Francesco è stato anche chiesto del Cardinale Müller e dei suoi interventi ricorrenti che ora sembrano avere una “visione critica dell’attuale pontificato”.

Pare che papa Francesco abbia risposto: “Ha buone intenzioni, è un uomo buono. Al Papa piace. Ma è come un bambino.”

Il Papa ha fatto questi commenti di fronte a un piccolo gruppo di giornalisti durante il viaggio verso il Mozambico, in Africa, salutando i giornalisti a bordo. Kathpress.at afferma che “il Papa ha fatto questi commenti insieme ad un breve saluto ai rappresentanti dei media che viaggiano con lui. In questo contesto, [al Papa] è stato chiesto di alcuni contributi dell’ex capo della Congregazione per la Fede che indicano una visione critica dell’attuale  pontificato ”.

Roland Juchem, corrispondente di Roma di Katholische Nachrichten-Agentur (KNA), che lavora con Kathpress e Katholisch.de, ha dichiarato a LifeSiteNews che l’osservazione del Papa sul cardinale “deriva dalla solita camminata papale sul suo volo per salutare [i giornalisti]. In questo caso, un collega ha brevemente chiesto al papa del cardinale Müller e delle sue dichiarazioni di presa di distanza dal suo pontificato”.

Il sito web cattolico austriaco Kath.net – che riportava anche questi commenti papali su papa Francesco (basato su un articolo di Kathpress) – ha contattato lo stesso cardinale Müller, chiedendogli un commento.

Il cardinale Müller ha risposto, dicendo:

«con Gesù, si potrebbe chiedere al suo vicario: “Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio.” (Luca 18:19) e ci si potrebbe consolare con le parole della Scrittura: dovremmo essere “chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!” (1 Giovanni 3: 1)».  Il prelato tedesco continua dicendo che essere un figlio di Dio in Cristo «è la più grande dignità a cui il Figlio di Dio ci ha sollevato (Rom. 8:17).»

[NdT: la parola KIND (CHILD in Inglese) in Tedesco significa oltre che “bambino” –termine italiano usato dal Papa- anche “figlio”: la risposta del Card. Müller tradotta in Italiano pertanto non suona del tutto aderente per questo doppio significato che nella nostra lingua è reso con due parole diverse]

Commentando Papa Francesco, il Cardinale Müller ha aggiunto: “Inoltre, penso che il Papa sia un uomo buono e che mi piace di cuore, soprattutto per tutto ciò che fa per i poveri e i feriti. Se molti o pochi di quelli che lo circondano sono “bambini” nel senso di Gesù (Luca 18: 15-17) solo Dio può saperlo”.

In una nuova e più lunga intervista a Kath.net, il cardinale Müller – indipendentemente da questi nuovi commenti spontanei del papa – ha criticato i consiglieri di cui papa Francesco ha scelto circondarsi.

Alla luce del fatto che il Cardinale Müller ha già ripetutamente criticato  il documento di lavoro del Sinodo dell’Amazzonia (Instrumentum Laboris ), spiegando che questo documento “tralascia il contenuto essenziale della Fede rivelata”, ad esempio riguardo alla nozione stessa di Rivelazione e di Chiesa.

Il prelato tedesco ha citato un “ignorante in teologia con un cappello da vescovo” che ha affermato che l’Instrumentum Laboris è “semplicemente l’applicazione dell’enciclica Laudato Si e quindi un’espressione del Magistero infallibile del Papa, che sta al di sopra della parola di Dio o, come una fonte di rivelazione, allo stesso livello.” Presentando ulteriormente le affermazioni di questo vescovo di poco valore, Müller ha continuato: «Chi mette l’Instrumentum Laboris a oggetto di una critica teologica, quindi, viene definito come un eretico che invoca su di sé “eo ipso” la dannazione all’inferno. Questo grande pensatore e degno successore degli Apostoli ha solo dimenticato di dire dove si trovi in Laudato Si un’affermazione dottrinale definitiva ex cathedra che debba essere creduta da ogni cattolico per la sua salvezza eterna – tranne, ovviamente, che sia un dogma che il mondo è stato interamente creato (= creazione) nel suo essere e nel suo ordine. Ma questo dovrebbe essere conosciuto da ogni bambino dalla sua prima lezione di catechismo.»

I commenti del cardinale Müller qui riportati chiariscono che i Cattolici sono liberi di criticare il documento di lavoro del Sinodo sull’ Amazzonia.

Il cardinale tedesco continua la sua critica a questo vescovo, dicendo che «Mi dispiace per Papa Francesco quando viene difeso con la propria vita da amici tanto coraggiosi che, con la loro vergognosa mezza cultura, minano il Primate Romano, abusando dell’autorità del Papa per la loro agenda anti-cattolica. Chi solo ieri diffamava in modo esplicito i predecessori [del Papa] e probabilmente si congratulava con Papa Benedetto per il suo coraggio di ritirarsi, è completamente inaffidabile come difensore dell’attuale Papa.»

Il cardinale Müller chiarisce inoltre che simili tentativi di intimidazione verso chi avanza critiche a papa Francesco o al documento del Sinodo dell’Amazzonia non lo zittiranno. «Come vescovo – ha affermato – che alla sua consacrazione episcopale ha promesso di proclamare lealmente la Fede cattolica, non mi farò intimidire attraverso i media da tali ideologi con il loro ridicolo super-papismo che si pone in diretta contraddizione con il Primo e il Secondo Concilio Vaticano. Chi si fa impressionare dall’arroganza di tali teologici analfabeti che cercano di nascondere la debolezza delle loro argomentazioni con l’uso di insulti personali?»

Commentando ulteriormente il dovere di un Papa in quanto tale, il prelato afferma che «ogni pontificato dipende dal fatto che è conforme alla Rivelazione contenuta nella Sacra Scrittura e nella Tradizione e dalla continuità dottrinale con i suoi predecessori e specialmente con i concili ecumenici».

Continua quindi a spiegare che ha scritto a difesa del Papato nei tempi precedenti al pontificato di Papa Francesco e durante. «La storia della Chiesa esprimerà il suo giudizio sulla questione su cui Papa Francesco avrebbe dovuto fare meglio affidamento», ha commentato Müller.

Il cardinale Müller ha anche commentato alcuni aspetti fondamentali degli attuali dibattiti nella Chiesa dove in questione è, «diversamente dalla politica, non il potere, ma la verità di Dio che desidera la nostra salvezza (1 Tim. 3:15)». Qui, «ogni Cattolico e soprattutto ogni vescovo, ha il compito di “aiutare ad edificare la Chiesa, che è il Corpo di Cristo».

«Tutti i vescovi cattolici, e in particolare i cardinali della Curia romana, hanno il dovere – in unione con il Papa – di testimoniare e proclamare – in questo mondo e in modo non adulterato – la verità della Rivelazione», ha detto Müller.

Ha anche affermato in questa nuova intervista che «mi aspetto che ogni Cattolico faccia uso della propria ragione nella Fede (il sensus fidei fidelium ) ».

 





 

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