Riporto, col gentile consenso dell’autore, qualche stralcio dell’articolo dell’amico Fabio Fuiano, pubblicato ieri su The Debater (qui) dal titolo: “Thomas, Katie, Alfie siamo con voi!”

L’articolo riporta l’intero messaggio in italiano (e il video in inglese) di Chiara Paolini, mamma di Emanuele Campostrini (10 anni, con la stessa malattia Charlie Gard, ma che dipinge con il corpo), in cui tuona contro la cultura della morte che vuole uccidere Alfie Evans e infonde un grandissimo coraggio a tutti coloro che stanno combattendo la buona battaglia per salvargli la vita!

La testimonianza andrebbe letta tutta.   

Foto: Emanuele Campostrini con la sua famiglia ed un suo quadro

Foto: Emanuele Campostrini con la sua famiglia ed un suo quadro

Chiara Paolini ringrazia i genitori di Alfie per il coraggio e per la testimonianza data a tutti i genitori. Dice:

Avete detto cose chiare. È così chiaro, infatti, che se uno decide la data e il luogo della morte di un altro, lo sta uccidendo! Alcuni parlano di eutanasia, ma non lo è, perché l’eutanasia si verifica quando qualcuno (o se non può di persona, tramite il proprio rappresentante legale) chiede di essere ucciso. Quando invece uccidi qualcuno che non vuole essere ucciso, e sicuramente i genitori di Alfie non vogliono questo, questo ha un solo nome: omicidio.

(…)

Oltre ai medici, la Paolini ringrazia anche coraggiosi sostenitori dell’Alfie’s Army in tutto il mondo:

Voglio ringraziare tutti questi coraggiosi sostenitori dell’Alfie’s Army in tutto il mondo: voi non avete mantenuto il silenzio, vi siete sollevati per il bene, per la vita, per la famiglia, per i deboli e per quello in cui credete. Voi siete giusti e puri; grazie, perché rimanere in silenzio ora sarebbe come essere complici del crimine.

(…)

Infine, la Paolini ringrazia anche Alfie (approfondisci qui).

Infine, ma non meno importante, voglio ringraziare te, Alfie. Un tale bellissimo, piccolo, giovane, innocente e pacifico bambino che ci costringe a ripensare a ciò che conta nella vita, a ciò che significano amore e compassione, a ciò che significa essere padre e madre. Tu hai tirato fuori il meglio dai tuoi genitori, li hai resi un padre (e che padre!) e una madre (e che madre!). Tu ci stai rendendo persone, ci stai rendendo umani. Tu ci mostri cosa sia l’amore, che una persona può essere amata non per quello che fa, ma perché esiste! Tu stai facendo in modo che i tuoi genitori mostrino così chiaramente come Dio, come Padre, ci ama anche se siamo malvagi, fino alla fine, donandoci il Suo Figlio per noi. Tu ci mostri il volto puro di Dio. Tu sei come il Bambino Gesù, come il nome dell’ospedale dove i tuoi genitori vogliono portarti. Tu ci mostri così chiaramente che tutte le nostre azioni hanno delle conseguenze, ogni cosa che facciamo è come se la facessimo a Lui. Voglio dirti questo perché un giorno verrà il giudizio di Dio, che si creda in esso oppure no. Dal momento in cui Thomas ha detto che Alfie è un figlio di Dio, voglio concludere con un famosissimo passaggio della Bibbia, dall’Esodo: Allora Dio disse a Mosè « vai dal Faraone e digli ‘Questo è quello che il SIGNORE comanda: lascia andare la mia gente!’».”

Ieri anche papa Francesco al Regina Coeli ha ricordato Alfie (qui)

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