Il 30 aprile scorso è stata inviata a tutti i vescovi una lettera con accuse di eresia nei confronti di Papa Francesco. Essa è ben argomentata e firmata da alcune personalità autorevoli, teologi e filosofi.

Per questo, padre Fessio e Brumley, rispettivamente fondatore e CEO della più importante casa editrice cattolica americana, Ignatius Press, affermano: “Queste gravi accuse dovrebbero essere esaminate e ad esse si dovrebbe rispondere e [le autorità della Santa Sede dovrebbero] mostrare come le dichiarazioni del Papa possano essere interpretate e dovrebbero essere interpretate come coerenti con l’insegnamento della Chiesa e la dottrina della fede”.

Della opinione espressa da padre Fessio e da Brumley ce ne parla Dorothy Cummings McLean in questo articolo che vi propongo nella mia traduzione.

Padre Fessio e Brumley, fondatore e CEO di Ignatius Press, la più importante casa editrice cattolica americana

Padre Fessio e Brumley, fondatore e CEO di Ignatius Press, la più importante casa editrice cattolica americana (screenshot)

 

Sia il fondatore che il CEO della principale casa editrice cattolica americana hanno rilasciato una dichiarazione in cui si afferma che una lettera aperta rilasciata questa settimana che accusa Papa Francesco di eresia non dovrebbe essere ignorata dai leader cattolici a Roma.

Il 30 aprile padre Joseph Fessio (è un presbitero, teologo ed editore statunitense appartenente alla Compagnia di Gesù, ndr) e Mark Brumley di Ignatius Press hanno pubblicato un breve video che esprime le loro opinioni sull’importanza della “Lettera Aperta ai Vescovi della Chiesa Cattolica”. Una ventina di eminenti ecclesiastici e studiosi hanno pubblicato la lettera aperta accusando Papa Francesco di essere “colpevole del delitto di eresia”.  Hanno chiesto ai vescovi della Chiesa cattolica, ai quali è indirizzata la lettera aperta, di “prendere le misure necessarie per affrontare la grave situazione” di un papa che commette questo crimine.

“È un documento importante”, ha detto Fessio, ricordando che è stato pubblicato quella mattina da LifeSiteNews. “Penso che si debba dire qualcosa al riguardo. Ci sarà tempo per riflettere più tardi”.

Mark Brumley, CEO di Ignatius Press, ha detto che la sua prima reazione è stata che la lettera è “qualcosa che qualcuno di un certo rilievo presso la Santa Sede dovrebbe affrontare”.

“Leggendola, non sono stato del tutto convinto che avessimo un’eresia formale o che le dichiarazioni [citate] del Santo Padre fossero materialmente eretiche…. Ma a causa delle argomentazioni contenute nel documento e delle persone che le hanno fatte, penso che questo sia qualcosa che dovrebbe essere preso sul serio”.

Tra i firmatari ci sono il filosofo di fama mondiale professor John Rist e il teologo padre Aidan Nichols, OP, il teologo padre Thomas Crean, OP, e il filosofo Dr. Peter Kwasniewski. Dalla pubblicazione della lettera, altri 12 illustri firmatari hanno aggiunto i loro nomi, portando il numero totale dei firmatari a 31 a partire da questo scritto.  

Brumley ha spiegato che questo significherebbe che qualcuno ad “alto livello” nella leadership della Chiesa dovrebbe affrontare le domande poste dal documento e mostrare come le dichiarazioni di Francesco potrebbero essere dimostrate coerenti con la dottrina cattolica.

“Ci dovrebbe essere qualche spiegazione”, ha detto.  “Non dovrebbe essere lasciata la gente a chiedersi”.

Fessio ha detto che il suo primo pensiero durante la lettura del documento è stato che sarebbe stato ignorato se i suoi autori non fossero stati importanti.

“Ma di fatto questi autori – alcuni di loro comunque – sono abbastanza rispettabili”.


Fessio ha osservato che, anche se alcuni dei firmatari potrebbero essere considerati come estremisti, “anche gli estremisti possono a volte esplicitare punti di vista buoni”.

“Quindi la seconda domanda è stata: ‘Ebbene, che dire del documento stesso? È oltraggioso? È stravagante? È ben equilibrato? Ha sostanza?’. E non ne sono sicuro.  Sono 20 pagine, quindi l’ho letto stamattina”, ha detto.

“Ci sono sette diverse…..enumerate eresie”, continua Fessio. “Ognuna di esse è chiaramente indicata.  Ognuna di esse è supportata da precedenti insegnamenti della Chiesa, siano essi concili o papi. E poi mostrano dove Papa Francesco ha fatto affermazioni che sembrano contraddire questi insegnamenti della Chiesa, e poi anche come con le sue azioni e le sue omissioni, in alcuni casi, ha dovuto confermare questa impressione”.

Le eresie che gli autori della Lettera aperta attribuiscono al pontefice argentino sono le seguenti:



1) Una persona giustificata non ha la forza, con la grazia di Dio, di realizzare le esigenze oggettive della legge divina, come se uno qualsiasi dei comandamenti di Dio fosse impossibile per i giustificati; o come se si intendesse che la grazia di Dio, quando produce giustificazione in un individuo, non producesse invariabilmente e per sua natura la conversione da ogni peccato grave, o non fosse sufficiente per la conversione da ogni peccato grave.

2) Un credente cristiano può avere piena conoscenza di una legge divina e scegliere volontariamente di romperla in una questione grave, ma non essere in uno stato di peccato mortale come risultato di questa azione.

3) Una persona è in grado, mentre obbedisce a un divieto divino, di peccare contro Dio per mezzo di questo stesso atto di obbedienza.

4) La coscienza può veramente e giustamente giudicare che gli atti sessuali tra persone che hanno contratto un matrimonio civile tra loro, anche se uno o entrambi sono sacramentalmente sposati con un’altra persona, a volte possono essere moralmente giusti, o richiesti o addirittura comandati da Dio.

5) È falso che gli unici atti sessuali che sono buoni della loro specie e moralmente leciti siano atti tra marito e moglie.

6) I principi e le verità morali contenute nella rivelazione divina e nella legge naturale non includono divieti negativi che proibiscono assolutamente particolari tipi di azioni, in quanto sono sempre gravemente illeciti a causa del loro oggetto.  
 
7) Dio non solo permette, ma positivamente vuole, il pluralismo e la diversità delle religioni, cristiane e non cristiane.

 

Fessio ha concluso che, sulla base dei suoi meriti interni, il documento non può essere respinto come opera di estremisti.

Brumley ha osservato che questo tipo di documento è istantaneamente e ampiamente diffuso con le tecnologie di comunicazione di oggi. A causa della portata del documento, e per l’alta statura dei suoi autori, egli ritiene che dovrebbe essere affrontato dalle massime autorità pastorali.

Citando la massima di Sant’Ignazio di Loyola secondo cui si deve cercare di dare alle parole altrui l’interpretazione più caritatevole, Fessio ha detto di ritenere che le autorità ecclesiastiche dovrebbero affrontare il documento, piuttosto che ignorarlo, in modo da dare un’interpretazione accettabile delle controverse affermazioni di Francesco.

“Queste gravi accuse dovrebbero essere esaminate e ad esse si dovrebbe rispondere e [le autorità dovrebbero] mostrare come le dichiarazioni del Papa possano essere interpretate e dovrebbero essere interpretate come coerenti con l’insegnamento della Chiesa e la dottrina della fede”.

Brumley ha detto di essere preoccupato che la Santa Sede ignori la lettera credendo che ci siano persone che saranno contro Francesco, indipendentemente da ciò che dice. Tuttavia, il CEO di Ignatius Press crede che ci siano altre persone che non vogliono credere che il Papa sia eretico e vorranno “vedere e comprendere i suoi commenti come coerenti con l’insegnamento della Chiesa”.

“Quindi penso che quelle persone gradirebbero un chiarimento”.

Fessio ha sottolineato che una risposta al documento è per “il bene della Chiesa e per il bene del Santo Padre”.

“Questo chiaramente non è inconsistente.  Evidentemente non si tratta di un mero capriccio estremista o di farneticazione. È un documento  attentamente formulato e attentamente ponderato. Se non vi si risponde, allora porterà a una maggiore confusione, e la gente non sarà certa di potersi fidare o meno del Papa”.

Egli ha insistito sul fatto che al documento si dovrebbe rispondere “in modo tale da poter riunire le persone sotto l’unica mente di Cristo rappresentata dai suoi vescovi”.

Brumley ha aggiunto che, date le critiche contemporanee su come la Chiesa sia stata “inefficace” nel rispondere a “certe domande” in passato, il documento non può essere semplicemente respinto.

“Non puoi ignorare queste cose”, ha detto. “Si accumulano. Creano una narrazione. Rafforzano i cattivi atteggiamenti nelle persone. E anche le persone brave cominciano a dire ‘Beh, ci deve essere qualcosa di vero. Perché la Santa Sede non si esprime?”


“È di questo che mi preoccupo”.

 

Fonte: LifeSiteNews

 

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