Un lettore mi scrive. 

 

Basilica di San Pietro, Citta del Vaticano, Credit: Shutterstock (via CNA)
Basilica di San Pietro, Citta del Vaticano, Credit: Shutterstock (via CNA)

 

Egr. Dott. Paciolla,

leggendo il comunicato a firma di “Verità e riconciliazione”, peraltro rilanciato anche da “La Nuova Bussola Quotidiana” non posso fare a meno di ripensare alla delusione, enorme, che mi provocò la constatazione di trovarmi al cospetto di una S. Chiesa che, lungi ormai dal considerare la dimensione del martirio in qualche modo intrinsecamente connessa alla propria missione di testimonianza alla Verità integrale, si è volontariamente declassata al ruolo di Chiesa di Stato (o di regime, faccia lei) la quale in un anelito di cieca sottomissione si è distinta per lo spiccato impeto nel rilanciare l’ansia psico pandemica più in profondità e più a lungo di ogni altra istituzione. Evito di documentare poiché superfluo e francamente avvilente. Quando poi sento che una RSA locale gestita da “religiose” costringe i visitatori a bardarsi come gli astronauti dell’Apollo 13 per accedervi, sorge in me una strana aggressività latente.

Premetto per onestà che le ho già scritto altre volte a riguardo, ma forse val la pena ribadire che all’inizio di questa “tragedia planetaria” della letalità dello 0,7% come cattolico, sebbene già da tempo perplesso sull’attuale corso di Santa Madre Chiesa, non potei fare a meno di guardare ad essa quale fonte di chiarezza, giudizio ed ispirazione. Con risultati però disastrosi, documentati poi anche da figure di spicco di movimenti ecclesiali che starnazzarono giustificando la più violenta eversione istituzionale avendo sposato in toto il pretesto della tutela sanitaria ad ogni costo, per non parlare di ministri del culto che proclamavano enfaticamente l’adozione del pass nazista per l’accesso all’oratorio ed agli eventi culturali perché si sa, se il popolo si raduna in Chiesa il patogeno, notoriamente avverso al fumo delle candele, è riluttante ad entrare. Ma in oratorio farebbe un flagello.

Ebbene, per andare dritti al punto, non si tratta di rivalsa o risentimento bensì di riscontrare ad oggi una mancata presa di coscienza – ravvedimento – maturazione. Si tratta che queste atmosfere potrebbero riproporsi da un momento all’altro se solo chi dispone degli appositi poteri le mettesse di nuovo in atto, avendo ormai ottenuto i riscontri desiderati da quello che è stato il più grande (e nefasto, aggiungo io) esperimento sociale della storia umana.

Passi, si fa per dire, il fatto che nel nostro paese ancor oggi ogni critica al dio-pfizer sia tabù (sembra incredibile ma ancora c’è in giro gente convinta che la situazione epidemiologica si sia normalizzata grazie al sacro siero, e che anergia – immunità negativa – trascrittasi inversa siano “fake news”) e che i danneggiati da questi farmaci debbano riunirsi in realtà associative per avere qualche speranza di far sentire la propria voce. Addirittura abbiamo strutture sanitarie che ancora cercano di imporre il mitico “tampone” ai pazienti pena l’esclusione dalle prestazioni sanitarie (e che anche in questo caso debbono rivolgersi ad associazioni e/o legali “amici”).

Ma il cedimento alle logiche demoniache di chi desidera la divisione ad ogni costo, discriminando persino tra i fedeli, no. A questo occorre resistere. Senza aver paura di scontentare il mondo, che delle logiche divine fra l’altro non sa che farsene. Immigrazionismo, genderismo, ecologismo sono lì a ricordarcelo. Certo a meno che l’ideale più in voga sia quello di una Chiesa prona al mondo anche su questi temi. E che teme di proporre una originalità culturale per non scontentare nessuno, non si sa mai. Per non scontrarsi, perché ciò che conta sembra essere il “dialogo”. Dove esso porti, poi, non è dato sapere. Ma forse chi decide di non chiudere un occhio (o entrambi) lo sa fin troppo bene.

La ringrazio per la sua attenzione.

Claudio – Saronno
 


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