Un lettore di questo blog mi ha inviato una lettera, che di seguito potete leggere, a proposito dell’appello pronunciato da Papa Francesco nei giorni scorsi affinché venga presto convocato un nuovo Sinodo della Chiesa Italiana.

 

Papa Francesco e il gesuita Padre Bartolomeo Sorge.
Papa Francesco e il gesuita Padre Bartolomeo Sorge.

 

Ha suscitato grande eco in tutti i principali media cattolici e non, l’appello pronunciato da Papa Francesco nei giorni scorsi affinché venga presto convocato un nuovo Sinodo della Chiesa Italiana.

Le sue parole sono state riprese da numerosi giornalisti ed in particolare da Rodari di Repubblica e da Agasso sulla Stampa che hanno sottolineato come la chiamata del Papa fosse stata in qualche modo anticipata dall’editoriale del 2019 di Padre Sorge.

E’ di particolare interesse dunque rileggere i temi che il teologo Gesuita, morto a fine 2020, adduceva come obiettivi fondamentali per un nuovo sinodo.

Nel suo lungo editoriale consultabile sul sito della civiltà cattolica (qui) venivano individuati due punti critici: il primo riguarderebbe “la crisi che oggi rischia di incrinare il rapporto di fede e di amore che lega strettamente la Chiesa italiana al Vescovo di Roma”.

Padre Sorge si chiede: “Possibile che la nostra comunità cristiana non sappia che cosa fare dinanzi agli attacchi, violenti e frequenti, contro papa Francesco, provenienti in gran parte dal suo stesso interno, che giungono persino all’assurda richiesta delle sue dimissioni?”

In buona sostanza, quindi, il primo obiettivo del Sinodo dovrebbe essere quello di far sì che “i fedeli acquisiscano una fede più cosciente e matura nella missione del Successore di Pietro.”

Il secondo obiettivo del Sinodo viene illustrato subito dopo e riguarda “le implicazioni etiche e comportamentali dei fedeli, all’interno della crisi spirituale e culturale senza precedenti in cui si dibatte l’Italia.”

A tale proposito, il Gesuita si chiede: “quale intervento autorevole la Chiesa italiana potrà pronunciare, alla luce del Vangelo e del magistero, sul fatto che milioni di fedeli – non esclusi sacerdoti e consacrati – condividano, o quanto meno appoggino, concezioni antropologiche e politiche inconciliabili con la visione evangelica dell’uomo e della società?”

E se non fosse sufficientemente chiara la domanda retorica Padre Sorge si preoccupa di spiegare nelle note il significato di tale interrogativo, affermando: “Più concretamente: che cosa dire e che cosa fare di fronte a chi estorce il consenso dei cittadini con la paura e con l’odio, nascondendosi dietro la maschera di una falsa religiosità?….Nello stesso giorno in cui un leader politico chiedeva in piazza i «pieni poteri», usciva su La Stampa un’intervista nella quale papa Francesco si diceva «preoccupato, perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934».”

In estrema sintesi quindi il nuovo Sinodo dei Vescovi Italiani, secondo la visione di Padre Sorge, dovrebbe servire innanzitutto a spiegare ai “milioni di fedeli”, che condividono e appoggiano concezioni antropologiche e politiche conservatrici, che “la loro posizione è inconciliabile con la visione evangelica dell’uomo e della società”.

E leggendo queste considerazioni sorgono naturali alcune domande: chi può giudicare su la religiosità di un esponente politico se sia falsa o vera? e perché il conservatorismo cristiano sarebbe inconciliabile con il Vangelo? E se i movimenti conservatori di ispirazione cristiana sono inconciliabili, quali lo sarebbero? Quelli della sinistra mondialista che si fa paladina del diritto all’aborto e dei diritti della famiglia omosessuale?

E alla luce di queste considerazioni, che evidentemente sono fatte proprie da una parte della gerarchia ecclesiastica vicina a Bergoglio, ha senso chiedersi in quale maniera sia possibile ricompattare la Chiesa Italiana, e respingere gli attacchi “violenti e frequenti contro Papa Francesco”?

Non sarebbe forse più opportuno domandarsi, come fanno taluni autorevoli osservatori dell’attuale Pontificato, se certe divisioni non vengano piuttosto alimentate da alcune posizioni , che finiscono per assumere caratteristiche ideologiche e politiche, con il sostanziale abbandono della dottrina sociale della Chiesa, che si è sempre posta ad un altro livello rispetto alle ideologie politiche di destra e di sinistra?

(lettera firmata)

Facebook Comments
image_pdfimage_print